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Punto Verde Qualità Ponte di Nona. L’Assessore annuncia l’acquisizione dei locali, i cittadini contestano

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Il Municipio VI acquisisce due strutture presenti sul punto verde qualità di via Don Primo Mazzolari. Protestano le associazioni e i cittadini che negli anni si sono battuti per la riqualificazione dell’area: “Nessun percorso di partecipazione, decisioni cadute dall’alto”.

Ad annunciare gli sviluppi di una delle storie più intricate del VI Municipio è stata Katia Ziantoni, Assessore all’Ambiente, che dalla sua pagina Facebook annuncia: “Dopo un anno di battaglie e lungaggini burocratiche, il Municipio VI prende possesso dell’ex sala ristorante e dell’asilo nido. L’acquisizione delle strutture e dell’area verde al patrimonio di Roma Capitale riportano la legalità e le istituzioni dove prima c’erano malaffare e degrado. Un patrimonio costato circa 20 milioni di euro, un’idea straordinaria di riqualificazione urbana trasformata in una truffa ai danni del Comune e dei cittadini romani che, al posto dei servizi hanno visto crescere il debito pubblico e la malavita locale”.

La Ziantoni parla di “data storica” riferendosi al 27 luglio: “Parliamo di 100 nuovi posti per i bambini del quadrante (al posto di una struttura chiusa e abbandonata) e di 1200 metri quadri (dove fino al 2016 sorgeva una sala slot) al servizio dei cittadini. È stato un processo lungo e non privo di ostacoli tra documenti mancanti, illeciti, procedure fallimentari, indagini della Corte dei Conti e i bisogni reali dei cittadini, sempre più lontani dalle “esigenze” della macchina amministrativa e delle dirigenze. Soltanto 16, infatti dei 76 progetti dei punti verde qualità sono stati portati alla fine e “grazie” ai finanziamenti bancari garantiti dal Comune di Roma (garante per il 90% degli importi) durante le precedenti amministrazioni, oggi il debito romano ammonta a più di 600 milioni di euro. È solo uno dei tanti esempi in cui la giustizia amministrativa, con i suoi tempi e i suoi processi, non risponde alla fame di “giustizia sociale” delle periferie”.

Sul futuro dei locali acquisiti dal VI Municipio, la Ziantoni annuncia la volontà di aprire una scuola pubblica e la progettazione di servizi per i cittadini: “Chiedere in consegna le strutture e intercettare le risorse economiche necessarie per restituirle alla cittadinanza era ed è l’unica strada per realizzare il percorso condiviso con i cittadini negli anni e nella commissione pubblica convocata sul tema qualche mese fa. Assicureremo alla cittadinanza l’apertura di una scuola pubblica anziché convenzionata e partirà da subito la progettazione e la realizzazione dei servizi per il territorio tra cui: l’Ama di Municipio comprensiva di ufficio TARI e agenti accertatori, un ufficio pubblico e una struttura per i più giovani con le caratteristiche del Caffè letterario, in grado di essere un punto di aggregazione e di interesse socio-culturale per i molti giovani del quadrante. Stiamo lavorando, inoltre ad un progetto sportivo e formativo per i campetti da calciotto e abbiamo avviato un tavolo con l’Heaven nel quale cercheremo di mediare tra il rispetto delle regole e i bisogni del territorio. Tutti i dettagli saranno contenuti nella proposta di delibera che sarà votata in m Consiglio nelle prossime settimane”.

38120573_1876813235674582_5738050039436017664_nSembrerebbe una notizia esaltante per la cittadinanza, eppure sono proprio quei cittadini che negli anni hanno lottato per la riqualificazione del punto verde qualità a contestare fortemente le parole dell’Assessore.

Tra questi l’ Associazione Interquartiere DaEst commenta: “Rimaniamo del tutto sorpresi dall’annuncio dell’assessore municipale all’ambiente Katia Ziantoni, che oggi annuncia in pompa magna la presa in carico del Punto Verde Qualità di Ponte di Nona, vantando una partecipazione dei cittadini che di fatto non è mai esistita. L’assessore continua a portare avanti idee che LEI reputa la soluzione per i territori, annullando ogni condivisione degli obiettivi e senza che ci sia stato nessun dialogo attivo e condiviso. A quanto pare, il verbo “ASCOLTARE” non appartiene a chi si definiva “cittadini nelle istituzioni”, si preferisce invece portare avanti iniziative che non sono frutto di una analisi condivisa, ma un’imposizione dall’alto che discosta molto dai principi e ideali che vantava il Cinque Stelle PRIMA di essere eletto. Il punto verde qualità è oggi libero perché ci sono stati cittadini che per anni hanno lottato, hanno opposto resistenza sociale e oggi sono gli unici esclusi dalla discussione sui bisogni. Gli anni di battaglia di cui parla l’assessore di chi sono? Tra i bisogni dei cittadini c’è la richiesta di creare nel PVQ un ufficio anagrafico del Municipio. L’assessore ha dimenticato le centinaia di firme raccolte? Chi ha chiesto un’altra struttura di AMA nel Punto Verde Qualità? I Cittadini vogliono altro su questi territori e l’amministrazione di Roberto Romanella non è in grado di ascoltare. Vorrà dire che torneremo in Municipio per protestare”.

Più dettagliato e pungente il comunicato a firma di “Valter Aquilini e 4 sfigati” che occuparono all’epoca il locale dove prima c’era il bar e che trasformarono in centro polivalente. In quella struttura sono stati avviati molti progetti, ultimo in ordine di data la kermesse musicale di rapper del quartiere che ha visto tanti ragazzi di Ponte di Nona Vecchia partecipare.

“Ancora una volta, come per le precedenti amministrazioni, assistiamo alla squallida e mistificatoria politica degli annunci, forse utile a collezionare gradimenti sui social, ma ormai intollerabile per i cittadini che negli anni si sono impegnati (e continuano a farlo) nelle vertenze per il miglioramento della qualità della vita in questa città, in particolare nelle periferie, e conoscono quindi bene la realtà dei fatti. A solo ma efficace esempio ricordiamo la questione delle buche stradali, data per risolta nel pellegrinaggio di Beppe Grillo, fino a quando ad inciamparvi non è stata la stessa sindaca, forse da Beppe non informata in tempo. E così sui punti verde qualità, dove le azioni della cittadinanza attiva finalizzate a sottrarli allo sfruttamento dei concessionari privati (che li hanno utilizzati come bancomat facendo pagare a noi tutti un conto salato di centinaia di milioni di euro) e riconsegnarli alla fruizione pubblica attraverso processi partecipati di riprogettazione delle finalità e ridefinizione delle forme gestionarie datano lustri, come una veloce ricerca documentaria potrà testimoniare (articoli di stampa, giornalismo d’inchiesta come Presa Diretta, etc.). E il fatto che alcuni beni siano ancora nella disponibilità dell’amministrazione è solo per il fatto che i cittadini li hanno tutelati con l’azione diretta; come l’asilo nido di cui parla Ziantoni che è stato da questi occupato nell’ottobre 2014 proprio per attirare l’attenzione sulla possibile e rapida risposta che l’amministrazione poteva offrire alle tante richieste di inserimento dei bambini rimasti in lista di attesa e successivamente protetto da altri tentativi di occupazione a fini privati; o il locale noto come Bar Cannella, ancora in guardiania sociale per poterlo offrire al richiesto processo di progettazione e valutazione partecipata a cui però ancora oggi l’amministrazione non ha dato risposta, se non quella di tagliare i servizi elettrici e idrici appellandosi a un vuoto legalismo (che infatti lascia ancora operare a fini di lucro privato altri attori della scena). Dov’è quindi la giustificazione per questo squillo di trombe?”.

Il comunicato prosegue: “Il concessionario d’area è decaduto nel 2012, la delibera Tronca 23 è di aprile 2016, la determinazione di Serra (direttore del programma) è del 23 maggio 2017; questi sono gli atti amministrativi dovuti e necessari all’acquisizione al patrimonio del pvq di cui non ci si puo’ intestare oggi la paternità (o maternità). Quale atto pure possibile e che poteva essere adottato con coraggio politico, come fu quello di Sandro Medici allora presidente del X municipio, è stato prodotto da questa amministrazione? La responsabilità che si può vantare è invece quella di affermare che la partecipazione dei cittadini è limitata alla banale presenza a qualche commissione municipale o qualche like sui profili degli amministratori. Tale presenza viene poi utilizzata per vantare una presunta condivisione di scelte invece del tutto personali. E, al di là delle ciance espresse in occasioni pubbliche tanto per incrementare follower, il carattere processuale delle iniziative della cittadinanza attiva è da ritenere forse troppo oneroso da assumere, da parte dell’amministrazione locale, come strumento tra i più efficaci per rispondere alla domanda complessa di miglioramento della qualità della vita per tutti che viene in primo luogo dalle periferie. E allora l’autonomia del politico si esprime nel far prevalere interessi particolari che, forse in buona fede, si considerano utili all’emancipazione sociale e culturale dei cittadini: per cui uffici dell’AMA al posto dei servizi anagrafici e sociali, caffè letterari al posto di centri polivalenti di attività socioculturali, biciclette al posto degli autobus e via dicendo! Noi testardamente invece continueremo a promuovere la partecipazione concreta e il potenziamento delle competenze civiche delle comunità territoriali come strumento elettivo di emancipazione sociale a vantaggio di tutti. E’ per questo che continueremo a demistificare anche la fake politics promossa dall’attuale amministrazione, conviti che la verità alla fine è (potrebbe essere) rivoluzionaria”.

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Effettivamente l’Assessore Ziantoni nei locali in cui oggi vive il Centro Polivalente Nino Moroni, quello che per capirci il Municipio voleva sgomberare perchè “occupato illegalmente”, quello a cui sono stati tagliate le utenze in nome della “legalità”, si era fatta vedere spesso.

Prima durante l’ultima campagna elettorale, quando come membro dell’allora QRE aveva partecipato a riunioni proprio al fianco di coloro che oggi la contestano, poi, dopo essere stata nominata Assessore all’Ambiente, aveva indetto in quel “centro occupato illegalmente” una riunione come Presidente el Comitato Promotore a Tutela della Salute e dell’Ambiente, comitato nato in seno alla lotta del QRE contro il progetto dell’ecodistretto a Rocca Cencia.

Proprio durante le elezioni amministrative, molti dei rappresentanti del QRE e del Comitato rappresentato dalla Ziantoni si candidarono con il Movimento 5 Stelle.

Quando le elezioni sancirono la vittoria dei pentastellati furono nominati assessori alcuni personaggi illustri di quelle associazioni, tra cui Katia Ziantoni.

Passarono pochi mesi e il QRE si divise e furono proprio coloro che oggi contestano l’Assessore a dissociarsi con un comunicato.

Venne poi formata una  nuova associazione, DaEst appunto.

Nel comunicato si leggeva: “Non riteniamo valida l’assemblea del QRE tenutasi lo scorso lunedì 28 novembre in quanto la quasi totalità dei nostri rappresentanti non era volontariamente presente. La nostra assenza voleva essere un segnale di contrarietà al modo di agire che, dalla campagna elettorale per le elezioni di giugno in poi, ha caratterizzato una parte del gruppo. I pochi di noi che vi hanno partecipato, hanno visto una minoranza prendere decisioni unilateralmente, contrariamente al modus operandi deciso e definito dalle precedenti assemblee. Una minoranza che era tenuta a partecipare ai precedenti incontri organizzati per lavorare anche su progetti che andassero oltre la questione Rocca Cencia, ma che hanno disertato forse per poco interesse verso altre situazioni del nostro territorio ma sicuramente perché tenute in uno spazio pubblico sottratto a Mafia Capitale come quello del Centro Anziani di Ponte di Nona. Sottovalutare e disprezzare questo luogo di incontro è evidenza di quanto non ci sia unità di intenti rispetto alle nostre rivendicazioni che per noi vanno aldilà di Rocca Cencia. Siamo fieri di far parte di quei Cittadini che sottraggono spazi alla mafia per restituirli alla Cittadinanza”.

Il comunicato di allora portava le firme delle seguenti realtà associative del Municipio VI: Associazione CdQ Villaggio Prenestino, Associazione Cittadinanza Servizi e Cultura Colle del Sole, Associazione Collina della Pace (Finocchio), Comitato Case Popolari di Rocca Cencia, Comitato di Quartiere Tor Bella Monaca, Consorzio Prato Lungo, Lista disoccupati Ponte di Nona.

Una delle tante storie in cui prima si utilizzano le realtà del territorio per ricoprire un ruolo politico/istituzionale, poi quelle stesse realtà che hanno contribuito al proprio successo personale vengono messe da parte una volta acquisito il potere. Federica Graziani

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