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PROGRAMMA D’INTERVENTO URBANISTICO FONTANA CANDIDA: rischio di ennesimo scempio edilizio e ambientale nel Municipio VI di Roma

via-casilinaRiceviamo e pubblichiamo il comunicato del gruppo comitati e associazioni ‘VIvere nel VI’.

I sottoscritti rappresentanti dei cittadini, Comitati e Associazioni di quartiere del Municipio VI, che si sono uniti con l’intento di salvaguardare i diritti dei residenti e dell’ambiente, nonché di promuovere lo sviluppo e la riqualificazione del territorio,

PREMETTONO QUANTO SEGUE
E’ in via di attuazione da parte del Comune di Roma il “PROGRAMMA
D’INTERVENTO URBANISTICO FONTANA CANDIDA”, cioè il RISCHIO DI UN
ENNESIMO SCEMPIO EDILIZIO E AMBIENTALE NEL MUNICIPIO VI !

Questo è infatti un progetto aberrante di costruzione di un “mostro” di cemento, un nuovo quartiere tra via Casilina, via Ponte della Catena e l’Istituto Pertini, confinante con i quartieri di Fontana Candida e Borghesiana, in uno degli ultimi spazi verdi rimasti nella zona e anche d’interesse archeologico. In questa area verde è prevista la costruzione di 24 “casermoni” di cemento, lunghi fino a 100 metri e alti 5 piani, destinati ad ospitare dai 3mila ai 4mila nuovi abitanti stimati. Tutto questo seguendo la vecchia prassi delle “compensazioni” (che l’attuale amministrazione capitolina dichiarava nel suo piano programmatico di voler eliminare) per le mancate costruzioni di Tor Marancia. In relazione a questo progetto i sottoscritti,

DENUNCIANO QUANTO SEGUE
1. La zona è già allo stremo, con infrastrutture primarie insufficienti.
L’area individuata per l’intervento urbanistico è una delle più popolate ed
edificate di Roma ed è già oggi allo stremo, per mancanza di infrastrutture
adeguate: strade, fogne, trasporti, servizi pubblici e anche sicurezza. Come
potrebbe accogliere altre migliaia di abitanti? La gente ha bisogno di spazi
verdi e non di altro cemento che toglie il respiro! Sopratutto grave è il
problema della mobilità: via Casilina è perennemente bloccata e nelle ore di
punta gli automobilisti si “arrampicano sugli specchi”, passando su tutte le
strade secondarie piene di buche, per riuscire a tornare a casa! Cosa
succederebbe con altre 2-3mila automobili in più? Altro grave problema
potrebbe rappresentare l’impianto fognario principale che risale addirittura agli
anni ‘30 e che dovrebbe sostenere il carico dei nuovi residenti. Per non parlare
poi dell’inquinamento ambientale che si avrebbe, dell’ulteriore sovraffollamento
della zona, della distruzione di un’area verde e di interesse archeologico,
dell’aumento dei rifiuti che produrrebbe altro degrado ecc.
2. La zona è d’interesse archeologico.
L’area prevista è chiamata “Valle della Morte” per la presenza di catacombe che
furono realizzate lungo una delle antiche vie consolari, in questo caso la
Labicana, al X miglio dalla città. Lungo via Labicana sono state rinvenute
diverse ville e mausolei di epoca romana e anche dove è prevista la nuova
edificazione sono stati rinvenuti resti di epoca romana, attribuibili ad una villa.
L’area prevista fa parte di un complesso molto più esteso di catacombe che non
sono state ancora sufficientemente indagate e che potrebbero quindi celare
nuove e importanti scoperte, ancor più preziose delle catacombe di San Zotico,
adiacente la zona di costruzione. La realizzazione del nuovo quartiere
impedirebbe per sempre la possibilità di realizzare nuovi scavi, indagini e
ritrovamenti che potrebbero essere di rilevante interesse archeologico.
3. La linea C della Metropolitana non è la soluzione.
Alcuni sostengono che la linea C della Metropolitana risolverebbe il problema
della mobilità provocato dal nuovo quartiere, ma Roma non dispone di linee
della metropolitana come Parigi, Londra o Madrid, con decine di linee che
raggiungono praticamente ogni zona della città. Roma si trova ad avere, con
molta fatica, “quasi” tre linee che costringono comunque gli utenti a diversi
passaggi su bus per raggiungere le destinazioni. Il tutto aggravato da un
servizio pubblico che sappiamo tutti non essere affatto impeccabile. Di
conseguenza moltissimi automobilisti continuerebbero a usare le proprie
automobili, congestionando il traffico.
4. Sono state fatte le necessarie valutazioni tecniche e ambientali?
Sono stati fatti dagli organi tecnici competenti tutte le necessarie verifiche e
adeguamenti ad un progetto che risale ormai agli inizi degli anni 2000? Per
esempio:
- lo studio sui nuovi flussi di traffico e sulla mobilità;
- la capacità dell’impianto fognario principale di accogliere il nuovo bacino di
utenza;
- la presenza in zona di servizi pubblici primari adeguati (scuole, ospedali, ASL,
parcheggi ecc.);
- la capacità di smaltimento delle nuove tonnellate di rifiuti urbani in strutture
che già allo stato attuale si dimostrano insufficienti?
- E’ garantito il parametro NPRG che assicura 9mq di verde e servizi ad ogni
singolo cittadino?
- La verifica dell’adeguatezza dei sistemi idrico, idrogeologico e ambientale?
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- La compatibilità del suddetto progetto con la realizzazione del c.d. Toponimo
n. 8.14 “ Finocchio Valle della Morte” che sorgerà in zona adiacente?
- La reale necessità di costruire nuove case quando esistono già in zona molte
case sfitte e inutilizzate, come riscontrato dalla stessa sindaca Raggi alla
riunione dell’ACER (Giugno 2017)?
- E’ stata applicata dalla Regione Lazio la procedura di Valutazione Ambientale
Strategica (VAS) necessaria per un quartiere di queste dimensioni urbanistiche
e con questo impatto ambientale?
Tutto quanto sopra premesso, i sottoscritti Comitati e Associazioni, in
rappresentanza dei cittadini, ritengono che non esistono le condizioni per
procedere con l’intervento urbanistico e
CHIEDONO ALLE AUTORITA’ IN INDIRIZZO
1. Di annullare questa ennesima aberrante colata di cemento, attuando quanto
dichiarato nel piano programmatico della sindaca Raggi;
2. Di realizzare al suo posto un grande parco verde e archeologico, vista la
presenza nell’area di resti archeologici (una grande villa romana con cisterne e
catacombe) già catalogati dalla Soprintendenza;
3. Di valutare la possibilità di realizzare aree per orti urbani, fattorie didattiche
e GAS (Gruppi di Acquisto Solidali);
4. Di realizzare, in collaborazione con i cittadini, un progetto per la
rivalutazione e la riqualificazione delle bellezze archeologiche e naturalistiche
del Municipio. Questo potrebbe tradursi nella possibilità di creare nuove
opportunità di lavoro, salvaguardare l’ambiente, la salute e rimettere in moto
un’economia sostenibile.
5. Anziché procedere con nuove costruzioni, di rigenerare e riqualificare i
quartieri esistenti che necessitano di interventi significativi da molto tempo,
non più derogabili.
Ai sensi delle leggi vigenti che regolano i rapporti della P.A. con i cittadini, i
sottoscritti chiedono di essere informati tempestivamente sulle decisioni che
verranno prese con i tempi di attuazione.

Distinti saluti

Roma, li 24/1/2018

Il gruppo di Comitati e Associazioni di quartiere
VIvere nel VI
Associazione di Quartiere Fontana Candida,  Comitato di Quartiere Torre Spaccata,
Consorzio Gaia Domus,  Comitato di Quartiere Nuova T.B.Monaca,
Comitato di Quartiere Villa Verde,  Comitato di Quartiere Colle Prenestino,
Comitato di Quartiere Villaggio Breda, daEst Associazione interquartiere,
Associazione di Quartiere Collina della Pace,  Comitato di Quartiere Colle Mattia,
Comitato di Quartiere Torre Angela,
Comitato di Quartiere Torrenova-TorVergata

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