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Primarie Presidenza VI Municipio. La Torre: “Il territorio deve diventare un esempio”

francolatorreUno dei candidati alle primarie di centrosinistra per la presidenza del VI Municipio che si svolgeranno il 6 marzo è Franco La Torre. La sua storia politica si è sviluppata intorno a tematiche quali la lotta alla criminalità e ad attività di valorizzazione di tutte quelle realtà associative che rendono i cittadini protagonisti nei territori.

“Sono espressione di un progetto di società, non di un’area”. E’ il commento che ci rilascia Franco La Torre in merito alla sua partecipazione nelle primarie del centrosinistra per la presidenza del VI Municipio. Una sfida a cui ha deciso di partecipare perchè “stanco di assistere al degrado in cui alcuni territori, in particolare il Municipio delle Torri, sono stati abbandonati”.

Figlio di Pio La Torre, il parlamentare autore della legge antimafia che introdusse nel codice penale il reato di associazione mafiosa che fu poi ucciso dalla Mafia il 30 aprile 1982, Franco La Torre ha mosso i primi passi nella Federazione Giovanile Comunista Italiana. Ha lavorato in Medio Oriente, Mediterraneo e Africa come coordinatore di progetti Ong (organizzazione non governative).

Lascia Palermo e dal 1969 vive a Roma: “Sono stato direttore di ECOMED e mi sono dedicato per la cooperazione internazionale tra Roma e le città del Mediterraneo. Per il Comune sono stato il responsabile di un progetto dal titolo ‘Roma per la pace a Gerusalemme’ con lo scopo di rilanciare la pace nel Medio Oriente. Sono quindi diventato responsabile presso l’Ufficio relazioni internazionali del Gabinetto del Sindaco. Ho lavorato per la società Risorse per Roma S.P.A.  nel Dipartimento Promozione del Territorio”.

Il suo impegno nella lotta contro la criminalità organizzata lo ha portato a diventare Presidente della Consulta Antimafie della Provincia di Roma e membro del Comitato Scientifico dell’Osservatorio della Legalità Fillea e del Comitato dei Garanti di SOS Impresa, associazione contro il racket e le estorsioni e della Commissione consultiva permanente di Avviso Pubblico – Associazione di enti locali e regionali per la formazione civile contro le mafie. E’ stato inoltre membro della presidenza dell’associazione antimafia Libera. 

Tanto impegno sociale e civile che oggi lo spingono a voler affrontare la sfida di guidare un territorio ostico quale è quello del VI Municipio: “Quando mi si è proposta davanti questa possibilità – ci spiega – l’ho colta al volo. In quel territorio ho avuto occasione di conoscere diverse realtà e di organizzare anche una serie di eventi. Credo che il VI Municipio abbia delle grandi potenzialità che devono essere valorizzate attraverso la coesione sociale, uno sviluppo sostenibile e attraverso progetti che possano rendere i cittadini una parte attiva del territorio”.

Sul tema delle diverse organizzazioni di criminalità organizzata che insistono in VI Municipio spiega: “Come presidente non avrei titoli per combattere la mafia, ma per esperienza credo si possano arginare questi fenomeni utilizzando la cultura come arma. La repressione da sola non basta. Per questo punto molto alla coesione sociale e a cercare una strada che riesca ad unire le tante anime che possono diventare un enorme muro contro tutto ciò che rende il territorio vittima della criminalità e del degrado”.

Franco La Torre correrà alle primarie per la presidenza con Nanni: “La competizione sana fa bene e io ho molta stima per il mio avversario politico. Tengo a precisare che  non voglio essere il candidato di alcuni, ma voglio rappresentare una candidatura all’insegna della discontinuità che punta ad un diverso concetto di periferia. Il VI Municipio ha bisogno di incontrarsi, di ritrovarsi.  Bisogna mettere la parola fine alle divisioni che rendono fragile il tessuto politico e sociale del territorio”.

Un messaggio per i cittadini che La Torre vuole lanciare? “Voglio contribuire con il mio impegno a rendere i residenti orgogliosi dei propri quartieri. Il VI municipio deve diventare un esempio per le altre zone periferiche di Roma. La mia squadra politica, se sarò eletto, saranno i 300mila cittadini che popolano il territorio. Da loro e con loro bisogna ripartire”. Federica Graziani

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