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Prenestino-Labicano. Allarme frutterie: “Vendono alcolici a tutte le ore”

image2Le frutterie gestite da romani sembrano, da una decina di anni ad oggi, essere sempre più rare. Al loro posto si sono fatti largo quelli che vengono chiamati Mini Market gestiti da stranieri, che però oltre alla frutta e alla verdura vendono altri prodotti tra cui gli alcolici.

“Non rispettano i limiti di età e di orario entro i quali è possibile vendere alcolici”. Tuonano i residenti del quartiere Prenestino/Labicano che puntano il dito contro le frutterie gestite da stranieri diventati luoghi di bivacco e di vendita di bevande alcoliche.

Questi locali, soprattutto gestiti da cittadini di origine bengalese e egiziana, si sono fatti largo giorno dopo giorno fino al punto di sostituire definitivamente gli esercizi italiani, vedendo proprio in questo settore una facile via di accesso al commercio nazionale.

Sono riusciti ad insediarsi nel settore ovviamente facendo concorrenza a chi già aveva delle attività avviate da anni e che, con il loro arrivo, non è più riuscito a mantenere fino al punto di dover decidere di abbassare la serranda del proprio negozio.

image3“Purtroppo al contrario degli italiani – commentano i residenti – a loro basta solo un investimento iniziale per riuscire ad aprire ogni tipo di esercizio o negozio, ed i costi giornalieri per loro sono molto ridotti, non incorrendo nel pericolo di non arrivare a fine mese o di pagare di tasse più di quanto si guadagna. Sicuramente uno dei motivi principali per il quale riescono a comportarsi così è il fatto di non avere molti controlli, vendere merce non di prima qualità restando aperti molte più ore al giorno per rientrare dei costi, tanto che alcuni fanno di questi negozi la propria casa dormendo all’interno nell’orario di chiusura”.

Nel V Municipio, le frutterie gestite da stranieri sono davvero tante e i cittadini denunciano una serie di irregolarità: “Non rispettano le regole che dovrebbero essere uguali per tutti, infatti esporre la merce al di fuori del proprio negozio dovrebbe essere possibile solo nel momento in cui vengono pagate le tasse per l’occupazione del suolo pubblico, vendere alcolici a minori non dovrebbe essere vietato, le norme igieniche andrebbero rispettate, ma evidentemente per loro queste regole non sono valide. Non è giusto che loro non abbiano nessun tipo di controllo, mentre noi italiani dobbiamo essere controllati. Dovremmo chiederci per quale motivo i nostri esercizi chiudono da un giorno all’altro, mentre loro invece di chiudere aumentano sempre più, ogni giorno apre un negozio nuovo. Ma come è possibile? Come fanno a rimanere aperti se a volte nella giornata non entra nessuno a comprare da loro? La frutta avanzata come la smaltiscono?”.

Come spesso accade in periferia, è partita una ‘guerra tra poveri’ dove, al solito, non si punta il dito contro il vero nemico, ovvero le istituzioni, ma contro il vicino, di bottega in questo caso.

La legalità, il rispetto delle regole e le sanzioni dovrebbero essere difese non dai cittadini ma dalle forze dell’ordine e dalle istituzioni che, compiendo il loro dovere, eviterebbero non solo il perpetuarsi di illeciti ma uno ‘scontro tra civiltà’ che non ha l’intolleranza come motore, ma la disperazione causata dalla situazione economica del Paese.

Marta Reitano

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