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Preferenze e preferiti

Nuova squadra di consiglieri al Comune e in Municipio, tra sorprese e laceranti delusioni.

Del nostro Municipio siederanno in Consiglio Comunale solo tre consiglieri: Dario Nanni (Pd), Enrico Stefàno (M5S), Svetlana Celli (Lista Civica Marino). Per il Pdl resta a casa Marco Di Cosimo, che solo con una vittoria di Alemanno si sarebbe potuto assicurare un posto nell’Aula Giulio Cesare. Per ora congelata l’elezione di Andrea Alzetta, per motivi di ineleggibilità legati ad una condanna del 1996 per disordini in una manifestazione. La nuova squadra di Marino vedrà tra le sue fila 48 consiglieri, 19 del Pd, 5 della Lista Civica, 4 di Sel, 1 del Centro Democratico, 7 del Pdl, 2 di Fratelli d’Italia, 2 di Cittadini per Roma, 4 del Movimento 5 Stelle,  3 della Lista Marchini.

Molte delusione anche per le elezioni municipali: il gruppo Augello non riesce ad eleggere Massimo Mancuso, che aveva il compito di portare avanti l’eredità lasciata da Marco Dari, il gruppo municipale di Fratelli d’Italia elegge Emanuele Amici, che aveva promesso negli scorsi mesi di non ricandidarsi, mentre Massimo Fonti resta a casa, nonostante il suo assiduo lavoro nel corso dell’Amministrazione Lorenzotti. Dei consiglieri uscenti del Pdl bocciati Vendetti, Paparelli, Raco, Lanza, Durantini. Si confermano invece i consiglieri uscenti del centrosinistra: Grasso, grazie al cospicuo passaggio di voti della Mastropietro e della Ferdinandi la spunta, grazie anche al gruppo legato a DiM. Mastrangeli si conferma il più eletto con 1123 voti. Entra anche Mattei che delude però nel risultato con solo 357 preferenze, poche rispetto ai risultati cui ci ha abituati il gruppo Celli. Passa anche Sbardella che, in zona Cesarini, durante nel finale dell’Amministrazione Lorenzotti, passò dal Pdl alla Lista Civica per Marino. Per il resto è tutto rinnovato.

Uno dei migliori risultati nel Pd è quello di Mariano Angelucci, che ha potuto godere dell’aiuto del consigliere uscente Alveti, e Ambra Consolino, figlia di Fulvio ed esponente del circolo di Torre Spaccata. Resta a casa Biferi, candidato presidente nella Lista Marchini, a cui proprio Mastrantonio ‘scippa’ il posto per un pugno di  voti. Scipioni quindi si troverà di fronte ad una maggioranza coesa. Unici punti interrogativi restano i tre consiglieri eletti legati al gruppo DiM, Grasso, Gasparutto e Giammarini, che durante la campagna elettorale non si sono certo distinti per trasparenza politica rispetto al loro Presidente. Nell’ opposizione l’acerrimo nemico Mastrantonio, in quota Sel, e Lorenzotti, presidente uscente, potrebbero dare qualche gatta da pelare a Scipioni. Certo che con 16 consiglieri di maggioranza contro 9 sarà davvero difficile ostacolare il nuovo Presidente.

Federica Graziani

 

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