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Prato Fiorito, un progetto per la riqualificazione del degrado urbano

commissione-ambiente-socialeUna proposta di Michele Di Michele, cittadino di Prato Fiorito, portata all’ attenzione della maggioranza del Municipio VI. Impiegare i richiedenti asilo degli Sprar nei lavori di manutenzione del verde in collaborazione tra Dipartimento Politiche Sociali e Dipartimento Ambiente, con la formazione e il coordinamento di Ama.

L’idea di base è semplice, esposta dal signor Di Michele nella Commissione congiunta Politiche Sociali e Ambiente del Municipio VI: “Per manutenere il parco dell’Acqua e del Vino – spiega ai presenti – come associazione che ha la custodia del parco abbiamo bisogno di uomini e mezzi da impiegare. Gli Sprar – Sistema di Protezione dei Richiedenti Asilo e Rifugiati – hanno altresì la necessità di impiegare i ragazzi che accoglie e ospita. Perché non unire le due necessità e ottenere un vantaggio per la comunità?”.
Gli Sprar ogni anno ricevono fondi attraverso il Ministero che a sua volta li riceve dall’Europa per sostenere le spese legate all’ accoglienza di profughi e rifugiati, in particolare per i minorenni. Sulla questione sottolinea la dottoressa Tatiana Sofia, delle Politiche Sociali del Municipio VI: “A inizio anno già sappiamo quanti fondi abbiamo per i minorenni, mentre per gli adulti ci arrivano i fondi soltanto a novembre da spendere entro il 31 dicembre. Questo complica la gestione delle risorse e delle persone”. Per questo il presidente della Commissione Politiche Sociali, Valentina Fabri Zuccarelli, auspica la creazione di un centro di costo ad hoc.
Non ci si deve far ingannare dalla parola, però. Centro di costo non significa che questo progetto avrebbe un costo per la comunità. Anzi, è vero il contrario: è a costo zero. Il circuito classico prevede che i soldi agli Sprar arrivino dal Ministero attraverso l’Europa, come abbiamo detto. Dagli Sprar quei fondi vanno poi indirizzati verso le strutture che ospitano e/o impiegano i richiedenti asilo. “Quasi sempre così ci troviamo a sostenere dei costi per ospitarli – spiega alla Commissione la dottoressa Sofia, vista la presenza di 14 centri d’accoglienza sul nostro Municipio – Senza ricevere dei benefici. Esistono delle risorse che in questo modo vanno fuori dal Municipio invece di rimanere in circolo qui”.
Esempio: il Municipio VI ospita i richiedenti asilo e attraverso gli Sprar impiega una percentuale dei fondi per ospitarli. L’altra percentuale, destinata alla formazione, all’integrazione, al primo impiego va invece fuori dal Municipio, magari a Guidonia o a un altro Municipio. Questo progetto ribalta la situazione chiudendo il cerchio. Ospitare, formare e impiegare, tutto all’interno del nostro territorio. In questo modo ci sarebbero due vantaggi. Primo: il denaro che arriva attraverso l’Europa viene messo per intero in circolo all’interno del Municipio VI senza essere disperso; secondo: l’impiego dei richiedenti asilo per la manutenzione del verde e, perché no, delle strade contribuirebbe al recupero del decoro urbano e favorirebbe l’integrazione.
Il dottor Cicerani, dell’Assessorato Ambiente del Comune di Roma, ha dichiarato in Commissione che per le competenze dell’Assessorato non c’è alcuna difficoltà a recepire questo progetto. L’unico passaggio che viene chiesto è quello attraverso il Dipartimento e l’Assessorato Politiche Sociali. “Se le Politiche Sociali ci dicono che questo progetto si può fare e va bene noi entreremo nella valutazione – spiega Cicerani – Valutando quindi le certificazioni, le norme di sicurezza e quant’altro sia necessario”.
L’ingegner Perrella conferma da parte di Ama l’interesse per questo progetto. Intravede in esso quattro livelli di incidenza sul territorio da definire in itinere. “Primo livello: Ama è a conoscenza dell’attività che si sta svolgendo e trova un coordinamento operativo mirato a non impattare sui turni di lavoro dei suoi operatori e si coordina per il ritiro dell’immondizia raccolta con i lavoratori del progetto. Secondo: un coordinamento ulteriore al primo livello permetterebbe ad Ama di mettere a disposizione le forniture di sacchi e strumenti per la raccolta. Terzo: la formazione, cui Ama è sensibile, in materia di raccolta della differenziata per i nuovi operatori. Quarto: sinergia tra Ama e gli operatori del progetto”.
Da sottolineare, in ultima istanza, che il progetto non prevede la volontarietà. In un primo momento il dottor Cicerani si era espresso sulla base di un precedente accordo con la Croce Rossa per l’impiego di volontari degli Sprar. “Non c’è volontarietà – gli aveva replicato la dottoressa Sofia – Noi parliamo di tirocinio”, ovvero di retribuzione, sempre con i fondi europei gestiti attraverso gli Sprar.
Il progetto non ha trovato ostilità, sembrando invece essere stato accolto da tutti i presenti. Le uniche perplessità sono state sollevate da Fratelli d’Italia, che ravviserebbe nel progetto una sorta di discriminazione. “Se c’è una retribuzione e una formazione – ha dichiarato il capogruppo Nicola Franco – Non è giusto circoscrivere solo ai richiedenti asilo la possibilità di partecipare. Sarebbe invece giusto aprire a tutti, anche agli italiani”. A lui risponde il signor Di Michele, specificando che “Il progetto prevede l’inserimento dei richiedenti asilo perché i fondi sono al 100% degli Sprar. Ciò non toglie però che con il disavanzo dei fondi, fisiologicamente previsto, il progetto prevede di retribuire dei capisquadra. Questi saranno da trovare tra gli anziani che non arrivano a fine mese con la pensione, tra i padri di famiglia rimasti senza lavoro, tra chi insomma ha bisogno”.
Il prossimo appuntamento è tra circa dieci giorni, tempo che il signor Di Michele ha chiesto per riscrivere e adattare il progetto per portarlo in fase di revisione presso il Municipio. Da lì poi verrà inviato al Dipartimento e all’Assessorato delle Politiche Sociali del Comune di Roma che dunque in seconda battuta si interfaccerà con il Dipartimento e l’Assessorato all’Ambiente come chiesto dal dottor Cicerani. Flavio Quintilli

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