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Ponte Osa, potrebbero passare diversi mesi prima della riapertura

30712493_10216495211915073_9042315959620075520_n

Neanche fosse il Ponte sullo Stretto di Messina. Quello di Osa rischia di attendere mesi prima di tornare accessibile. E’ quanto emerso dalla Commissione Lavori Pubblici del 17 aprile.

La mattina del 17 aprile si è riunita la Commissione Lavori Pubblici e Mobilità per discutere sulle soluzioni da adottare per la viabilità della Polense.

commissioneApre i lavori Tassi, Presidente della Commissione Mobilità, spiegando i problemi causati dal crollo parziale del ponticello sul Fosso dell’Osa. Alla sezione della Polizia Stradale del Gruppo Le Torri è stato chiesto di intervenire in tempi rapidi per istituire un divieto di transito ai mezzi pesanti in via Perano e in via Santa Maria di Loreto. La mancanza di spazio rende infatti difficile il loro passaggio e rallenta il traffico veicolare, rendendo impossibile la circolazione. Inoltre mette a repentaglio anche la salute di un altro ponticello, quello di via Perano,non progettato per reggere quel volume di traffico.

La Determina Dirigenziale da parte della Sezione della Polizia Stradale è stata preparata nella giornata del 16 aprile e firmata il 17, il che la rende verosimilmente operativa già da domani. Si è in attesa quindi della segnaletica per il divieto e soprattutto per la deviazione del traffico, di cui invece è competente il Dipartimento Mobilità. Il Municipio ha sollecitato quest’ultimo e lo ha invitato alla Commissione, ma non si è presentato nessuno.

30704354_10216495228835496_2774068193361133568_nTrasporto pubblico. Analogamente al Dipartimento Mobilità, neanche l’Agenzia della Mobilità si è presentata alla Commissione, come neppure Enrico Stefàno. Invitati a partecipare, nessuno ha risposto. Ha partecipato invece l’ingegner Lucà di Cotral, a cui viene chiesta una deviazione dei pullman per garantire ai ragazzi che vanno agli istituti di Tivoli di non rimanere senza mezzi. “Non è possibile – risponde laconicamente l’ingegnere – Perché metterebbe a rischio l’intero servizio. Abbiamo già visto che i ragazzi prendono il Cotral da Corcolle, e piuttosto che chiedere a noi di fare le deviazioni che ci proponete sarebbe stato il caso che fosse presente Atac. Con l’Agenzia della Mobilità si poteva concordare un’intersezione tra il Contral e il 508. Passare per via Fosso dell’Osa e via Massa San Giuliano farebbe saltare le corse perché il traffico si concentra tutto in quelle strade”.

30704103_10216495206154929_842856704428212224_nIl SIMU. “Speravo di vedere il Simu – commenta Agnini, Presidente della Commissione Lavori Pubblici – Comunque è partito oggi il lavoro di pulitura del Fosso. Nel frattempo è stato individuato un tratto di canala scoperto per la posa di cavi elettrici, a qualche centimetro dal perimetro del ponte, che potrebbe essere una delle cause che hanno provocato il crollo. Questa eventualità sarà da accertare con la ditta che fece i lavori”. Ma si parla di un lavoro forse di 15 anni fa o anche di più. Quindi difficilmente rintracciabile.

Per l’Assessore D’Orrico, con delega al Bilancio, “il SIMU ha i fondi per intervenire e per farlo istantaneamente”. L’ingegner Viola del Municipio VI ribadisce che la competenza è infatti del SIMU, mentre il ponticello è opera degli anni ’30. Una delle cause del crollo parziale, secondo l’ingegnere, è l’innalzamento del livello dell’acqua per le piogge dei giorni scorsi. La spinta sulle arcate ha poi provato il cedimento. L’ingegnere purtroppo garantisce “tempi non brevi” per la soluzione tra autorizzazioni, approvazioni, progettazione e realizzazione.

L’ingegner Viola auspica un intervento alternativo più rapido, strutturato in due parti. Una bretella, temporanea, che passi attraversamento il prolungamento di via Mogliano verso via Prenestina Nuova, saltando così il ponticello. Un passaggio pedonale sulla struttura ancora in piedi sopra il fosso. Su quest’ultima proposta l’ingegnere specifica che “i vigili sono contrari, mentre il dipartimento degli edifici pericolanti ancora non si è espresso”.

30708886_10216495208394985_5210344471681564672_nL’attacco delle opposizioni. Il Presidente Agnini, in qualche modo smarcandosi dalle responsabilità e ribadendo le mosse fatte dal Municipio, fa accendere Fonti, consigliere di Fratelli d’Italia. “Volete capire che la situazione in quel quadrante è drammatica? – esordisce Fonti – È urgente ripristinare la viabilità senza fare i soliti scaricabarile. La soluzione migliore, l’unica realizzabile in tempi rapidi, è riaprire il tratto della vecchia Prenestina, ripristinando la viabilità evitando il ponticello. Il Sindaco ha poteri speciali in caso di emergenze. E cos’è questa situazione, se non un’emergenza? Vi indico anche l’indirizzo dell’Ufficio cui si deve rivolgere la Raggi: via San Sebastiano, zona Appia Antica. Invece le uniche cose che sento è il Presidente dei Lavori Pubblici che dice che non è colpa loro”.

Per Compagnone, consigliere del Partito Democratico, questa è “una drammatica e imbarazzante commissione. Cerco sempre di essere collaborativo, ma qualcuno potrebbe dire al Presidente del Municipio di scendere, ogni tanto, a riferire ai cittadini e alle opposizioni quando si decide qualcosa? Oppure l’unica voce del Presidente deve passare attraverso Facebook e attraverso i vostri canali? Abbiamo sentito che i tempi sono incerti, che la competenza è del SIMU e altre cose tutte vere. Ma se non sbaglio il Movimento 5 Stelle governa sia il Municipio che il Comune. Cosa dicono la Raggi? Cosa dice l’Assessore Gatta?”

30716397_10216486399654772_8844584731988197376_nTenta di intervenire anche Mastrangeli ma Tassi gli nega la parola per fare un intervento. Fonti non ci sta: “Voi non avete rispetto delle opposizioni. Dovete far parlare le opposizioni. Altrimenti fate come volete e parlate da soli”. I toni si alzano e partono gli insulti. Fonti si inalbera, contro di lui si scagliano Tassi, Muzzone, Stabellini e tutti gli altri consiglieri 5 Stelle. Alla fine Tassi chiede formalmente a Fonti di allontanarsi dalla Commissione.

L’Assessore Nicastro (Lavori Pubblici) spiega la situazione del ponticello. Verso la fine della Commissione giunge l’Assessore Nicastro. Come già spiegato nella scorsa assemblea nell’aula civica di Castelverde l’Assessore ribadisce l’esistenza di tre possibilità. La prima prevede l’intervento del Genio Militare con la costruzione del ponte Bailey in acciaio. La seconda prevede la ristrutturazione del ponticello e la terza invece la sua ricostruzione ex novo. La strada da percorrere dipenderà dalle relazioni tecniche: solo allora saranno comprensibili tempi e costi, “oggi non stimabili. Se si va per le lunghe potremmo dover attendere almeno 4-5 mesi. Nel frattempo potremmo prendere in considerazione di bypassare il ponte attraversando un terreno privato, il cui proprietario sarebbe già d’accordo. Ma essendo una situazione temporanea dobbiamo valutare il rapporto tra benefici e costi, visto che si tratterebbe di realizzare una strada asfaltata”.

30712880_10216495202714843_2597163395291545600_nIn ogni caso l’Assessore rassicura i presenti della bontà delle azioni prese e che, vada come vada, sarà costruito un ponte pedonale, forse in legno o in altro materiale ecosostenibile. Ma ai cittadini rimane impressa la notizia dei tempi prospettati: 4-5 mesi.

Cotral o non Cotral. Prima della conclusione riprende la parola l’ingegner Lucà di Cotral. Pone al Municipio due questioni molto serie e gravi. La prima: “Nessuno mi ha comunicato del crollo del ponticello. O meglio: me lo hanno detto i miei autisti – svela l’ingegnere – Non è possibile che dal Municipio nessuno mi abbia potuto dire cosa stesse succedendo, mentre io ho la responsabilità di garantire un servizio costantemente in funzione. Ho dovuto chiamare i Vigili Urbani, i Vigili del Fuoco: solo l’indomani dall’incidente ho avuto una comunicazione ufficiale di quanto accaduto”.

La seconda, che suona come un avvertimento: “Le corse che sono state deviate su via di Lunghezzina potrebbero non essere garantite. Le buche che insistono su quella strada rischiano di spaccare ogni giorno i cerchioni dei pullman. Non garantisco che passeremo ancora di lì, potremmo evitare di passare per quel quadrante”. Qui intervengono prontamente Muzzone e Tassi: “Le hanno riparate oggi”. Ma l’ingegner Lucà rimane perplesso e si congeda.

Triste epilogo per la Commissione: Tassi contro un cittadino. Tassi cede la parola ai cittadini, come di consueto nelle sue Commissioni da lui presiedute. Dopo un rapido giro, in cui alcuni dei cittadini presenti hanno esposto i loro punti di vista, accalorandosi perché esasperati, Tassi perde il controllo contro Umberto Favero.

Favero ha comunicato alla Commissione l’esistenza della lettera protocollata, scritta durante l’assemblea nell’aula civica di Castelverde da tutti i comitati e le associazioni, e la fa vedere. Racconta ancora il disagio continuo di quei quartieri, dei ragazzi che vanno a scuola, del traffico in tilt. E poi punzecchia Arnetoli e Foriglio, consigliere 5 Stelle che erano intervenuti all’assemblea a Castelverde: “Avevate detto altre cose – tuona Favero – avevate detto che ieri (lunedì) sarebbe venuta la Soprintendenza. È venuta?”. Alzando di molto i toni anche con gli altri consiglieri che stavano a loro volta scaldandosi.

“Il SIMU non l’ha ancora contattata – rivela laconicamente l’Assessore Nicastro – Quindi non è ancora venuta a fare il sopralluogo”. Al che la situazione va in escandescenza e solo dopo alcuni minuti si quieta. Ma solo per un istante. Infatti mentre interviene un altro cittadino, Vittorio Pardossi dell’Associazione Arco di Villaggio Prenestino, la Foriglio tenta di spiegare le sue ragioni a Favero.

“Attenta a quello che gli dici – la avverte Tassi – Vogliono ascoltare soltanto ciò che vogliono”, riferendosi a Favero. Che stupefatto dell’uscita del Presidente rimane quasi inebetito, come a dire “ma ce l’ha con me?” E Tassi lo incalza, accusandolo di essere polemico, di polemizzare in ogni Commissione. Come se fosse un fastidio. È la fine, la Commissione si perde del tutto. Nel frattempo Pardossi è ancora in piedi, in attesa di risposte senza aver finito il suo intervento. E Tassi chiude la Commissione. Flavio Quintilli

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