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Ponte Osa. La maggioranza nega la somma urgenza: “I fondi ci sono”

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Il consiglio del Municipio VI del 10 maggio si svolge in maniera concitata. Nonostante la partecipazione scarna dei cittadini è invece presente una nutrita schiera di agenti e Forze dell’Ordine. Presenti anche le consigliere comunali Celli, Baglio e Tempesta, a cui viene negata la parola. L’opposizione in Campidoglio presenta la richiesta di Consiglio straordinario.

Il Presidente del Consiglio Alberto Ilaria dà il via ai lavori per la discussione della mozione del PD che chiedeva “Di intervenire al più presto, da oggi, per risolvere questa assurda vicenda che vede la chiusura di un’arteria fondamentale come la Prenestina Polense, per una voragine all’altezza di Osa”.
Prima di approfondire la tematica, però, Nanni tiene a salutare, per rispetto istituzionale, le consigliere comunali Svetlana Celli, Valeria Baglio e Giulia Tempesta, ignorate dal Presidente Ilaria. “Ringrazio anche le Forze dell’Ordine e la polizia, anche se mi sembra un po’ esagerato questo dispiegamento di forze”.
cartelli-per-osaLa discussione si sposta inevitabilmente sullo strumento della “somma urgenza”, ovvero sull’articolo 163 sulle “Procedure in caso di somma urgenza e di protezione civile”. Per Nanni “All’emergenza si risponde con l’emergenza. Forse non vi rendete conto che ci sono 100mila cittadini agli arresti domiciliare senza aver commesso alcun reato. Cittadini la cui qualità della vita è drasticamente peggiorata visti i tempi di percorrenza – si legge in una nota redatta successivamente al consiglio – ore quotidianamente buttate per poter andare a lavoro, a scuola, o semplicemente per fare la spesa. Vorrei ricordare – conclude Nanni – che con questa situazione, si sta infrangendo la nostra Costituzione che all’art. 16 I comma, prevede che ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale”.
Massimo Fonti, consigliere di Fratelli d’Italia, rincara la dose: “Il Sindaco ha i poteri speciali in caso di emergenza. Può attivare da subito, immediatamente, qualsiasi procedura con l’urgenza”. Nella discussione ci sarà poi un battibecco tra il consigliere di FdI e l’Assessore ai Lavori Pubblici Sergio Nicastro. Da un lato Fonti ritiene che la Sovrintendenza “Darà automaticamente il nulla osta per una gettata di asfalto, purché non si scavi”, in riferimento all’ipotesi di variante urbanistica attraverso parte del territorio di Monte Compatri. Dall’altro Nicastro afferma con forza che “Essendo un terreno a uso agricolo si dovrà necessariamente scavare” per realizzare la strada provvisoria. Sull’ipotesi di Fonti di riaprire a senso unico il ponte, invece, il no di Nicastro è categorico.
Per Giuseppe Agnini, Presidente della Commissione Lavori Pubblici, “Il crollo del ponte è un evento imprevedibile e eccezionale”. Ribadisce che “Non è competenza del Municipio” e che “Le verifiche non si fanno a voce”. In merito alla richiesta di Nanni, di intervenire immediatamente, “Non capisco a cosa serva una mozione che chieda di intervenire con urgenza, visto che siamo intervenuti subito”.
Per Fabrizio Compagnone, consigliere e segretario municipale del PD, “La maggioranza del M5S si è arroccata su giustificazioni e lungaggini dovute da pratiche burocratiche e amministrative, quello che forse non è chiaro che se in questa situazione non ci sarà un interessamento diretto della Sindaca, proprio nella sua persona, ci vorrà troppo tempo e si rischia di mettere definitamente in ginocchio un’intera comunità”. Per queste ragioni Compagnone ha provocatoriamente portato la sua “Solidarietà al Presidente del Municipio, ancora una volta abbandonato dalla centralità”. E rivolge un invito alla maggioranza: “Portate le dimissioni al Sindaco se non interviene”.
L’attacco di Compagnone si fa più accorato e poi rivanga il passato recente: “Oggi che governate voi è tutto difficile tra procedure e burocrazia. Ieri, quando eravate in opposizione, i consiglieri Tranchina e Mammì dicevano che in cinque minuti si poteva risolvere tutto”. Sul medesimo tema interviene anche Valter Mastrangeli, capogruppo Lista Marchini, che ricorda un episodio della passata amministrazione Scipioni in cui Mastrangeli era Assessore ai Lavori Pubblici: “Tranchina e Mammì (i consiglieri del M5S della scorsa consiliatura) avevano presentato una mozione di sfiducia contro il sottoscritto per non aver fatto ricorso alla somma urgenza per intervenire in una scuola. E oggi voi non vi fate ricorso?”. Per Mastrangeli “Questa situazione è figlia del clima d’odio creato in questi anni. Siete schiavi del vostro fanatismo che vi impone di non usare la somma urgenza”.
fontiL’Aula comincia a scalpitare e il Presidente Ilaria invita più volte al silenzio. Prende la parola Nicola Franco, capogruppo di Fratelli d’Italia, che accusa la maggioranza: “Oggi avremmo dovuto sentire cosa intendete fare da oggi. Invece abbiamo sentito cosa avete fatto fino a ieri, scaricando le responsabilità. Avete tirato fuori una parola, il Simu, come se fosse l’Onu. Una sigla contro cui scagliarsi. Ma siete consapevoli che il Simu è un Dipartimento e come tale gestito dal Comune? Il Simu – prosegue Franco – è direttamente dipendente delle decisioni del Sindaco. Lei, Presidente Romanella, dovrebbe prendere la valigetta e andarsi a incatenare al Campidoglio”.
Franco non riesce a terminare l’intervento che il pubblico esplode. L’Aula va in fermento e soltanto a fatica il Presidente Ilaria riesce a far tornare l’ordine. Prende la parola Laura Arnetoli, capogruppo del Movimento Cinque Stelle, la quale spende il suo intervento dicendo che “Ho capito il ruolo dell’opposizione che deve fomentare gli animi, ma dalla relazione fatta penso sia passato il messaggio che la maggioranza si sia attivata sin da subito. Non vogliamo scaricare la responsabilità sul Simu, semplicemente diciamo che non è competenza municipale. Eppure, nonostante questo, il Presidente Romanella ha dato e sta dando anima e corpo per farsi cabina di regia”. E rispondendo alla mozione di Nanni, come già fatto da Agnini, anche Arnetoli dice che “È inutile che mi chiedi di intervenire urgentemente se già l’abbiamo fatto”.
Nel frattempo l’Aula si scalda ancora, alcuni cittadini chiedono la parola che però non viene concessa dal Presidente Ilaria. Inutilmente Nanni prova a far retrocedere da questa decisione Ilaria. Interviene allora Antonio Villino, consigliere di FdI, per rispondere ad Arnetoli in merito al ruolo dell’opposizione: “Forse non avete capito che l’opposizione è con voi per risolvere il problema. Se fate ricorso alla somma urgenza nessuno vi criticherà o vi denuncerà. Ma avete capito cosa significa per un bambino doversi svegliare alle 5 per andare a scuola? O ai genitori svegliarsi alle 4 per andare a lavorare? Avete capito che disagio stanno vivendo i cittadini?”.
Riprende la parola l’Assessore Nicastro che riepiloga per l’ennesima volta le mosse fatte dalla maggioranza, dal 5 aprile a oggi. Nega la possibilità di una somma urgenza: “Non è un problema di fondi, non dobbiamo fare ricorso alla somma urgenza. I fondi ci sono, è un problema procedurale”. Fabio Giustini, cittadino del Versante Prenestino, tra il pubblico, rivolge e reitera la medesima domanda: “E quindi?” ma senza risposta. O meglio, una sola risposta: attendere. L’Assessore spiega infatti, tra un pubblico sempre meno paziente, che le procedure sono state tutte attivate. Quindi ci sarà da aspettare un tempo che non viene ben definito in seduta, neanche quando, dal pubblico, più persone lo hanno chiesto esplicitamente al Presidente Romanella.
32214751_10216719320957659_4702299675070300160_nIl Presidente Ilaria non riesce alla fine a gestire l’Aula con i suoi modi. Prima dice “Mettetevi seduti ai posti che ci sono, non potete stare così, accalcati”, poi nega la parola a chi vuole intervenire, quindi sospende a più riprese la seduta. Quando riprende, con più calma e serenità, l’Assessore al Bilancio Aristodemo D’Orrico ribadisce la linea: “La somma urgenza non serve, è un problema procedurale”, dichiarando anche che l’intenzione è di avvalersi della struttura militare del ponte Bailey, che può essere realizzato nel giro di un paio di mesi. Diversi cittadini e rappresentanti di comitati hanno applaudito le parole dell’Assessore D’Orrico. Tra questi Vittorio Pardossi, dell’Associazione ARCO che più volte è stato visto zittire i cittadini che si lamentavano. Pardossi replica che “lo ho fatto in buona fede, ho applaudito anche esponenti dell’opposizione e ho ripreso quei cittadini perchè erano già tre volte che il consiglio veniva sospeso”.
Infine prende la parola anche il Presidente Romanella per dire la sua sulla somma urgenza: “Ci sono già 5 milioni di debito fuori bilancio, venuti dalle precedenti amministrazioni”.
Le consigliere Baglio e Tempesta gettano la spugna e se ne vanno, “In Assemblea Capitolina per tentare di ottenere la stessa cosa”, ovvero far intervenire subito l’Amministrazione. Poco dopo Nanni chiede per l’ennesima volta che possa intervenire, “Anche per una questione di rispetto istituzionale”, la consigliera Celli. La quale però rinuncia: “Non importa se non fate intervenire me. Ma fate intervenire i cittadini”.
Un appello che cade però nel vuoto delle proteste dell’aula, che portano ancora una volta il Presidente Ilaria a sospendere la seduta. Compagnone diventa un vulcano: “Ogni volta che vengono consiglieri Cinque Stelle o vostri candidati ministri possono intervenire. E oggi non volete far intervenire una consigliera capitolina?” La reazione del Presidente Ilaria lascia tutti senza parole, espellendo Compagnone.
Approfittando dell’ennesima sospensione anche Celli va via, dirigendosi all’Assemblea Capitolina, e si rivolge alla maggioranza: “Questa non è democrazia: è inciviltà”. E si riapre il teatrino Cinque Stelle. Da un lato il consigliere Giancarlo Colella: “Brava, insegnaci tu la democrazia. Brava, brava”, accompagnandosi con la gestualità e aggiungendo un “Ciao bella” molto poco elegante. Dall’altro lato la consigliera Silvia Foriglio con una magistrale interpretazione dello “Sticazzi”.
A riapertura del consiglio Compagnone riprende il suo posto ma il Presidente Ilaria gli ricorda l’espulsione appena presa: “Il consiglio era sospeso”, specificano sia Compagnone che Nanni, chiedendo la non validità dell’espulsione. Ma la parola del Presidente è una e una sola: espulsione. E risospende. Per Fonti questa del Movimento Cinque Stelle è “La solita strategia della quale il loro Presidente del Consiglio usa fare in questi casi, in modo che i cittadini presenti stanchi abbandonano l’Aula Consiliare”.
In segno di protesta l’opposizione non si siede alla riapertura dei lavori, assistendo dal pubblico che a sua volta ha deciso di andarsene. Viene approvato così all’unanimità, presente solo la maggioranza, un ordine del giorno unitario, preparato a inizio discussione in conferenza capigruppo. Ne dà lettura Agnini, dichiarando così l’impegno da parte del Municipio di richiedere una struttura provvisoria. In questo modo la procedura per il ripristino del ponte può procedere attraverso le lungaggini burocratiche ma al tempo stesso si potrebbe riaprire la viabilità.

Le reazioni dell’opposizione nel dopo consiglio

Svetlana Celli, consigliera capitolina Lista Civica Roma torna Roma, Giulio Pelonzi, consigliere capitolino Pd: “Alla mozione presentata oggi dalla maggioranza su soluzioni ipotizzabili per il Ponte dell’Osa, dal 5 aprile interdetto al traffico e causa di file interminabili per i residenti, rispondiamo rinnovando la richiesta di un consiglio straordinario. Le mozioni non sono sufficienti davanti a un dramma come questo, un consiglio straordinario, che dia risposte ai cittadini, invece, può fare la differenza. Si convochi subito l’Aula per discutere del Ponte dell’Osa. Abbiamo depositato la richiesta due giorni fa, ma la maggioranza dimostri responsabilità e attenzione ai residenti stabilendo subito una data, senza attendere i 20 giorni massimi richiesti dal regolamento. Vogliamo fatti e non promesse! Anche perché nella mozione si auspicano soluzioni che erano state escluse dai tecnici del dipartimento già settimane fa, durante una commissione consiliare, come il ponte provvisorio Bailey che non consentirebbe poi ai tecnici i lavori di rifacimento del vecchio ponte, chiuso per una voragine. Meglio un consiglio straordinario con assessori competenti, direttori e perché no anche della Sindaca, che non si è ancora recata sul posto e potrà almeno sentire la voce dei cittadini. Se la competenza è del Simu e quindi dell’Amministrazione centrale, come si è più volte detto, e non del Municipio, quale occasione migliore di un consiglio straordinario per sollecitare la soluzione del problema? Insieme anche a tutte le forze politiche per dare risposta ai residenti di un intero quadrante che non possono più aspettare. E ci auguriamo che quel giorno anche il Presidente faccia sentire la sua voce”.

Massimo Fonti, consigliere Fratelli d’Italia: “Ancora una volta la maggioranza del 5 Stelle prende tempo per intervenire al ripristino della viabilità davanti ad un’Aula piena di cittadini e comitati. La solita strategia, quella di sospensioni e espulsione, della quale il loro Presidente del Consiglio usa per sfiancare i cittadini che abbandonano l’Aula. Loro che si sono dichiarati da sempre portavoce dei cittadini e paladini della trasparenza, quei cittadini presenti oggi in Aula, ai quali non è stata data la possibilità d’ intervenire, così come la Consigliera Comunale presente che ha scatenato la protesta del Consigliere ESPULSO. Per questo tutta l’ opposizione ha deciso per solidarietà e protesta d’ abbandonare l’ Aula. Dimissioni”.

Fabrizio Compagnone, consigliere Pd: “Tra l’inquietante indifferenza della maggioranza del Comune di Roma, sindaco e giunta compresa si è svolto un consiglio municipale che prevedeva all’Ordine del giorno una mozione per attivare in urgenza tutte le possibili modalità previste dalla norma per ripristinare la viabilità sul Ponte dell’Osa. Ma la maggioranza del M5S si è arroccata su giustificazioni e lungaggini dovute da pratiche burocratiche e amministrative. Quello che forse non è chiaro che se in questa situazione non ci sarà un interessamento diretto della Sindaca, proprio nella sua persona, ci vorrà troppo tempo e si rischia di mettere definitamente in ginocchio un’intera comunità. Ma considerando, ad oggi il suo interessamento, non credo che questo avverrà”.
Dario Nanni, capogruppo Pd: “Ormai sono 35 giorni che decine di migliaia di cittadini del versante est di Roma sono agli arresti domiciliari senza aver commesso nessun reato. Oggi in consiglio ho presentato una mozione per chiedere d’intervenire al più presto, da oggi, per risolvere questa assurda vicenda che vede la chiusura di un’arteria fondamentale come la Prenestina Polense, per una voragine all’altezza di Osa. A quanto pare ci vorranno almeno altri 2 mesi, per risolvere questa assurda vicenda, sempre se non accadono altri eventi. Cittadini la cui qualità della vita è drasticamente peggiorata visti i tempi di percorrenza, ore quotidianamente buttate per poter andare a lavoro, a scuola, o semplicemente per fare la spesa. Vorrei ricordare che con questa situazione, si sta infrangendo la nostra Costituzione che all’art. 16 I comma, prevede che “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale…”.
Flavio Quintilli

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