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Ponte Osa. Interrogato il Presidente del Municipio

interrogazionePresentata in data odierna un’interrogazione al Presidente Romanella da parte di Nicola Franco, capogruppo di Fratelli d’Italia: “Risponde a verità che il Municipio era a conoscenza da un anno e mezzo che il ponte sarebbe potuto crollare?”.

La questione era nata durante l’assemblea dei comitati e delle associazioni presso l’aula civica di Castelverde della scorsa settimana. In quella sede era intervenuto un tecnico, dipendente della Città Metropolitana, che aveva raccontato fatti per nulla noti.

Anche le consigliere 5 Stelle Arnetoli e Foriglio erano presenti e hanno ascoltato le sue parole. Che in realtà suonavano come un avvertimento. “Il Municipio era stato informato dei rischi che correva quel ponte. In un sopralluogo di un anno e mezzo fa, quasi due, avevamo già denunciato le criticità per le condizioni idrauliche del fosso”.

Era necessaria una manutenzione, in buona sostanza, che non è mai stata fatta. Quest’accusa l’ha rivolta in Commissione Capitolina il signor Landi, presidente del Comitato di Quartiere di Valle Castiglione, nei confronti del Simu. Il ponte è infatti competenza del Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana, ma il suo direttore, l’ingegner Pacciani, respinge ogni accusa. “La manutenzione delle sponde del fosso e quindi la pulitura degli alberi che ostruiscono le arcate – spiega l’ingegnere – è a carico dei frontisti. Questo è stabilito dalla legge Regionale e Nazionale”.

commissione-simuIn questo contesto si inserisce l’interrogazione che Nicola Franco, capogruppo di Fratelli d’Italia VI Municipio, rivolge nei confronti del Presidente Romanella: “È vero che il Municipio era a conoscenza della pericolosità del ponte da un anno e mezzo? In caso affermativo chi del Municipio era a conoscenza e chi sono le figure che hanno partecipato ai vari sopralluoghi nei tempi sopra citati?”.

La questione diventa più complessa viste le competenze interconnesse. Soprintendenza per i ponti, Grande Viabilità del Simu per la strada sopra il ponte stesso, CBTAR (Consorzio Bacino Tevere Agro Romano) per la presenza di acqua nel fosso, Dissesto Idrogeologico, Stabili Pericolanti: una serie di uffici e dipartimenti in cui è facile perdersi. Ma quando il Simu dice che la manutenzione del bordo fosso e della rimozione degli alberi è competenza dei frontisti questo semplifica il lavoro.

30704354_10216495228835496_2774068193361133568_nSe infatti fosse vero quanto riportato dal tecnico, ovvero che una relazione sulla pericolosità del ponte per la presenza di detriti e alberi è ferma da un anno e mezzo al VI Municipio, chi avrebbe sbagliato sarebbe l’organo di controllo. Alla politica in questo caso sarebbe bastato semplicemente controllare che i frontisti facessero il loro dovere sulla base della legge Regionale e Nazionale in materia di fossi, senza stanziare fondi per la manutenzione.

Allo stesso tempo, oggi, sono stati resi pubblici i tempi per la cessazione dell’emergenza che si è creata. Per almeno 4 mesi i cittadini di Castelverde, Fosso dell’Osa, Valle Castiglione, Villaggio Prenestino, Corcolle dovranno subire questo disastro. Con buone probabilità che i tempi si allunghino ancora di più. Flavio Quintilli

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