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Ponte Osa. Il Simu: “Siamo tecnici. Non dovete chiederci cosa fare, dovete dirci cosa fare”

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Una Commissione Lavori Pubblici Simu-centrica e senza risposte. La maggioranza 5 Stelle è completamente scollegata dalla realtà del territorio.

Apre i lavori il Presidente della Commissione Capitolina ai Lavori Pubblici Alessandra Agnello (M5S), dicendo di sentirsi “confortata dal Municipio per la situazione”. Come se fosse tutto sotto controllo. Anzi, “l’argomento del Ponte sulla Polense non era previsto – aggiunge l’onorevole Agnello – Ma visto l’imprevisto abbiamo deciso di inserirlo nella calendarizzazione”.

commissione-simuProcede poi leggendo un breve riepilogo dei fatti, dalla sera del crollo agli enti che sono stati interpellati. Cede infine la parola al Municipio VI. Dopo alcuni istanti in cui non sa se intervenire il Presidente Romanella o l’Assessore ai Lavori Pubblici Nicastro, parla l’ingegner Viola della Direzione Tecnica. Riepiloga brevemente le ipotesi al vaglio, specificando che sarà comunque “competenza del Simu percorrere una delle strade indicate”. Spiega così alla Commissione che “il ponte non dovrebbe avere un valore storico e culturale ma siamo in attesa di una risposta da parte della Soprintendenza di Roma e del Lazio. Le ragioni del crollo sono da ricercarsi nella spinta idraulica dovuta all’innalzamento dell’acqua piuttosto che sulla posa dei cavi di sottoservizi all’interno delle trincee”.

Le ipotesi sono ancora le stesse: ricostruire, ristrutturare, ponte Bailey in acciaio e autoreggente, strada alternativa attraverso terreno di competenza del comune di Monte Compatri.

30729125_10216495260916298_3767073213540990976_nUna commissione Simu-centrica. Il Presidente Agnello dà la parola all’ingegner Pacciani, direttore del Simu (Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana), e da quel momento in poi la Commissione sarà tutta intorno a lui. L’ingegner Pacciani spiega che il Simu è stato allertato il giorno stesso intervenendo con il servizio di manutenzione Grande Viabilità, anche transennando l’area concordemente ai Vigili del Fuoco e alla Polizia Locale. A seguito di un sopralluogo del 10 aprile il Simu si è allineato alle posizioni dei Vigili per mantenere interdetto il transito pedonale per motivi di pubblica sicurezza.

“Al momento è al lavoro una squadra per la pulitura delle arcate – racconta l’ingegnere – con mezzi non propriamente tecnologici. Sono due operai che stanno lavorando a mano a causa della difficoltà di raggiungere il posto con i mezzi adeguati. Le arcate, tre, sono ostruite per la maggior parte da detriti, immondizia e alberi, mentre al di sopra c’è un’area adibita a parcheggio”.

30709318_10216495207074952_6240516094436573184_nDa interlocutore a interrogato. L’ingegner Pacciani, terminato il suo intervento, viene incalzato dalle domande del Presidente Agnello: “Auspicabile una ricostruzione? O è meglio ristrutturare?” A cui l’ingegnere risponde nella maniera più tecnica possibile: “Dipende. Il ponte non è un’opera ingegneristica complicata, ma a seconda dei rilievi e dei fonti dovremmo valutare quale strada scegliere”.

Il direttore del Simu rivela i tempi: almeno 4 mesi. “Ma se l’iter procede speditamente e senza intoppi. Almeno 4 mesi”. L’opera più veloce e meno dispendiosa sarebbe quella di ristrutturare il ponte e il direttore del Simu, su richiesta dell’onorevole Agnello, descrive il cronoprogramma studiato: “Parallelamente ai lavori di pulitura già avviati si procederà alla verifica dei sottoservizi, ai rilievi topografici e quindi al lavoro. Il lavoro di per sé dura un mese, ma prima di ripristinare la viabilità c’è bisogno del progetto, dell’approvazione, della realizzazione e della consegna al Genio Civile”. Ecco come si arriva ad almeno 4 mesi.

30715000_10216495231795570_7974929587706527744_nSomma urgenza? Una parolaccia. Il consigliere Figliomeni, Fratelli d’Italia, entra nel vivo della discussione: “Dobbiamo parlare di soldi. Per andare avanti con questo discorso servono i soldi. Avete intenzione di usare somme urgenze?”. Prontamente bloccato dal Presidente Agnello che lo riprende con il dito alzato: “Ah! Una parolaccia”. Sia la consigliera Baglio che Celli intervengono per sostenere che la somma urgenza, in casi di emergenza, è una pratica consentita. Ma il Movimento 5 Stelle nega questa possibilità. Riprende il discorso Figliomeni: “Appurato che non saranno somme urgenze, come stanziamo i soldi? Quando li stanziamo? Chi li stanzia? Quanto stanziamo? Sono domande che necessitano di risposte per snellire i lavori burocratici e accelerare tempi che sembrano già troppo lunghi”.

L’onorevole Agnello rassicura che si sta lavorando sui fondi previsti dall’accordo quadro per la manutenzione e il dissesto idrogeologico. Viene però incalzata da Valeria Baglio, consigliera del Partito Democratico: “Ricapitolando, entro un mese l’Amministrazione avrà terminato le verifiche e sapremo le modalità con cui si potrà agire. Quindi tra un mese l’Amministrazione dovrà stanziare dei fondi. In che modo? Sono stati considerati i tempi per la gara, per l’appalto, per lo stanziamento?”.

30706056_10216495213595115_1820590337026949120_nL’intervento di D’Orrico, Assessore al Bilancio del Municipio VI, chiarisce almeno in parte la questione: “La somma urgenza non serve. Possiamo procedere attraverso i fondi di riserva già previsti. Attualmente il Simu ha 500mila euro per la manutenzione ordinaria e potremmo quindi optare per una semplice variazione di bilancio e cambiare i centri di costo”. Il tutto, ancora una volta, dopo verifiche e valutazioni.

Agnello spiega a Romanella come si lavora. Prende la parola il Presidente Romanella che rifà lo storico di quanto accaduto e delle ipotesi portate in campo. È visibilmente preoccupato, e infatti termina il suo intervento dicendo che “quattro mesi mi sembra una previsione ottimistica da quello che sto capendo, con tutto il rispetto”. Il Presidente Agnello spiega allora al Presidente Romanella cosa fare: “Secondo me dovreste incontrarvi, con gli uffici e i Dipartimenti”. Legge quindi della convocazione prevista per il 23 in Municipio e “secondo me è troppo tardi. Va bene che oggi è giovedì, ma dovreste vedervi prima”. Prende la parola anche l’ingegner Nicastro, Assessore ai Lavori Pubblici del Municipio VI, per spiegare di nuovo che con gli uffici e i Dipartimenti ci sono già stati incontri e che sono state buttate giù diverse ipotesi.

30716397_10216486399654772_8844584731988197376_n“Sì ma tutte queste cose ve le dovete dire, a noi non sono state trasmesse”, sentenzia l’onorevole Agnello. Mentre sulla questione della strada alternativa, che se fosse realizzata passerebbe nel territorio di Monte Compatri: “Dovete sentire il comune”. Inutili i tentativi di Romanella di far capire al Presidente Agnello che lui ci ha provato: “Telefono e non rispondono. Mando mail e non rispondono. Ora ho mandato una pec”. “Non scoraggiatevi per un telefono che non risponde”, lo rincuora lei.

E poi lo rimprovera, insieme a Nicastro, perché devono mettere in copia loro e l’Assessore alle Infrastrutture, Margherita Gatta per queste comunicazioni. “Invito il Municipio poi a invitare quantomeno l’Assessorato alle Infrastrutture”. Eppure neanche la stessa Agnello ha invitato l’Assessorato. Chissà perché.

Romanella viene difeso a sorpresa dalla consigliera Svetlana Celli, indipendente, che interrompe l’onorevole Agnello: “L’Assessore non va invitata. L’Assessore si muove e va dove c’è un’emergenza. C’è mai stata a Osa? Io credo di no, non c’è mai stata. Deve essere sul posto e coordinare. Ha ragione il Municipio”.

30712880_10216495202714843_2597163395291545600_nI Comitati illustrano l’emergenza. In chiusura viene data la parola ai comitati presenti. Il signor Landi, presidente del CdQ Valle Castiglione, è preoccupato della perdita di utili dei commercianti. “I negozi hanno perso il 70% degli incassi in appena 2 settimane. Se questa situazione si protrae per 4 mesi significa la tomba”. Mentre Pardossi, del consorzio Villaggio Prenestino, insiste sull’utilità, visto l’allungamento dei tempi, di realizzare almeno un ponte pedonale in legno.

L’Agnello procede con le domande. Ai Vigili presenti chiede cosa ne pensano della strada alternativa sul territorio di Monte Compatri. “Magari”, rispondono. “E del ponte in legno?” Nuovamente “Magari”. “Non vi crea nessun problema?”, a cui imbarazzati i Vigili rispondono “No, perché dovrebbe?” E poi lei al Direttore del Simu: “Si potrebbe realizzare?”.

Fine dei giochi. L’ingegner Pacciani giustamente risponde al Presidente Agnello: “Noi siamo tecnici. Non dovete chiedere a noi cosa bisogna fare. Ci sono delle responsabilità. Voi dateci gli strumenti. Noi realizziamo ciò che ci chiedete di fare. Ma non potete dirci di fare un ponte in un giorno, senza stanziare fondi, senza fare gare, senza somme urgenze. Stabilite cosa volete fare e noi la realizziamo”.

Una sintesi perfetta. E non c’è da preoccuparsi. Il Presidente Agnello vuole scacciare “Tutta questa negatività. Siate positivi. E non è detto che non ci rivediamo, direi di fare altre commissioni per aggiornarci sull’iter. Certo non tra qualche giorno. Tra qualche mese. Tra un mese, un mese e mezzo ci rivediamo”. Ma sì, non c’è fretta. Flavio Quintilli

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