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Ponte Osa, il pomeriggio della ‘liberazione’

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Nel tardo pomeriggio del 24 maggio è stato aperto il senso unico alternato sul ponticello colpito dal cedimento. A sorpresa e in assenza delle Istituzioni locali, i cittadini sono stati finalmente liberati, seppur parzialmente, dal ‘sequestro’ in cui l’Amministrazione li aveva costretti. 

Osa libera dopo 49 giorni dalla chiusura della Polense a causa del crollo parziale del Ponte avvenuto in data 5 aprile. Ci sono voluti quasi due mesi di tempo affinchè l’Amministrazione riaprisse la strada e permettesse alle automobili di circolare. Le prove di carico avvenute il 14 maggio avevano dato esito positivo, poi l’annuncio dell’Assessore ai Lavori Pubblici di Roma Capitale, Margherita Gatta, nel corso del consiglio comunale del 17 maggio in cui aveva anticipato che la via scelta per risolvere il problema era il senso unico alternato e il successivo avvio dei lavori di ripristino del ponte.

p_20180524_182443A sorpresa, nonostante nella mattinata si era svolto il consiglio municipale, non era stata data alcuna comunicazione alla cittadinanza né ai consiglieri municipali di quanto sarebbe accaduto oggi. Un fatto politico significativo: il Presidente del VI Municipio era stato informato?

Viene da pensare, visto il silenzio dell’Amministrazione Locale, che il Campidoglio abbia agito indipendentemente, anche se già nelle prime ore del pomeriggio alcuni cittadini, non sappiamo a che titolo e grazie a quali informatori, avevano cominciato a diffondere la notizia che la strada fosse stata riaperta.

Invece, la ditta che ha effettuato i lavori per la riapertura del ponte ci ha informato che già dalla mattina erano stati impegnati nello spostamento dei newjersey che bloccavano il passaggio e fino alle 19 circa hanno lavorato per realizzare la segnaletica orizzontale, installare i due semafori e la cartellonistica e per dare una pulita alla buona alla strada. Il tutto sotto la supervisione di due agenti della Polizia Locale impegnati sul posto.

Non c’era alcun rappresentante delle Istituzioni al momento della riapertura.  Assente il Presidente del VI Municipio Romanella, così come l’Assessore ai Lavori Pubblici locale Nicastro, l’ Assessore alla Mobilità Ziantoni, il Presidente della Commissione Lavori Pubblici Agnini e il Presidente della Commissione Mobilità Tassi. . Alle 21 del 24 maggio la pagina del minisindaco era ancora ferma al post del 14 maggio. Forse, visti i precedenti e i 49 giorni passati, la maggioranza del VI Municipio sapeva ma non ha voluto fare annunci fino all’effettiva apertura.

p_20180524_182307Appena gli operai hanno terminato i lavori, gli agenti della Polizia Locale hanno aperto il traffico veicolare. Il primo cittadino, proveniente da Castelverde, a passare sul ponte è stato Livio Cori, proprietario dell’omonimo supermercato di via Massa San Giuliano che ha alzato le braccia in segno di vittoria. I cittadini erano felici ma la felicità era mista alla rabbia. Sono stati tanti i dubbi che hanno sollevato sia gli automobilisti che i pedoni. Alcuni hanno paura che dirottando il traffico su una sola carreggiata il ponte possa essere danneggiato anche nella parte sana. Altri hanno lamentato le condizioni in cui versa la strada, piena di buche, terra di riporto e detriti: “Prima di riaprire potevano almeno gettare un po’ di bitume sulle buche visto che già la situazione è precaria”.

Altri hanno puntato il dito sulle condizioni in cui versa il fosso, pieno di rifiuti che bloccano il normale flusso delle acque. Altri ancora invece si sono detti preoccupati per quello che il senso unico alternato potrà provocare al traffico generale della Prenestina. Insomma, nonostante il clima fosse speranzoso, dopo 49 giorni un senso unico alternato suona più come una sconfitta. E lo è davvero per questa amministrazione che in poche ore ha potuto riaprire la strada e incomprensibilmente lo ha fatto dopo 49 giorni.

“Perchè non hanno fatto subito le prove di carico e quindi il senso unico alternato? Perchè ci hanno tenuto ostaggio per 49 giorni?”. Eppure, all’apertura del senso unico alternato era impossibile non essere contagiati da una piccola emozione. L’emozione dei cittadini del VI Municipio che sono costretti ad accontentarsi delle briciole, ad aggrapparsi ad ogni piccolo appiglio pur di  sopravvivere.

p_20180524_182523E i volti felici dei ragazzi del Bar Gioia danno la misura di quanto a livello emotivo la situazione fosse degenerata. Ragazzi che di fronte ad un dramma hanno tenuto duro e per 49 giorni sono andati a lavorare. Così come le numerose attività sulla Polense che hanno subito gravissimi danni economici a causa della chiusura della strada. Per i quali oggi è stata approvata la mozione presentata dal Pd per chiedere un risarcimento a loro favore.

Un ponticello di 14 metri che per 49 giorni ha messo in ginocchio commercianti e cittadini che non hanno potuto circolare liberamente per i loro quartieri.

Ora la strada è di nuovo transitabile anche se è doveroso sottolineare le condizioni in cui versa la zona: il tratto della via Polense dove sorge il Ponte Osa è senza illuminazione, l’asfalto è ammalorato completamente e non ci sono marciapiedi. Il passaggio dei pedoni sul ponte è possibile solo dalla parte in cui è crollato. E’ stato infatti realizzato con dei newjersey un percorso solo pedonale mentre l’altra parte è stata adibita al passaggio delle auto. Un passaggio stretto  che di notte potrebbe diventare pericoloso vista l’assenza di illuminazione.

Inoltre, abbiamo constatato che la Polizia Locale si è occupata dell’apertura della strada ma non è  stata programmata la presenza di una pattuglia per dirottare il traffico almeno per i primi giorni. Tanto che molti automobilisti, che a sorpresa si sono resi conto della possibilità di transitare di nuovo sul ponte, si sono avventurati in manovre pericolose all’incrocio con via di Rocca Cencia vista l’assenza di segnaletica.

Non si può festeggiare oggi, perchè festeggiare per un senso unico alternato dopo 49 giorni sarebbe poco dignitoso. Si può però tenere viva la speranza di quei commercianti e di quei cittadini che almeno un barlume di luce alla fine del ponte oggi lo possono vedere. Federica Graziani

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