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Ponte Osa: “Il Municipio sapeva che il ponticello sarebbe crollato da un anno e mezzo”

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Durante l’assemblea tra associazioni e comitati del quadrante interessato dalla voragine parla un tecnico di una municipalizzata: “Da un anno e mezzo si sapeva che sarebbe crollato il ponticello”. E la chiamata: “È il Municipio”.

Venerdì 13 aprile, alle 20:30, è stata indetta un’assemblea presso l’aula civica di Castelverde con tutte le associazioni e i comitati del quadrante interessato dalla voragine che si è aperta la settimana scorsa sul ponticello di via Polense, il località Osa. Ai cittadini è stato chiesto di non partecipare, o al massimo essere presenti come uditori, per evitare confusione e rispettare i vincoli di sicurezza. Arriva una chiamata al Presidente del Comitato di Quartiere di Castelverde, Isabella Frangella, che avverte l’uditorio: “È il Municipio. Dicono che ci sono novità e che se vogliamo vengono”. La risposta è unanime: che vengano.

assembleaNel frattempo alza la mano un ragazzo presente in sala, si presenta ma non riporteremo il suo nome per evidenti motivi: è un tecnico di una municipalizzata romana, dipendente di Roma Città Metropolitana. Le sue rivelazioni fanno sbarrare gli occhi a tutti i presenti. “Abbiamo fatto più sopralluoghi sul fosso al di sotto del ponticello – spiega il tecnico – Per il rifacimento dei canali di scolo che vi passano sotto. Il gestore delle acque sotto il ponte è il CBTAR (Consorzio Bonifiche Tevere Agro Romano), e da oltre un anno e mezzo mi aspettavo che si sarebbe verificato quel crollo. Anzi che l’acqua non se l’è portato via completamente ma solo la parte in mattoni”.

Il ponte sulla Polense è composto infatti di tre fornici, di cui quelli laterali completamente ostruiti e quello centrale libero solo parzialmente. “Il ponte è infestato dalle radici – sentenzia il tecnico – E l’acqua non ha trovato vie di fuga. Con le piogge della settimana scorsa la parte in mattoni non ha potuto reggere. Da un anno e mezzo ci sono relazioni tecniche che avvertivano della situazione e dei rischi e che pertanto invitavano alla pulitura e allo smaltimento delle radici”.

Sul finire della spiegazione del tecnico arriva “il Municipio”, ovvero le consigliere 5 Stelle Laura Arnetoli (capogruppo) e Silvia Foriglio (Presidente Commissione Scuola). Arriva fondamentalmente la parte politica del Municipio, non quella tecnica. E questo avrebbe suscitato di lì a breve alcuni malumori.

30710167_10216495263916373_7683004959859671040_nLo scuolabus? A pagamento. Silvia Foriglio spiega il lavoro certosino che è stato fatto, a notte fonda, per studiare percorsi alternativi del trasporto pubblico. La chiusura della Polense ha di fatto tagliato fuori alcuni bambini, non si sa ancora quanti con precisione, dal poter andare a scuola. In più sarebbero arrivate segnalazioni di ragazzi che, per arrivarci a piedi, avrebbero scavalcato le recinzioni. “Per evitare incidenti di qualsiasi tipo e garantire l’accesso alla scuola a tutti – afferma allora la Foriglio agli uditori – Sarà concesso a tutti i ragazzi di usufruire dello scuolabus per via della situazione emergenziale”. A pagamento.

Come da regolamento comunale, infatti, fruire dello scuolabus prevede un costo a carico delle famiglie sulla base dell’Isee. “Questa è la soluzione immediata che possiamo adottare – si giustifica la Foriglio – per le altre soluzioni dovremo lavorare giorno per giorno. Intanto per garantire l’accesso alla scuola fin da subito è questa l’unica via percorribile”.

Ma con un’ordinanza del Sindaco non si sarebbe potuto concedere gratuitamente lo scuolabus alle famiglie isolate? La chiusura della Polense ha di fatto chiuso le comunicazioni con Osa, Valle Castiglione, Fosso San Giuliano, Corcolle, San Vittorino, Castelverde. È giusto che le famiglie debbano sobbarcarsi il costo di un servizio emergenziale?

30712493_10216495211915073_9042315959620075520_n“Ancora non sappiamo quanti ragazzi avranno bisogno di usufruire dello scuolabus – avverte la Foriglio – le scuole stanno provvedendo a recuperare questi dati e sono state intanto avvisate dei possibili ritardi giornalieri. Comunque al momento ci sono 30 posti disponibili, ma se dovessero servirne di più siamo disposti a mettere a disposizione un altro scuolabus. Nessuno resterà fuori”. Aggiunge inoltre che, dato l’abbassamento del livello e delle acque e il rientro del rischio meteorologico, potrebbe essere riaperto il transito pedonale del ponte.

Le posizioni e le mosse della maggioranza. È Laura Arnetoli a spiegare le mosse portate avanti dal Municipio, le varie competenze e gli enti interpellati. Cominciamo con il dire che il ponte è competenza del Simu (Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana) e che il fosso è proprietà di Roma e del confinante Monte Compatri, e che la competenza è dell’Autorità di Bacino. Il tratto interessato dal crollo è di Roma, quindi tutto ricade sulle nostre spalle. Il Municipio può quindi poco sulla questione, se non spingere affinché il Comune e i Dipartimenti intervengano il prima possibile.

30704354_10216495228835496_2774068193361133568_n“Lunedì inizieremo a dragare il fosso – spiega Arnetoli – Questo occuperà tutta la settimana, mentre sempre lunedì ci sarà un sopralluogo della Soprintendenza. La prima cosa da capire è infatti se il ponte può essere abbattuto e ricostruito ex novo o se deve essere restaurato. Per saperlo dovremo attendere la relazione della Soprintendenza”.

Vediamo i due casi. Se la Soprintendenza dà l’ok all’abbattimento del ponte allora si potrà partire con un nuovo progetto, la messa a bando con gara per l’appalto e i lavori. Tempi di realizzazione? Non specificati. Se la Soprintendenza non dà l’ok all’abbattimento il Simu interverrà con la messa in sicurezza con centine in acciaio a sostegno delle arcate delle ponte per procedere alla ristrutturazione. Tempi di realizzazione? Non specificati.

30712880_10216495202714843_2597163395291545600_nAndrea De Carolis, ex Assessore ai Lavori Pubblici del Municipio di questa maggioranza, fa le sue stime, molto verosimili: “Come minimo partono 4 anni”. È pensabile per questi quartieri attendere quattro anni per la realizzazione del ponte? Ovviamente no. E poi aggiunge “Ricostruire o ristrutturare un ponte richiede dei fondi. Si tratta di somme urgenze? (debiti fuori bilancio contro cui il M5S si è sempre battuto e di cui si è sempre dichiarato ostile, ndr) Oppure sono fondi che vanno messi a bilancio? Perché in questo caso vi ricordo che i bilanci si fanno a luglio e dicembre. Nel frattempo noi che facciamo?”. A cui risponde la Foriglio: ”I soldi ci sono. Il Municipio non ne ha, ma il Simu può disporne. Ovviamente vanno allocati, ma se non abbiamo ancora le relazioni tecniche cosa allocchiamo e dove?”. La risposta è quindi attendere. Per questo la prima scelta della maggioranza non è la ristrutturazione del ponte né il suo rifacimento: è il Genio militare.

“Ufficiosamente il Genio militare si è detto disponibile a intervenire – ha infatti detto Arnetoli – Ma dobbiamo passare per la burocrazia. Mercoledì il Gabinetto del Sindaco ha interpellato la Prefettura, la quale si deve poi interfacciare con il Ministero e quindi con il Genio. Solo la burocrazia ha tempi incerti, mentre la realizzazione del ponte da parte del Genio è questione di giorni”.

Il ponte “Bailey”. Il ponte di cui parla la Arnetoli e di cui è molto fiduciosa è il cosiddetto ponte “Bailey”, di origine militare. È composto di elementi modulari, in acciaio e legno, che ne rende facile e veloce il trasporto e il montaggio. Non ha quindi torto quando dice che sarebbe questione di giorni la sua realizzazione.

30704103_10216495206154929_842856704428212224_nLa soluzione “extra” e la proposta dei comitati. Oltre le tre strade attualmente percorribili esposte dalla Arnetoli, ovvero l’abbattimento o la ristrutturazione del ponte (a seconda della relazione della Soprintendenza) e quella del Genio militare, ce n’è una quarta. Accanto al ponte insiste infatti un terreno agricolo espropriato e attualmente in uso al comune di Monte Compatri. “Abbiamo contattato quindi il Sindaco di Monte Compatri per chiedere la possibilità di realizzare una strada passante per il terreno”. Anche qui, però, si è in attesa di risposta e i tempi sono incerti.

La proposta più concreta arriva da De Carolis: riaprire la Prenestina vecchia. Questa strada, percorribile qualche decennio fa, è quella che ancora oggi porta all’area archeologica di Gabii. Attualmente chiusa e sbarrata, è ancora proprietà del Comune di Roma. Servirebbe asfaltare soltanto un tratto e si avrebbe così una strada alternativa che permetterebbe di nuovo la circolazione da via Polense a via Prenestina, passando per la sua antenata.

Il capogruppo del Movimento Cinque Stelle ha annotato questa proposta, insieme a quella dell’istituzione di una nuova linea autobus che porti alla Metro C, richiesta dal CdQ di Castelverde, per portare le istanze alla prossima Commissione Mobilità/Lavori Pubblici che avrà come ordine del giorno questa emergenza.

30707618_10216495258036226_5426802349429489664_nSegnaletica. “La segnaletica che vedete in questi giorni è quella prevista per le emergenze – spiega poi la Arnetoli – Abbiamo fatto richiesta per una cartellonistica specifica che permetta una circolazione più regolare del traffico”. La chiusura della Polense ha infatti creato il caos tra gli automobilisti e i camionisti in transito da e verso l’autostrada. Essendo fondamentalmente l’unica strada ogni giorno si viene a creare un ingorgo pazzesco. Questo perché i mezzi pesanti non hanno indicazioni di divieto e quando arrivano in fondo non hanno modo di fare inversione a U, paralizzando tutto il quadrante. Quando poi riescono a tornare indietro devono per forza immettersi in via Perano, sicuramente non idonea al loro passaggio.

“Per cambiare la segnaletica servono due Determine Dirigenziali – continua la Arnetoli – Per il divieto è necessaria quella della Polizia Locale. Per la segnaletica che devia il flusso del traffico serve quella del Dipartimento Mobilità”. Tutti allertati e sollecitati, in attesa di risposte.

Malumori. Alcuni cittadini, che non vogliono sia fatto il loro nome, ci hanno confidato più volte un fatto che potrebbe essere grave: la vicinanza di alcuni comitati ai partiti politici. Non ci è dato ovviamente sapere se questo sia vero o meno, però ci permette di capire il malumore che si era venuto a creare durante l’assemblea. Bruno Pulcinelli, esponente storico e locale del CdQ, prende infatti la parola dopo l’esposizione della Arnetoli e non glielo manda certo a dire: “Come può essere che vengano esponenti politici di una parte della politica? Dov’è la democrazia quando a parlare è soltanto una parte?”.

È da evidenziare infatti che Arnetoli e Foriglio non rappresentano in alcun modo il Municipio, il quale può essere rappresentato soltanto dal Presidente Romanella, dal Vicepresidente Filipponi o da un membro della Giunta. La Arnetoli, rispondendo alle accuse mosse da Pulcinelli e altri dei presenti, ha detto laconicamente: “Noi siamo venute con delle informazioni e ve le stiamo dando. Se pensate che non sia il caso sono le 23 e ho due bambine a casa”.

30716397_10216486399654772_8844584731988197376_nLa decisione dei Comitati e le prossime azioni. Una volta terminato l’intervento di Arnetoli e Foriglio i comitati e le associazioni sono tornati a parlare tra loro per decidere il da farsi. Dall’assemblea sono nate alcune proposte, che per ovvie ragioni saranno cadenzate con delle tempistiche precise. È inutile, in altre parole, organizzare una protesta se lunedì ci sarà un sopralluogo della Soprintendenza, necessaria per sapere come intervenire sul ponte.

Lunedì, in vista dei lavori di dragatura e del sopralluogo della Soprintendenza, verrà protocollata una lettera di denuncia, scritta e firmata da tutti i comitati e associazioni, indirizzata al Sindaco, al Municipio, al Genio militare, al Ministero, alla Prefettura: a tutti gli organi e enti preposti. La stessa verrà poi consegnata a mano l’indomani nelle due commissioni omologhe, Mobilità e Lavori Pubblici, che si terranno al Municipio (ore 9:30) e al Comune in via Petroselli (ore 11:30). Allo stesso tempo hanno dato il via alla raccolta firme che andrà poi consegnata in un secondo momento. Non si escludono manifestazioni se non ci saranno risposte in tempi rapidi. Nuovo appuntamento per aggiornamenti tra comitati e associazioni venerdì prossimo. Flavio Quintilli

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