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Ponte di Nona, “Vi spieghiamo come funziona un centro d’accoglienza”

Siamo stati al centro d’accoglienza Namastè nell’ex hotel Roma Est, dove gli operatori ci hanno offerto una dettagliata documentazione del loro lavoro e dell’organizzazione della struttura.

centro accoglienza pdn1 centro accoglienza pdn2Da un anno a questa parte quello dei centri d’accoglienza è uno degli argomenti tabù maggiormente in voga: nel nostro Municipio ce ne sono diversi e spesso attorno ad essi si crea una tensione mediatica più o meno forte, ma non sempre chi ne parla è ben informato su come siano organizzati e come funzionino. A tal proposito ci siamo recati al centro d’accoglienza Namastè, nell’ex Hotel Roma Est, in via Giorgio Grappelli.

“Intorno ai centri d’accoglienza si crea sempre tanta tensione, spesso anche per via della mala informazione e della scarsa conoscenza dell’argomento – esordisce Stefania La Rocca, responsabile dell’area legale del centro – ad esempio praticamente nessuno sa che si può chiedere asilo solamente al primo paese in cui si arriva e nel nostro caso se un rifugiato lascia il paese può stare via solo tre mesi, poi deve tornare”. L’iter per essere riconosciuti come rifugiati politici poi è molto lungo e complesso: “Una volta lasciate le impronte e preso il cedolino con il primo documento di identificazione si fa domanda per il permesso di soggiorno e per la risposta bisogna attendere un anno, durante il quale i ragazzi non possono lavorare. Oltre allo stato di rifugiato politico i ragazzi possono ricevere altre due forme di asilo, quello sussidiario, che dura 3 anni e quello umanitario, della durata di un anno. Tutto questo iter è regolamentato dal regolamento Dublino”.

Il Namastè è gestito dalla cooperativa ABC, non è propriamente uno SPRAR ma ha le sue stesse finalità e funzioni, con l’unica differenza di non poter accogliere chi ha già ottenuto il permesso di soggiorno e lo status di rifugiato politico. Agisce in sintonia con la Prefettura, infatti fa parte del progetto “Prefettura 300″, che ha varato la missione “Mare Nostrum” tesa ad evitare tragedie umanitarie come l’annegamento di oltre 300 migranti nei pressi di Lampedusa il 3 ottobre 2013. Il centro, affidato alla cooperativa ABC, ospita 74 ragazzi, l’edificio consta di oltre 23 camere più spazi comuni e un’ampia area esterna. Claude Nguindjell è il responsabile del centro. E’ in Italia da 15 anni, ha studiato Medicina e poi ha da subito iniziato a lavorare nell’accoglienza. E’ lui a darci tutte le informazioni relative agli aspetti economici: “Sul web si leggono delle cose assurde, gente che afferma che questi ragazzi costino allo stato 75 euro al giorno e cose simili. In realtà a loro spettano 2,50 euro al giorno, che vengono erogati a fine mese in beni di consumo quali tessere telefoniche, biglietti dell’autobus e cose simili. L’Unione Europea – spiega Claude – stanzia dei fondi per l’immigrazione e ogni stato ne riceve a seconda degli immigrati accolti”.

Poi la questione sanitaria: “Ogni rifugiato appena arrivato riceve un codice STP, che corrisponde al primo livello di accoglienza sanitaria, poi si procede alla scelta del medico e si passa ad un’ assistenza sanitaria. I nostri ragazzi ricevono tantissimi controlli e la loro condizione igienico-sanitaria è ottima”. Il centro è impegnatissimo nel lavoro di integrazione: alcuni volontari vanno ad insegnare italiano sul posto e tutti i ragazzi sono iscritti al C.T.P di Tivoli, dove viene insegnato l’italiano agli stranieri e a chiunque abbia difficoltà. Il rapporto con il territorio come già detto non è semplice, ma Claude sta facendo di tutto affinchè anche questo aspetto migliori:”Facciamo da subito acquisire ai ragazzi un giusto senso civico, cercando di fargli capire le differenze con ciò che hanno lasciato, e cerchiamo di educarli alle particolarità del territorio. Qui ad esempio tutti stanno imparando a fare la differenziata”. Ora Claude sta cercando di inserire i ragazzi in contesti in cui possano sentirsi utili e attivi sul territorio: sabato 14 settembre ad esempio i ragazzi del centro hanno partecipato alla raccolta rifiuti della scuola media in via Luigi Gastinelli a Ponte di Nona, hanno contribuito con allegria e il loro lavoro è stato molto apprezzato dai cittadini del quartiere.

Matteo Muoio

 

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