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Ponte di Nona. Sigilli alla sede dell’ Asia

20160331_115301La mattina del 31 marzo le forze dell’ordine sono intervenute per chiudere lo sportello ASIA in via delle Riserva Nuova.

Un fulmine a ciel sereno. In un clima generale di sgomberi, sfratti e chiusura di spazi sociali storici della periferia romana, quello che è accaduto la mattina del 31 marzo a Ponte di Nona sembra l’ennesimo capitolo di un disegno politico ben delineato. Da tempo, attraverso il Commissario Tronca, l’Amministrazione comunale è impiegata in un’opera di ‘azzeramento’ che va a colpire le realtà e le associazioni che da anni si occupano di fornire servizi sociali e culturali laddove le istituzioni sono assenti. E’ sempre più chiaro che la scelta di commissariare Roma faccia parte di una strategia: quella di delegare il ‘lavoro sporco’ a chi non rappresenta un partito nello specifico, un commissario che di fatto però è la ‘lunga mano’ di Renzi. Si stanno colpendo tutte quelle realtà che si collocano a sinistra del Pd e lo si sta facendo in modo certosino, con metodi in stile ‘tolleranza zero’.

20160331_115432Il 31 marzo, presso via della Riserva Nuova, è stata inferta l’ennesima ferita. Sono stati messi i sigilli, senza alcun preavviso, alla sede in cui da anni opera l’ASIA, l’associazione che si occupa di assistere gli inquilini delle case popolari. Un servizio vitale per i tanti residenti del quartiere che godono di questo unico servizio, che vedono oggi annullato.

Sul cancello è stato apposto un cartello in cui si spiegano le motivazioni del provvedimento: “Si comunica che in data 31.03.2016 in esecuzione della D.D. n. 1043 del 30.11.2015, il Dipartimento Patrimonio – Sviluppo  e Valorizzazione B.I., ha ripreso in consegna il locale sito in via della Riserva Nuova 61, già utilizzato dall’Associazione La Scintilla”.

A commentare quanto accaduto il sindacato ASIA: “A Ponte di Nona continua la guerra contro gli spazi sociali! Tronca chiude lo sportello ASIA a Ponte di Nona, locale assegnato all’associazione culturale no profit ‘La Scintilla’ in base alla delibera comunale 26 del 1995, presenza democratica fin dalla nascita del quartiere in difesa dei più deboli; lascia invece le Slot Machine e la truffa dei Punti Verde Qualità. Questo è il ripristino della legalità per il Commissario prefettizio che invece sta ignorando l’applicazione della legge per la truffa dei piani di zona messa in atto dal ‘mondo di sopra’ di Mafia Capitale nei confronti di decine di migliaia di cittadini romani.  L’ASIA-USB chiama il quartiere e la periferia romana alla mobilitazione per la difesa di tutti i presidi sociali”.

20160331_115321I sigilli sono stati apposti in base alla delibera comunale 26 del 1995 che dispone i criteri dell’assegnazione di strutture comunali “per uso sociale, ivi compreso quello sanitario, politico, ad eccezione dei partiti e loro articolazioni politico – organizzative di cui alla legge n. 194/75, culturale, assistenziale, sindacale, ricreativo e di tutela ambientale”.

La delibera comunale 26 del 1995 disponeva i criteri dell’assegnazione di strutture comunali “per uso sociale, ivi compreso quello sanitario, politico, ad eccezione dei partiti e loro articolazioni politico – organizzative di cui alla legge n. 194/75, culturale, assistenziale, sindacale, ricreativo e di tutela ambientale”.

Tra i criteri di assegnazione si legge nella delibera che “costituisce titolo preferenziale nell’assegnazione l’indirizzo polifunzionale dell’associazione richiedente, nonché l’integrazione delle attività svolte con le esigenze del territorio; le associazioni dovranno svolgere le attività che costituiscono il loro fine e che abbiano carattere permanente, esclusivamente con il lavoro dei soci”. Nella delibera sono riportati anche i criteri per stabilire il canone di locazione nonché all’Art. 6 i criteri per stabilire la revoca: “Si procede alla revoca immediata delle assegnazioni qualora l’assegnatario faccia un uso improprio dei beni, consenta a terzi di occupare l’immobile senza previa autorizzazione comunale, mutino gli scopi dell’associazione, nello svolgimento delle proprie attività, usi metodi violenti e contrari alla dialettica democratica”.

Contattato Pasquale Nappo, responsabile dello sportello ASIA di Ponte di Nona commenta: “Si toglie un servizio vitale per il quartiere. Come associazione avevamo ricevuto una lettera in cui l’Amministrazione ci chiedeva la restituzione dei locali ma non sapevamo che sarebbero venuti a mettere i sigilli. Mi sono recato presso il Dipartimento e mi avevano detto che la lettera era frutto della delibera con cui il Comune sta riprendendo possesso di tutti i locali comunali per metterli a bando. Inoltre mi avevano detto che il problema della nostra sede stava nella mancanza di un regolare contratto che l’Amministrazione, nonostante l’assegnazione, non aveva mai redatto. Mi hanno inoltre avvertito che il canone di locazione che avevamo sarà riconteggiato, ma secondo la delibera noi dovevamo pagare il 20% circa Euro 130,00, invece vogliono applicarci un canone del 100% quindi sui 600 Euro al mese. Mi hanno detto che ci chiederanno tutti gli arretrati. Noi stavamo indietro con i pagamenti di un anno e mezzo, abbiamo accumulato un debito di circa 4mila Euro, ma non è stata questa la motivazione per cui oggi sono stati chiusi i locali”.

Un’altra pagina amara, che racconta di una politica scellerata che modifica e stravolge delibere approvate negli anni passati, con la conseguente distruzione di quanto molte realtà hanno costruito negli anni. Federica Graziani

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