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Ponte di Nona: Sabella interviene sul Punto Verde Qualità

Corteo Ponte di nona  (33)L’Assessore alla Legalità ha risposto ad un’interrogazione in merito presentata dal consigliere Stefàno.

A maggio è partita l’ operazione verità sui Punti Verde Qualità. Per l’Assessore alla Legalità Alfonso Sabella è tempo di limitare i danni, provando a far ripartire il progetto che, ad oggi, ha causato un buco da 260 milioni di euro nelle case del Comune, che per il momento ne ha versati solamente 25 alla banca garante, la BCC. Alla base dell’operazione ‘punti verde’ c’era un meccanismo molto semplice: si offriva una concessione trentennale ad un soggetto privato, spesso con un capitale sociale di appena 10mila euro. A lui veniva deputata la gestione delle aree verdi, ma in compenso Roma Capitale si faceva garante presso la BCC con fideiussioni pari al 95% dei mutui erogati.

I soldi servivano per realizzare strutture di ogni tipo, con le quali il privato rientrava delle spese affrontate per fare la manutenzione. In molti fiutano l’affare e iniziano a incassare con attività commerciali sorte su terreni pubblici a coste zero, senza restituire nulla. Ora il Comune sta analizzando le varie casistiche e ha operato una sorta di suddivisione fra esempi virtuosi e non: nella black list è finito, logicamente, il PVQ di Ponte di Nona, tra via Don Primo Mazzolari e via Prenestina. Di recente è stato oggetto di un’interrogazione presentata all’Assessore Sabella dal consigliere 5Stelle Enrico Stefàno, portavoce dell’Assemblea Capitolina. La risposta dell’Assessore è arrivata giovedì 25 giugno e ha chiarito il piano di intervento del Comune sul punto verde. La prima società concessionaria era la Boccon Divino s.r.l, che si aggiudica il bando nel 1996. La società fallisce nel 2003 e confluisce nella Floridita s.r.l., a quel punto nuova concessionaria.

Con lo stesso meccanismo, nel 2007, il punto verde va in concessione alla Eurovivai s.r.l. dell’ingegner Fabrizio Moro. Al 2011, il progetto esecutivo in mano alla Eurovivai prevede che nei quasi 102.000 mq adibiti al punto verde siano presenti una struttura sportiva con piscina e palestra, un ristorante con sala giochi, campi da calcetto e calcio a otto e un bar – pasticceria. Inoltre si dovrebbe provvedere alla manutenzione dell’asilo nido sito nello stesso spazio per favorirne l’apertura. Ad oggi, il nido è ancora chiuso, mentre il ristorante previsto nel progetto è rimasto aperto pochi mesi per poi essere sostituito da una sala slot e un centro scommesse. Dopo l’esecuzione dei lavori e l’avvio delle attività, la Eurovivai ha smesso di pagare le rate del mutuo ottenuto, continuando a gestire la struttura mediante sub affidamenti a terzi e percependo i relativi ricavi. La concessione è così decaduta nel 2012. Il Comune prenderà in carico le aree e le strutture del punto verde, provvedendo nel frattempo ad individuare un nuove gestore provvisorio. Le diverse strutture verranno ‘spacchettate’ per pertinenza e finiranno sotto l’egida dei rispettivi Dipartimenti. L’Ufficio di Scopo sorveglierà sul buon operato dei soggetti coinvolti, segnalando eventuali illeciti di gestione. Se negli accertamenti di rito poi, alcune delle aree risultassero gestite abusivamente sarà necessaria la collaborazione delle forze dell’ordine per procedere ad eventuali sgomberi. Matteo Muoio

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