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Ponte di Nona, perdono colore le case colorate

PDNParco2Tante le segnalazioni, tante le richieste, ma nessuna risposta. Le “Case Colorate” di via Padre Damiano de Veuster necessitano di vari interventi strutturali. I due parchi di via Candia, come al solito, sono lasciati al totale degrado.

 

Durante il giugno scorso, il territorio romano ha visto la presenza di numerosi temporali: se a Corcolle hanno causato gli allagamenti, a Ponte di Nona un fulmine ha colpito una palazzina, provocando il parziale crollo del cornicione. Sono passati tre mesi da quell’evento, ma nulla è cambiato. L’ISVEUR, l’ente che ha costruito ed ha tutt’ora in affidamento le palazzine, non ha svolto nessun tipo di lavoro, neanche dopo le richieste degli abitanti. Anzi, i resti del cornicione giacciono ancora sul marciapiede. Qualche giorno dopo il temporale, sono venuti degli operai, i quali hanno recintato, se così vogliamo dire, il pezzo del marciapiede in cui potrebbero cadere le parti ancora precariamente attaccate all’edificio. “Se un giorno la signora che abita al primo piano si affacciasse dal balcone e le cadessero dei pezzi di cemento in testa, chi dovrebbe prendersi le colpe? L’ISVEUR. Perché, noi, la segnalazione l’abbiamo fatta. Sono loro a non aver svolto i lavori di restauro e di manutenzione del palazzo”, ci dice Marco, un ragazzo che abita da ormai sedici anni nel quartiere.

Ma la mancanza di manutenzione degli edifici non è l’unica carenza dell’amministrazione ISVEUR. Sempre Marco, ricorda come solo un anno fa siano state riverniciate le palazzine: ad oggi l’intonaco di alcune facciate cade a pezzi, nelle altre si è completamente sbiadito. “Immagina la qualità dei lavori svolti, se in così poco tempo si torna al punto di partenza!”, asserisce tristemente.

Ma una sorte migliore non spetta, purtroppo, neanche ai due parchi di via Candia, posti di fronte ed al lato delle palazzine in questione. Tra montagne di rifiuti, calcinacci ed erba alta, non si sa veramente dove mettere i piedi. “Per sei anni ho inviato la richiesta di custodia del parco al Comune. Avrei voluto avere la possibilità di aprire un piccolo chiosco e di occuparmi personalmente della manutenzione. La sera, ad un certo orario, avrei chiuso il parco al pubblico, in modo da evitare i soliti atti di vandalismo”, continua a raccontarci il ragazzo. Perché, se da una parte l’ISVEUR non si occupa dello sfalcio dell’erba e della pulizia dei parchi, dall’altra, spesso e volentieri, sono gli stessi abitanti a rovinare e sporcare gli spazi pubblici. Alina, una giovane romena, madre di un bambino di tre anni, vive in un appartamento di via Candia. “Ci sono madri che buttano le cicche o le bottiglie per terra, proprio nello stesso parco in cui giocano i loro figli”, afferma stringendo a sé suo figlio, “Ho sempre paura che possa farsi del male con i vetri che si trova per terra”.

L’attuale Presidente del Municipio, Marco Scipioni, durante la campagna elettorale ha affermato di voler delegare i giovani disoccupati del quartiere alla manutenzione dei parchi pubblici. Questo, ovviamente, in cambio di un salario. La campagna elettorale è finita da un pezzo, sarebbe il caso di mettere in atto queste promesse. Marco, in fondo, aspetta una risposta da dieci anni.

 

Lucrezia La Gatta

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