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Ponte di Nona, nessuna sistemazione per gli sfollati

Ancora nessuna sistemazione alternativa alle 30 famiglie; ne sono in arrivo delle altre. Si vive ammassati, dormono nei corridoi. Non sono disposti ad andare via senza un’altra soluzione.
Ancora sono lì, più numerosi che mai. Dopo lo sgombero dello scorso mese gli occupanti di via Cerruti sono ancora nella ex sede Asl a Ponte di Nona, in via Aldo Capitini, disposti a restare fino a quando non verrà data loro una sistemazione.
Una ventina di bambini in tutto, il più piccolo ha dieci mesi, trenta i nuclei famigliari, in attesa dell’arrivo di altre persone, sfrattate durante le feste e con la necessità di un posto dove stare; qui entra in gioco la solidarietà tra gli occupanti: i posti sono davvero stretti, si dorme anche in 17 nella stessa stanza; cominciano a comparire i primi letti nei corridoi, per accogliere tutti si fa anche questo. Ci sono tre donne in dolce attesa, una già al sesto mese avanzato di gravidanza.
“Dura la vita in uno spazio così piccolo, quando si è così tanti – raccontano gli occupanti – quando ci sono situazioni talmente difficili che non hanno la possibilità di contribuire nemmeno con due euro al giorno per la colletta per la spesa”. C’è chi ha un lavoro, per quanto precario, e chi invece è alla continua ricerca e aiuta nell’occupazione. Eppure si cerca di collaborare, ciascuno secondo le proprie possibilità.
“La situazione per i ragazzi di Ponte di Nona non è cambiata – sottolinea Fabrizio Nizi, esponente di Action – il Comune nell’incontro seguito all’occupazione della Asl, dopo lo sgombero di via Cerruti, ci ha detto di essere disposto a verificare se ci sono privati disponibili a vendere alloggi invenduti a prezzi sostenibili, per farne case popolari. Dal canto suo la Regione sta ultimando una delibera che mette circa trecento milioni di euro per un piano straordinario, recupero patrimonio e acquisto di nuovi alloggi. Ma ancora i fatti non si vedono, se non i continui sfratti che affliggono la città senza che nessuno li fermi”.
Gli sfollati di Ponte di Nona, comunque, non sono disposti a lasciare questo posto, senza un’altra sistemazione disponibile, tengono a precisare. Si teme, infatti, che allo scadere del blocco degli sgomberi del 16 gennaio, qualcuno possa decidere di mandarli via. Ma l’hanno promesso: resisteranno, perché hanno bisogno di un posto dove stare.
Jessica Santini

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