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Ponte di Nona, depositata un’istanza di sospensione dell’affidamento del progetto “Educativa di Strada”

IMG-20160302-WA0018Le cooperative Ermes e Eureka I evidenziano procedimenti, da parte del Municipio VI, non congrui alle leggi in materia.

Continua a non essere chiara la vicenda burocratica che ha portato la Cooperativa Santi Pietro e Paolo a aggiudicarsi il bando per il progetto denominato “Educativa di Strada” volto al recupero degli adolescenti di Ponte di Nona nella fascia 14/20 anni, vittime di devianze sociali e abbandono scolastico e fino a febbraio portato avanti dalle cooperative Ermes e Eureka I riunite in RTI (raggruppamento temporaneo di impresa) che avevano ottenuto notevoli risultati e una riconoscibilità degli operatori tra i disastrati nuclei familiari destinatari del progetto.

Già nello scorso numero di questa testata, si era data voce alle perplessità degli operatori uscenti che riguardavano: un ribasso d’asta sospetto del 16% attuato dalla SS Pietro e Paolo; il target storicamente più votato all’infanzia e alcuni procedimenti poco chiari nell’assegnazione dei punteggi e dell’affidamento del progetto.

11181187_1423090238018644_6932975338979781083_nIn data 14/01/2016, dopo aver ottenuto accesso agli atti, i due presidenti di Ermes e Eureka, rispettivamente Salvatore Di Maggio e Carla Bartolucci, hanno formalmente depositato un’istanza di sospensione del verbale di assegnazione datato 27/11/2015 e redatto dalla Direzione Socio Educativa del Municipio VI di Roma. Sul documento si legge “la commissione di gara è da ritenersi illegittima e per tanto viziato l’intero procedimento di aggiudicazione e affidamento per due ragioni: la composizione numerica della commissione è contraria al disposto normativo essendo formata da un numero pari di componenti; la commissione di valutazione [...] era costituita dai seguenti membri nominati: Dott. Vitaliano Taccioli, Dott.ssa Patrizia Rufini; Dott.ssa Simona Zelli; Sig.ra Debora Musio. Uno dei componenti, più in particolare la Dott.ssa Simona Zelli, veniva sostituita in sede di valutazione dell’offerta economica senza alcun riferimento alle modalità e agli atti di sostituzione della stessa”.

12662523_1540616702932663_968172073089623720_nEntrambe le procedure sono ritenute “un’aperta violazione [...] dell’articolo 84 del d.lgs.n. 163/2006” che regolarizza la costituzione di commissioni di gara per l’assegnazione di bandi pubblici. Ne risulta che lo stesso verbale di assegnazione indica che tra i presenti c’è la dottoressa Zelli, ma viene poi sottoscritto dalla Dott.ssa Benedetti, non presente nella stesura che da atto della costituzione di commissione. Inoltre il numero pari di componenti non assicura il principio di maggioranza necessario e previsto a norma di legge. Senza rinunciare alle ragioni di nullità del verbale di gara, sull’istanza si fa riferimento a un altro motivo di incongruità di valutazione che riguarda i punti chiamati b) e c) dei requisiti dell’offerta tecnica e che riguardano rispettivamente l’articolazione degli interventi proposti e la coerenza tra le proposte operative e gli obiettivi del servizio.

A questo proposito si legge che per entrambi gli attori in gara la commissione aveva espresso un parere negativo secondo il quale si evidenziava l’impossibilità di assegnare punteggi alti in particolare per i punti citati. Questa osservazione ha però prodotto una valutazione totalmente differente che ha assegnato alla SS Pietro e Paolo oltre la metà del punteggio disponibile per le voci per cui non era stata reputata, al pari della concorrente, non idoneamente attrezzata, mentre risulta nettamente inferiore il punteggio riservato alla Ermes/Eureka.

Questa ulteriore discrepanza ha portato i rappresentanti legali delle cooperative perdenti a reputare il procedimento di assegnazione del punteggio: “[...] affetto da illogicità e erroneità. Il disciplinare di gara non specifica in base a quale dei metodi previsti [...] verrà determinata l’offerta economica più vantaggiosa”. Ulteriore punto di criticità evidenziato nell’istanza di annullamento è la “sproporzione del dato ponderale dell’offerta economica e l’offerta tecnica”: in sostanza si dovrebbe attribuire, su un totale percentuale di 100, un punteggio massimo di 30 punti all’offerta economica e uno di 70 all’offerta tecnica. Posto che non viene quasi mai raggiunto un punteggio massimo nell’offerta tecnica perché presupporrebbe l’unanime valutazione di un progetto, da parte della Commissione, come migliore in tutti e 9 i sub criteri enunciati nel bando e posto che questo non si è verificato nella fattispecie, le cooperative Eureka/Ermes ritengono che: “questa circostanza produce una violazione del rapporto che la stazione appaltante ha stabilito debba sussistere tra prezzo/qualità. Il peso del prezzo è pertanto divenuto irragionevolmente rilevante nell’attribuzione del conteggio complessivo e dunque dell’aggiudicazione”.

IMG-20160302-WA0017Gli operatori delle cooperative Ermes/Eureka esprimono anche un forte dubbio sulla liceità del modus operandi della SS Pietro e Paolo dovuto all’ubicazione della sede legale in Via Francesco Antolisei 25, cioè la stessa sede della cooperativa La Cascina, gravemente coinvolta nella bufera di Mafia Capitale che ha investito il mondo della cooperazione e così descritta in un articolo di Rai News del 7/11/2015: “[...] cooperativa bianca legata a Comunione e Liberazione e vicina al Nuovo Centro Destra, viene travolta dalla seconda tranche di indagini [nell'ambito del processo Mafia Capitale, ndr].

Il 4 giugno scorso il gip di Roma ha disposto l’arresto di quattro manager del gruppo con l’accusa di turbativa d’asta e corruzione. Tra loro anche l’ad Salvatore Menolascina immortalato in barca insieme all’ex ministro dei Trasporti Maurizio Lupi. A luglio è arrivata anche l’interdittiva per mafia disposta da un decreto del prefetto Gabrielli su tutte le società del gruppo”. La Cascina è presente anche nei racconti di Salvatore Buzzi, riportati sul fattoquotidiano.it il 6/08/2015, al procuratore aggiunto Michele Prestipino e al sostituto Paolo Ielo nella sala interrogatori del carcere di Nuoro a Badu e Carros che riguardavano l’appalto da 100 milioni per la gestione 2011 del Cara (Centro di accoglienza per i richiedenti asilo) di Mineo sul quale anche la Procura di Catania ha aperto un fascicolo: “Odevaine incontra Castiglione, [Giuseppe Castiglione, sottosegretario all’Agricoltura, di Ncd, ex presidente della Provincia di Catania, ndr] lo invita a pranzo [...] e c’è ’sto famoso pranzo in cui c’è ’sta famosa sedia vuota in cui Castiglione gli dice deve venire ‘quello che deve vincere la gara’, questa cosa me la dice Odevaine”. L’idea è affidarla a La Cascina, ricostruisce Buzzi: Odevaine “gli presenta a Castiglione quelli della Cascina”.

Con ciò non si vuole certo associare la cooperativa SS Pietro e Paolo a certi meccanismi scellerati, ma la coincidenza delle sedi legali rappresenta un ragionevole motivo di preoccupazione, soprattutto nella mente di un operatore di Roma, irrimediabilmente turbato e smarrito nel ginepraio della cooperazione illegale.

Certi che fare chiarezza su tali questioni sia nell’interesse di tutti e sicuri della buonafede di ognuno degli attori di questa vicenda, la cittadinanza per prima rimane in attesa di una risposta da parte degli organi competenti che, ad oggi, non è arrivata, mentre i ragazzi di Ponte di Nona aspettano qualcuno che infonda educazione sociale e li indirizzi alla legalità.

 Marco Severa

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