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Ponte dell’Osa, l’assemblea pubblica sfocia nell’occupazione della Prenestina

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Cittadini esasperati, da quasi un mese “sequestrati” nei loro quartieri, non vogliono più scuse. Al termine dell’assemblea una buona parte dei partecipanti ha deciso di occupare la Prenestina. Guarda il video

31150342_10216575311517513_6116029800256634880_nL’assemblea pubblica convocata dai comitati e dalle associazioni dei quartieri di Valle Castiglione, Osa, Castelverde e tutto il quadrante est di Roma, ha visto la partecipazione di qualche centinaia di cittadini. Un numero notevole considerando lo scarso tempo a disposizione per organizzare la manifestazione: appena due giorni. Il primo equivoco si è venuto a creare sul luogo: sarebbe dovuta svolgersi davanti al ponticello lato Rocca Cencia, ma la Questura ha posto il diniego, autorizzando invece l’altro lato. Risultato: decine di persone hanno dovuto scavalcare, con il rischio di qualche grave incidente, la recinzione che delimita l’area.

Cittadini divisi da un muro, come quello di Berlino o il nostrano di Gorizia. Il muro di Roma Est, che divide e spacca in due la città. Migliaia di cittadini che hanno dovuto cambiare le proprie abitudini, il proprio stile di vita. Cittadini che devono sperare di non aver bisogno di un’ambulanza o di mezzi soccorso, cittadini che fanno ore di coda per andare a scuola o a lavoro. Una Roma divisa in due.

La prima a parlare ai presenti è Isabella Frangella, presidente del Comitato di Quartiere di Castelverde. Un breve riepilogo dei fatti e la tempistica raccontata dalle Istituzioni: “Quattro mesi. Ma per noi 4 mesi sono troppi”. Dopo di lei Andrea De Carolis, membro del CdQ, che corregge il tiro: “Quali 4 mesi. I tempi tecnici saranno almeno di 4 anni senza una somma urgenza. Ma per i 5 Stelle la somma urgenza è una parolaccia. Non siamo in emergenza secondo loro? Non è urgente intervenire? È necessario fare debito fuori bilancio e intervenire subito sul ponte”.

31206560_10216575314797595_1827207219477741568_n-1Il contenuto della lettera inviata agli enti preposti. I comitati hanno reso nota la lettera protocollata e inviata agli enti competenti. Nella stessa si leggono le richieste. Al Prefetto di Roma, al Sindaco di Roma e al Presidente del Municipio VI si chiede “L’adozione di urgenti provvedimenti d’emergenza finalizzati al ripristino immediato della viabilità”, richiamando ai poteri speciali loro concessi in caso di emergenza. Alle Istituzioni e agli enti preposti cui è indirizzata la lettera viene richiesto l’accesso civico per avere il nominativo del “Responsabile unico del Procedimento e del Direttore Lavori per la pulizia del fosso e la manutenzione ordinaria del tratto stradale”, a cui secondo noma di legge va data risposta entro 30 giorni. Al Procuratore della Repubblica di Roma viene richiesto di “Valutare l’eventuale sussistenza di possibili responsabilità derivanti da omissioni di atti d’ufficio, interruzione di pubblico servizio, sicurezza stradale”.

kkkViene richiesto al Direttore del Simu (Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana) e all’Assessorato Lavori Pubblici di Roma Capitale di “Provvedere immediatamente ai lavori in somma urgenza” per il ponte sul fosso ma anche di provvedere a un “Accurato esame della solidità sul ponte di via Perano”, su cui oggi transita un notevole e inusuale flusso di autoveicoli. Viene richiesto inoltre di provvedere a un “Bypass temporaneo con un ponte di cantiere o del Genio Militare”, di “Verificare la sussistenza strutturale dei due ponti rimasti non toccati dal cedimento” e di “Verificare la possibilità di bypassare il ponte con una piccola viabilità alternativa nella zona della centrale elettrica del comune di Monte Compatri”.

Alla Soprintendenza viene richiesto di esprimersi, dato che ancora non l’ha fatto, mentre al CBTAR (Consorzio Bonifiche Tevere Agro Romano) viene richiesto di “Sottoporre ad accurata opera di manutenzione e pulizia del fosso”. Alla Polizia Locale viene richiesto “Di voler provvedere in orario diurno a mantenere in zona fino a cessata emergenza almeno due pattuglie da impiegare una su via Massa San Giuliano e una su via Fosso dell’Osa” per non far transitare mezzi pesanti e per fluidificare il traffico. Viene infine richiesto al Dipartimento Mobilità e Trasporti di Roma Capitale, alla Polizia Locale e alla Città Metropolitana di Roma Capitale “Di voler immediatamente provvedere a posare in opera apposita segnaletica stradale”, questione aperta dal 5 aprile.

Al termine della lettera: “Qualsiasi danno si dovesse verificare a persone, cose o animali a causa della situazione d’emergenza creatasi e non ancora risolta sarà da ricondurre esclusivamente alla negligenza e all’inadempienza delle Istituzioni e delle Autorità eventualmente competenti”.

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Pulcinelli si butta al fiume. 

Dopo l’intervento di De Carolis è il turno di Bruno Pulcinelli dell’Anacipe per il quale è impensabile che “Tecnici e politici parlano senza mai essere venuti a vedere il ponte. E allora io mi butto a fiume”. E si butta davvero, certo con le dovute precauzioni, in mezzo al fosso. E dietro di lui anche Frangella e altri rappresentanti di altri comitati. Una protesta pacifica che però dopo poco non trova appoggio tra i cittadini che chiedono un’azione immediata. “I Comitati si devono riunire e organizzare una manifestazione al Campidoglio”, propone Pulcinelli.

Buona metà degli intervenuti ha gridato seccamente “No! Ora”. La situazione degenera quasi, e alla fine il coordinamento scioglie l’assemblea con l’appuntamento, votato per alzata di mano, per giovedì alle 12 al Campidoglio. Ma l’altra metà urla che “È la Sindaca che deve venire qua! Il problema è qua! La Raggi dov’è?” .

fsSi blocca la Prenestina. “Un’assenza che è il vero emblema dello scaricabarile a cui la Raggi ci ha abituato – commenta Emanuele Licopodio, del Comitato Popolare Roma Est – Tutto questo caos è nato perché loro dopo un mese non hanno ancora preso una decisione. E a rimetterci, come al solito, sono i cittadini”. Ad assemblea sciolta un nutrito gruppo di persone si è diretta verso via di Rocca Cencia, con l’obiettivo di interrompere il traffico. È dovuta intervenire la Polizia, con il comando del Casilino, e una pattuglia dei Carabinieri. La folla, inferocita, si è spinta fino all’incrocio tra via di Rocca Cencia e via Prenestina, formando code interminabili in tutte le direzioni.

20180423_194323“Cosa pensate di ottenere in questo modo?” è la domanda che le Forze dell’Ordine rivolgono ai più indomiti, che proseguono nella loro protesta, fino all’arrivo del reparto mobile della Polizia.

Arriva la segnaletica. In seguito all’occupazione di via Rocca Cencia le Forze dell’Ordine si sostituiscono all’Amministrazione – fantasma e contattano i Vigili per chiedere l’immediata installazione della segnaletica stradale che dopo quasi 20 giorni è ancora assente. La Polizia Locale riferisce che provvederanno il giorno 24 aprile ad installarla.

Il paradosso: sono servite le Forze dell’Ordine per ottenere dei semplici cartelli stradali. Quello che è successo nella manifestazione del 23 aprile è probabilmente il preambolo di qualcosa di più grosso che potrebbe accadere nei prossimi giorni. Il livello di esasperazione sta raggiungendo il limite, se non l’ha già oltrepassato. Flavio Quintilli

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