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Ponte dell’Osa, i comitati hanno deciso: Assemblea Pubblica lunedì 23 aprile

unnamed-2Riunione dei comitati e delle associazioni all’aula civica di Castelverde. Nell’aria una grande delusione e una forte amarezza per la situazione: “Ci stanno prendendo in giro. È ora di azioni concrete”.

Il signor Landi, presidente del comitato di quartiere Valle Castiglione, fa il punto della situazione, raccontando la commissione Lavori Pubblici capitolina presso il Simu (Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana). “Lunedì è stato molto deludente – dice con un tono amaro Andrea Landi – Alla fine il Presidente Agnello (M5S) ha chiesto per 4 ore al Simu cosa fare e non si è concluso niente. Dal Municipio non è arrivato alcun input, è ora di cambiare rotta”.

unnamed-1A onor del vero i rappresentanti municipali hanno inviato alcuni input all’amministrazione centrale. È quest’ultima a non averli recepiti e a fare da scaricabarile sul Municipio. Si sta, in altre parole, delineando nome e cognome di chi non sta intervenendo: Virginia Raggi, Sindaco di Roma. “Una commissione molto deludente – continua il signor Landi – Ancora non abbiamo nessuna cartellonistica. L’abbiamo fatta noi questa mattina su cartone e già sembra funzionare. Ci voleva tanto?”

Intervengono Isabella Frangella, presidente del Comitato di Quartiere di Castelverde, e Vittorio Pardossi, vicepresidente del Consorzio di Villaggio Prenestino: “Qualcosa è stato detto alla commissione, non è stata completamente inutile – spiega Frangella – lunedì interverranno appena sarà stata liberata l’arcata centrale del ponte. La Soprintendenza ha detto che non è di sua competenza”. Si procede poi a parlare degli operai, due, che stanno operando sotto il ponte senza il minimo rispetto delle norme di sicurezza. “Il conte Cavazza ha dato il permesso di costruire una bretella di strada attraverso la sua terra – dice ai presenti Pardossi – ma ha vietato espressamente il passaggio di mezzi pesanti sul suo terreno”.

30704594_10216495205114903_4969276083435208704_nBasta essere presi in giro. La questione degli operai accende gli animi. I due operai stanno lavorando senza casco, con le scarpe da ginnastica e senza alcuna protezione. “Non sono deluso – prende la parola l’architetto De Carolis, ex Vicepresidente di Giunta di questo Municipio – Non potevo aspettarmi di più da queste persone. Ma non ci sto a farmi prendere in giro. Soprattutto quando si parla di cose tecniche”.

Ci sono alcuni punti del discorso di De Carolis che meritano approfondimento. A partire dal ruolo del Sindaco in casi di emergenza. In particolare la legge 2248 del 1865, che prevede la requisizione d’urgenza della proprietà privata per grave emergenza pubblica (ma in accordo col Prefetto), unitamente agli articoli 6 e 7 del Decreto Legislativo 285/1992 in materia di regolazione della circolazione per motivi di sicurezza pubblica. “Ci stanno dicendo delle falsità. In condizioni di emergenza, e noi siamo in emergenza, il Sindaco o il Presidente del Municipio possono requisire i terreni. Altro che il conte Cavazza ha detto di no. Manca il coraggio di agire. Eppure si giura su questo, io ho giurato su questo: in caso di emergenza esistono poteri speciali”.

31172093_1772731366082499_4191235492507533171_nIl tono di De Carolis cambia durante il suo intervento in un crescendo che sfocia nelle sue proposte: “Procediamo affinché arrivi un avviso di garanzia. I reati ascrivibili sono omissione d’atti d’ufficio, interruzione di pubblico servizio, ma non solo per i tecnici. Anche per i politici. Lunedì segnaliamo alla Procura l’eventuale notizia di reato, indicando gli articoli di legge violati, i possibili autori dei reati, quando siano stati commessi. Basta farci prendere in giro. Avete letto il comunicato di Agnini (Presidente Commissione Lavori Pubblici)? È vergognoso, è una presa in giro”. Tra l’altro Agnini ha pubblicato sulla sua pagina un post sul Ponte Osa con la foto di un cartello stradale che indica ‘strada chiusa’, illudendo di fatto i cittadini che qualcosa si stava muovendo. Dalla foto si vede, in alto a sinistra, che si tratta di via Aquileia. Gli stessi cittadini si sono accorti che la foto e’ di un altro cantiere e lui si è poi giustificato dicendo che era un esempio. Ad Osa si sta ancora aspettando la cartellonistica.

Altro che 4 mesi. I lavori inizieranno tra 4 anni. Il Presidente Agnini ha scritto un comunicato, ovviamente sulla sua pagina Facebook, si limita a dire che “Sebbene la competenza sia esclusivamente del Simu, stiamo collaborando attivamente”, ribadendo le soluzioni proposte. De Carolis procede la sua invettiva, dando una stima dei tempi previsti. Agnini tra l’altro  “Quando dicono che il Simu ha 500mila euro omettono di dire che sono fondi stanziati per la manutenzione ordinaria di tutti i ponti di Roma. Non esiste Direttore al mondo che sposti fondi dall’ordinario allo straordinario, perché la Corte dei Conti poi lo viene a cercare. Solo una somma urgenza, quella parolaccia, può risolvere la situazione in tempi più rapidi. Altrimenti dobbiamo aspettare come minimo un assestamento di bilancio”. Sono due i momenti del bilancio: luglio e dicembre. Non si può fare un bilancio o un assestamento al di fuori di quest’arco temporale. A meno che non si usino le somme urgenze previste dall’ordinamento.

30710080_1708808595831476_5828085430272131072_n“Non credo che si farà l’assestamento per luglio, verosimilmente per dicembre – prosegue De Carolis – e sarà operativo da marzo. Cioè tra un anno. Poi ci saranno la gara, i ricorsi: e siamo a inizio 2020, se non ci saranno ricorsi al Tar. Altrimenti arriviamo a metà 2020, per poi iniziare i lavori nel 2021. Tra quattro anni”. La questione descritta si fa drammatica. In “sole” due settimane i quartieri della periferia est di Roma sono stati messi in ginocchio. Come si può pensare di poter resistere per altri 4 anni?

“Obblighiamoli a intervenire – conclude De Carolis – prima con la segnalazione della sussistenza di reato presso la Procura. Quindi andando noi a riparare il ponte. Abbiamo i mezzi e le capacità: è un lavoro di poche migliaia di euro che siamo in grado di fare. Le arcate sono ancora tutte là”.

Quel ponte è formato da tre ponti adiacenti. È la volta di Bruno Pulcinelli, presidente di Anacipe, a esporre le sue proposte, in particolare una. “Ho studiato il ponte – spiega Pulcinelli – Perché io mi domando: come possono tutti questi ingegneri, questi tecnici, questi politici, parlare senza aver visto il ponte? Io ho visto il ponte, lo sono andato a studiare, visto che ne ho costruiti, di ponti, ancora tutti integri. Studiando, ho visto che quel ponte non è un ponte. Bastava andarlo a vedere per capire che sono tre ponti”.

I comitati e le associazioni rimangono interdette, probabilmente nessuno si aspettava una considerazione del genere. Fa vedere una piantina, la fa girare tra i presenti. Il ponte, secondo la ricostruzione di Pulcinelli, sarebbe stato realizzato negli anni ’30, successivamente ampliato negli anni ’50 costruendo altri due ponticelli a destra e a sinistra dell’originale. L’ampiezza del ponte attuale, quindi, sarebbe la risultante della presenza di ulteriori due ponti, invisibili se non da sotto alle arcate. “Visto che il crollo ha interessato uno solo di questi tre ponti – conclude Pulcinelli – si faccia un sopralluogo e un collaudo dei rimanenti due e riapriamo la viabilità”.

31052273_625870684441076_1019997266137579520_nÈ ora di intervenire. La proposta lascia tutti spiazzati, e gli interventi successivi avranno il medesimo esordio: “Ha fatto più Bruno con un sopralluogo che tutti questi tecnici e ingegneri”. Per Francesco Giacometti, di Villaggio Prenestino, “È ora di andarci giù pesante. Va bene richiamare alla responsabilità le Istituzioni e gli uffici attraverso la segnalazione alla Procura – riferendosi alla proposta di De Carolis – Ma dobbiamo intervenire subito per far ripristinare la viabilità, oggi bloccata perfino ai mezzi di soccorso.  Io propongo di costituirci anche parte civile per eventuali danni a cose, persone o animali per le inadempienze di tecnici e politici al ripristino della viabilità”.

Sulla base della legge 241/90, in materia di procedimento amministrativo, Giacometti propone di accedere ai nomi. Di sapere quali siano i nominativi del responsabile del procedimento (solitamente indicati Sindaco, Prefetto e Presidente della Regione) e del curatore fisico del procedimento. “Se facciamo richiesta scritta – conclude Giacometti – ci devono rispondere entro 30 giorni”, come stabilito dal Regolamento sull’accesso ai documenti amministrativi secondo il Decreto del Presidente della Repubblica 184/2006.

A quagliare il discorso e a fare un po’ da collante tra tutte le proposte, cercando una concretizzazione delle stesse, è il signor Cesare del CdQ di Corcolle: “I cittadini si aspettano che noi facciamo qualcosa. Vedono noi come loro punto di riferimento. Facciamo un presidio, allarghiamo la partecipazione, coinvolgiamo”. Subito allora Pulcinelli, poi De Carolis e tutti i presenti. Come un’unica voce: assemblea pubblica.

Viene decisa quindi per lunedì 23 aprile, alle 18:30, un’assemblea pubblica presso il ponte dell’Osa, dal lato che dà verso Rocca Cencia, tendendo di fatto lontani dall’incontro i commercianti e i cittadini di Osa che si trovano dalla parte opposta del ponte. Il dato che emerge, alla fine della riunione, è la profonda delusione dei cittadini di queste periferie. Proprio qui la Raggi e il Movimento Cinque Stelle avevano ottenuto il maggior consenso nel 2016. Eppure è lei, il sindaco Raggi, a poter chiedere lo stato d’emergenza per poter intervenire con i poteri speciali previsti dalla legge. Ed è proprio lei, quindi, a non fare nulla. Un immobilismo amministrativo che non potrà durare per 4 mesi, figurarsi per 4 anni. I comitati sono stati chiari: basta scuse. È ora di intervenire. Flavio Quintilli 

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