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Policlinico Tor Vergata, dove sta il personale?

Il Pronto Soccorso Del PoliclinicoLa mancanza di infermieri e medici specializzati è causa di disagi non solo nel Pronto Soccorso: lettini con pazienti abbandonati nei corridoi, piani e reparti chiusi, lamentele e denunce sempre più frequenti. La privatizzazione della struttura non sta sortendo gli effetti voluti.
I dati sono sempre più allarmanti: un infermiere ogni 40 pazienti al Pronto Soccorso, due per tutto il reparto. Due palazzi quasi completamente chiusi, due tecnici impiegati per notte a radiologia e decine di  barelle nei reparti causa intasamento nell’unità OBI. Non termina anzi si aggrava l’emergenza personale al Policlinico di Tor Vergata, infermieri e dottori sono stanchi delle rimostranze dei pazienti e dei carichi di lavoro estenuanti. Tra le prime a fare luce sulle condizioni lavorative all’interno del primo soccorso è stata la responsabile di Medicina Solidale Lucia Ercoli: “Sono stata impiegata al pronto soccorso e vi sono presenti due soli medici: uno per la sala rossa (casi gravi, ndr) e uno per tutti gli altri malati. Mi è capitato di dover gestire fino a 80 pazienti completamente da sola”.
A farle eco sono presto arrivati altri tecnici che hanno segnalato la chiusura di reparti considerati “il fiore all’occhiello” del Policlinico, ideato come struttura di eccellenza non incentrata sul pronto soccorso. È chiusa Chirurgia, è chiuso il reparto di Terapia Intensiva, non c’è un punto nascite, è assente Ostetricia e anche Pediatria. I laboratori aperti invece come quello di analisi hanno subito un calo del 30% delle prestazioni, e conseguentemente delle remunerazioni al personale. Ma la maggior parte delle problematiche derivano dall’affollamento dell’unità Osservazione Breve Intensiva (OBI). Dice un infermiere del reparto Medicina: “Quando prestai servizio al pronto soccorso mi ritrovai di notte a occuparmi di 55 pazienti. Quelli in osservazione li spediscono all’OBI, ma manda oggi manda domani alla fine arrivano a essere più di 70 stipati come animali. Inevitabile quindi che vadano a finire nei corridoi degli altri reparti, rimanendoci anche una settimana. Nel palazzo dove prendo servizio è aperta solo medicina generale al secondo e oncologia al primo piano, ci ritroviamo con 4 o 5 barelle nella nostra ala destinate al Pronto Soccorso”.
I numeri sembrano convergere verso un’inconfutabile verità: il Policlinico non riesce a gestire le emergenze: casi di un infermiere per 55 pazienti (a volte 80) mentre ce ne dovrebbe essere uno ogni dieci, una settimana di stazionamento all’OBI mentre la normativa prevedrebbe un massimo di 48 ore. E a pagare non sono solo i pazienti ma anche il personale, costretto spesso a turni estenuanti di 12 ore. Le rimostranze alla direzione si sono dimostrate infruttuose, le assunzioni sono ferme dal governo regionale Marrazzo. È la sentenza finale sul fallimento delle due fondazioni private che controllano il Policlinico (“Policlinico Tor Vergata” e Istituto Mediterraneo di Ematologia”). Unico interlocutore la Regione Lazio. La struttura che dovrebbe aprirsi al territorio al momento è lontana dall’assolvere la funzione per cui è stata creata, quella di Policlinico Universitario.
Manuel Manchi 

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