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Policlinico Casilino, protesta delle agenzie funebri

ProtestaLe agenzie hanno manifestato contro la gestione della camera ardente. Presente il consigliere regionale Barillari. Fabozzi: «Operiamo con trasparenza».

«Vogliamo che le camere mortuarie di Roma, siano libere dalla agenzie funebri che svolgono attività negli ospedali”. Così l’Assifur (Associazione Imprese Funebri Riunite) a margine della manifestazione di protesta, che si è svolta al Policlinico Casilino venerdì 23 ottobre. “C’è Fabozzi – hanno aggiunto – che opera in questa struttura da almeno trent’anni circa. Siamo venuti allo scopo di verificare se posseggono la licenza per lavorare in questa camera mortuaria. Noi riteniamo che questa non possa esistere».

Si sono presentati la mattina, con numerose agenzie, nei locali del nosocomio che ospitano la camera ardente, senza, ovviamente, intralciare il lavoro. «L’iniziativa di oggi – hanno rincarato dall’Associazione – è nata per fare una bonifica in uno degli ospedali in cui colui che lavora presso la camera mortuaria ha sempre detto che sta facendo un sacrificio per la comunità. Siamo venuti per verificare se ci siano tutti i requisiti, se possiede i titoli relativi alla gestione della camera mortuaria». Ma c’è dell’altro. «Le imprese funebri di Roma non sono venute a conoscenza della gara di appalto per la gestione in essere di questa camera, coordinata tra l’altro con denaro pubblico, perché teniamo a ricordare che questo è un ospedale sovvenzionato dalla Regione Lazio. Inoltre, c’è da capire se anche il personale interno possiede tale requisiti, c’è sembrato di vedere il personale col camice bianco dell’Azienda ospedaliera».

Protesta2Presente all’evento il consigliere regionale Davide Barillari (M5S), che ha presentato una proposta di legge (n.165 del 28 aprile 2014) sulla “Trasparenza del settore funerario”, ancora da discutere. “Con questa proposta – si legge nel documento – si vuole innanzitutto fissare nella legislazione regionale delle norme chiare e trasparenti, per un settore, quello funerario, che è allo sbando per la mancanza assoluta regole chiare”. E ancora: “Questa situazione, ingiustificabile, ha garantito troppo tempo speculazioni economiche, fenomeni distorsivi sul mercato, ingerenze della criminalità mafiosa con l’ausilio di rapporti politici”.

Sono entrati nella camera mortuaria del Policlinico e qui hanno trovato l’ufficio di rappresentanza della società Fabozzi, con tanto di personale in camice bianco e il cartellino di riconoscimento. «Non sono domande che dovete rivolgere a me», ha dichiarato quest’ultimo, visibilmente innervosito. «Chiama in direzione – gli hanno fatto eco gli esponenti dell’Assifur – oppure la direzione sanitaria, fai scendere qualcuno, così ci dice se questa camera è pubblica o privata e com’è l’appalto». «Dovete aspettare – gli ha risposto l’agente di Fabozzi -, il direttore sanitario sta arrivando, io non sono autorizzato a dare spiegazioni». Ma dalla direzione sanitaria, che ha voluto solo incontrare l’esponente regionale e una delegazione delle imprese, è arrivata una doccia fredda «la camera mortuaria è privata, se volete potete fare l’accesso agli atti».

Protesta3La Redazione de La Fiera ha contattato il signor Valter Fabozzi, il quale ha inviato una nota di risposta. La stessa che, il giorno della manifestazione, aveva recapitato al consigliere Barillari. «Prima rispondere alle sue interrogazioni sarebbe utile sapere i nomi degli operatori funebri che le hanno descritto la realtà romana, che certo non brilla per trasparenza e correttezza, ma se sono quelli intervenuti alla sua visita al Policlinico Casilino. Non credo che anche l’eventuale presenza nell’ufficio camera mortuaria di un prezzario od un camice siano sufficienti a trarre delle conclusioni o soprattutto conferme, di quello che qualcuno vuole farle credere sia distorsione del mercato. I modi di operare e lavorare non sono tutti uguali, soprattutto in assenza di regole, ma posso assicurarle che stiamo agendo nella piena correttezza e ho motivo di credere che il nostro modo di operare potrà essere preso ad esempio ed anche utile anche alla stesura della legge regionale».

Ma dall’associazione non ci stanno, e giù un nuova sciabolata: «Vorremmo che ci rispondessero a semplici domande. Perché all’interno della camera mortuaria del nosocomio in questione era appeso il prezzario dell’Agenzia? Perché l’agente funebre della portava quel camice con il logo dell’Ospedale? Come mai al nostro arrivo sono state rimosse le urne cinerarie, anch’esse esposte nell’ufficio? E, infine, hanno l’autorizzazione e la licenza per operare nella camera mortuaria, vista la presenza del tariffario delle loro prestazioni esposto all’interno della medesima?».

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