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Policlinico Casilino. Arvas costretta a chiudere dopo 34 anni di volontariato

assemblea-straordinaria-arvas-28-ottobreLa segnalazione anonima di un volontario: “Non sappiamo perché. Un giorno arriva una lettera che ci dice che è tutto finito”.

Il 7 ottobre era il termine ultimo per l’associazione Arvas – Associazione Regionale Volontariato Assistenza Sanitaria – di raccogliere baracca e burattini e lasciare il Policlinico Casilino. Hanno operato in quella struttura ospedaliera da oltre 34 anni, raggiungendo il considerevole numero di 100 volontari.

Arvas nasce nel 1980 a Roma, per poi diffondersi in molte altre strutture in tutto il Lazio. Nel suo complessivo conta quasi 2mila volontari nelle province di Roma, Viterbo e Frosinone. “Ogni giorno ci preoccupiamo di fare compagnia a chi è solo – prosegue il volontario – Perché un paziente è prima di tutto una persona. Ad esempio una sera era arrivato un ragazzo in gravi condizioni per via di un incidente stradale. Lo hanno spogliato per l’intervento e dopo è rimasto nudo. Lo abbiamo vestito noi, nel rispetto della dignità della persona”.

Il 7 ottobre la storia di Arvas e dei suoi 100 volontari all’interno del Policlinico Casilino cessa definitivamente.

Il 28 ottobre si è tenuta un’assemblea straordinaria e plenaria, che ha coinvolto gli oltre 2000 volontari dell’associazione. All’ordine del giorno si è parlato anche della questione relativa al Policlinico Casilino, e il presidente Silvio Roscioli rivendica con orgoglio l’operato dell’Arvas, ricordando come i volontari non abbiano mai percepito nulla: “I volontari anzi, pagavano il parcheggio, non avevano buoni pasto e compravano il camice di tasca loro – spiega il presidente – La particolarità dell’associazione è l’autogestione ed è probabilmente questo fatto ad aver generato la rottura con la proprietà Ciarrapico, il Policlinico Casilino. La raccomandata arrivata a fine agosto è stata imprevista per noi, a firma Ciarrapico: cessava la convenzione tra Arvas e Policlinico Casilino ma non c’era scritta la motivazione. È stato richiesto un incontro e abbiamo capito che ci venivano contestate alcune questioni: eravamo troppi, facevamo poco, i turni che decidevamo noi volevano deciderli quelli del Policlinico. In pratica veniva minata l’autonomia tipica dell’azione di volontariato. A quel punto la rottura è stata definitiva”.

Secondo alcune voci il posto dell’Arvas sarebbe stato preso, presso il pronto soccorso del Policlinico Casilino, dai volontari della Croce Rossa Italiana. “Non so se è vero – specifica il presidente – ma è chiaro che saremmo di fronte a funzioni diverse. I volontari della CRI possono fare piccole medicazioni, flebo: sono molto preparati e quindi utili per il defaticamento del carico di lavoro del personale medico e infermieristico. I volontari Arvas invece non hanno questa preparazione: girano i reparti a portare conforto a chi è solo, a chi piange, a chi non riesce a mangiare in autonomia. Ora quei reparti sono vuoti. 132 volontari per sei reparti. Chi si prenderà cura dei pazienti?”. Flavio Quintilli

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