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Policlinico Casilino: al via il nuovissimo DEA (e la privatizzazione)

policlinico_casilino_Il 13 febbraio è stato inaugurato il Dea di I livello e il Presidente Zingaretti ha assicurato che la privatizzazione dell’ospedale, ora il più grande della Capitale, si concluderà in circa un anno e mezzo. Servizi e utenti sono a rischio?

Ormai era già tutto deciso. Il Policlinico Casilino diventerà privato. A confermarlo è stato lo stesso Presidente della Regione Lazio e Commissario ad acta per la sanità regionale, Nicola Zingaretti, durante l’inaugurazione del nuovo Dea del 13 febbraio scorso. Lo status di struttura a gestione pubblico- privata è stato sacrificato per la creazione del moderno Dea di I livello.

Dopo 14 anni di buona gestione ‘mista’ e convenzionata, il taglio del nastro dei giorni scorsi è stato possibile dopo la firma del decreto commissariale che ha definito il passaggio del Casilino ad una gestione privata e accreditata. La situazione di stallo aveva creato una serie di contenziosi. Per questo la Regione Lazio ha deciso di intervenire per risanare la questione delle strutture dell’ex Pio Istituto, sollevata dai Ministeri dell’Economia e della Salute. Il progetto rientra nella richiesta del Governo alle Regioni sottoposte a Piano di rientro di porre fine alle gestioni miste degli ospedali, come il Casilino, Di Liegro, Villa Betania e la Salus Infirmorum. Per queste ultime due il percorso di privatizzazione era già cominciato con la firma dei protocolli e i relativi decreti.

L’ospedale ‘moderno’ della periferia romana

Entrato ufficialmente in funzione il 16 febbraio, il nuovo Pronto soccorso del Policlinico Casilino, moderno e dalla vocazione addirittura ‘europea’, conta una superfice di oltre 2000 metri quadri. “Apre finalmente – ha affermato il Presidente Zingaretti, durante l’inaugurazione – in una grande periferia di Roma il più grande pronto soccorso della città e uno dei più moderni d’Italia”. I numeri del polo sono molto incoraggianti. In un solo anno si sono contati oltre 60 mila accessi nella struttura che può vantare 236 posti letto ordinari e 16 per i day hospital, di cui 8 di Terapia intensiva, 70 per l’area materna infantile. Con la rimodernizzazione del Policlinico sono state acquistate e installate numerose attrezzature di ultima generazione, per garantire servizi migliori e più efficienti a tutta l’utenza, stimata di circa 700mila abitanti. La nuova gestione, poi, ha realizzato all’esterno del polo ospedaliero una ‘ruota’, destinata ai neonati abbandonati dalle madri dopo il parto. Accanto all’avanguardia estetica della struttura del Casilino bisognerà monitorare il suo corretto funzionamento. Sono tante, infatti, le ombre che si affollano di fronte a questa inaugurazione ‘ad hoc’.

La privatizzazione: dubbi e possibili conseguenze

L’inaugurazione della vasta ala dell’ospedale ne incrementerà in maniera compatta gli accessi: il Casilino potrebbe diventare un polo di riferimento per tutto il territorio Est (e non solo) della Capitale. Accanto alle belle parole e ai numeri dei servizi erogati, la decisione della Regione Lazio conta una serie di aspetti negativi. Nonostante sia stato salutato come una vittoria da Zingaretti – una volta fautore della sanità ‘pubblica’ – il processo di provatizzazione potrebbe compromettere la sanità del Versante romano. Innanzitutto perché diventerà privata, ovvero accessibile ad un numero ristretto d’utenti, coloro che potranno permetterselo. Il costo delle prestazioni sanitarie subirà un aumento sostanziale e la vocazione ‘popolare’, o quanto meno pubblica, della struttura potrebbe avere un tracollo sulla base del numero di accessi annuali. Grazie ad un budget di circa 84 milioni di euro l’anno, la struttura potrà garantire e ricoprire un ruolo di primo piano. Ma fino a quando? Occorrerà circa un anno e mezzo per completare il processo di privatizzazione dell’ospedale Casilino – di proprietà del gruppo Eurosanità, che conta tra le file degli azionisti ancche la famiglia Ciarrapico – che diventerà un ‘privato accreditato’ con un Dea di I livello. Come già spiegato – quando avevamo anticipato la privatizzazione a luglio ndr- la gestione privata implica una serie di limitazioni. Garze, cerotti, siringhe e materiali neccessari saranno contati. Il numero di medici e infermieri potrebbe essere diminuito, come i finanziamenti per i prossimi anni. Nessuna paura per dei possibili licenziamenti, però. L’équipe sanitaria che attualmente lavora nell’ospedale sarà in parte ricollocata nelle altre strutture dell’Asl Roma2 e in parte passerà volontariamente sotto la nuova gestione, con un contratto privato. Ma è innegabile che la qualità dei servizi erogati ai cittadini – che coincide con la squadra dei medici presenti che fanno la differenza – potrebbe avere un crollo sensibile. Melissa Randò

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