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Pigneto: riapre il Nuovo Cinema Aquila, in attesa del bando(?)

Cinema AquilaIl Comune affida la struttura al Municipio: si riparte già da ottobre, con un programma che raccoglie anche i suggerimenti di cittadini e associazioni. Sullo sfondo resta il bando per l’assegnazione della struttura, fermo da mesi al Dipartimento Cultura del Comune.

Il Nuovo Cinema Aquila riaprirà i battenti. Lo hanno annunciato il 15 settembre in un’assemblea pubblica che si è tenuta proprio nella sala principale del cinema, il Presidente del Municipio V Boccuzzi, insieme ai cittadini che si sono attivati perché ciò accadesse, in parte riuniti nel gruppo di lavoro Spazio Comune Cinema  Aquila (SCCA). C’è un primo programma, c’è la volontà di accogliere proposte e idee. Un bel salto in avanti rispetto a come ci si era lasciati nell’Assemblea popolare dello scorso luglio, quando apertura e bando pubblico erano due obiettivi possibili ma ancora lontani. Nel frattempo, c’è stato un incontro  tra Municipio, l’Assessore alla Cultura Bergamo, e due rappresentanti della cittadinanza. Come risultato, la disponibilità del Campidoglio ad affidare le chiavi del Cinema al Municipio, e la conseguente apertura per le prime attività già a ottobre.

Cinema_Aquila_2Un cammino illustrato in un clima piacevole da pacche sulle spalle. Un attimo di attrito si è registrato quando in qualche intervento l’apertura del cinema aveva assunto le sembianze di una diretta progènie delle lotta partigiana. Al che, forse un po’ stizzito, o forse per evitare l’innescarsi di polemiche,  il presidente Boccuzzi ha ripreso il microfono precisando: “Le chiavi del Cinema le ha il Municipio, il programma è aperto ai suggerimenti di tutti, ma chi decide, siamo noi”.

Il primo obiettivo dell’assemblea di luglio dunque è stato raggiunto. Se si pensa al secondo, l’assegnazione della struttura attraverso bando pubblico, i lavori dell’assemblea hanno suggerito alcuni interessanti spunti di riflessione. Per esempio, tra coloro che hanno partecipato e partecipano ai lavori del programma dei prossimi mesi, non tutti sono favorevoli. C’è chi nell’assemblea lo ha detto chiaramente, promuovendo invece la possibilità di sperimentare una gestione orizzontale e ‘dal basso’ della struttura, così come già realizzato in altre città italiane.

Legittimo, ma stride con quanto sembrava pacifico al termine dell’assemblea dello scorso luglio: spingere affinché il cinema riaprisse, e subito, anche grazie al supporto dei cittadini, ma con l’obiettivo di arrivare alla definizione e alla pubblicazione di un avviso pubblico per l’assegnazione della strutturaBoccuzzi ha assicurato che  il bando ci sarà. Probabilmente quando arriverà a compimento e sarà pubblicato, il testo dovrebbe rasentare la perfezione, visto il tempo impiegato per redigerlo. A domanda precisa, lo stesso Presidente del Municipio V lo scorso luglio dichiarava che il: “Il Dipartimento Cultura del Comune lo sta scrivendo”.  A distanza di due mesi, stessa domanda, e praticamente stessa risposta: “Il bando è in scrittura al Dipartimento Cultura ”. Quanto tempo ci vorrà: sette mesi, un anno? “Meno, molto meno”. Vedremo. Per scrivere la Costituzione Italiana, l’Assemblea Costituente impiegò più dodici mesi. Diciamo che per un bando pubblico ci accontentiamo e chiuderemo un occhio sullo stile.

Perché viene un dubbio: il Comune e il Municipio, hanno davvero fretta di scriverlo? La partecipazione e l’aiuto dei cittadini, organizzati o meno in strutture orizzontali e verticali, per il momento tolgono le castagne dal fuoco al M5S.

Nel nuovo bando, infatti, saranno tanti i punti sotto la lente d’ingrandimento. Per esempio: a carico di chi sarà la ristrutturazione (necessaria!) del cinema? Le strade sono due: il Comune lo consegnerà chiavi in mano a chi vincerà il bando (con spese annesse e connesse a carico del Campidoglio),  oppure chi vincerà il bando si accolla tutte le spese, o attraverso un investimento importante, o sfruttando la possibilità di un canone vantaggioso a fronte della realizzazione di opere di compensazione. In ogni caso, il Comune e il Municipio mostrerebbero ancor di più il fianco alle polemiche. Forse per il momento, è meglio riaprire così, al grido di W il cinema, W il Cinema Aquila: in attesa che il Dipartimento trovi una soluzione e superi finalmente questa dannata sindrome da foglio bianco.


Michele Liberati

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