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Pigneto. Quale futuro per il Cinema Avorio?

cinema avorioLa storica sala del Pigneto, in vendita, potrebbe tornare in vita grazie ai residenti.

Chiuso dal 2009, il Cinema Avorio, sito a Roma nel quartiere del Pigneto, è al centro di un tentativo da parte degli abitanti della zona di riportarlo a nuova vita. La questione dei cinema chiusi ha sempre destato interesse nelle zone periferiche di Roma: un tempo sale note, punto di ritrovo degli abitanti di queste aree della città, l’arrivo dei multisala ne ha progressivamente reso difficile la sopravvivenza, fino ad arrivare allo stato di abbandono per molte di queste strutture, in molte circostanze soggette a speculazione o destinate a essere adibite a usi differenti da quello cinematografico e culturale. In alcuni casi l’impegno e la costanza dei residenti hanno portato a fortunati progetti di riqualificazione di alcune sale storiche delle periferie romane, come nel caso del Cinema Aquila, di proprietà del Comune, sequestrato alla malavita e che oggi, dopo una provvisoria chiusura, sta per essere restituito alla cultura e ai cittadini. Altre realtà, invece, sperano di ritrovare presto la luce.

A questo proposito, martedì 8 settembre si è svolta, nel quartiere del Pigneto, un’assemblea di Comitato che, all’ordine del giorno, ha posto proprio la questione dell’Avorio, in disuso da tempo dopo un lungo impiego come cinema a luci rosse (prima ancora come cinema d’essai) e negli anni scorsi soggetto, al pari di altri cinema storici, a tentativi di riqualificazione culturale. Vecchia proprietà, come molte altre piccole sale, della famiglia Longobardi, il Cinema è attualmente in vendita, alla cifra di circa 4 milioni di euro, e il comitato di quartiere ha vagliato la possibilità di acquisto per poter restituire agli abitanti un importante luogo di aggregazione e condivisione culturale. I vincoli sono principalmente due, come spiegato dal portavoce del Comitato di quartiere Marco De Gennaro: “La questione delle gallerie, non utilizzabili in quanto non a norma (che possono essere chiuse o rese sale a tutti gli effetti, in ogni caso dovranno essere soggette a dei lavori), e la delibera comunale sui Nuovi cinema paradiso, che consente il riutilizzo di una struttura cinematografica in disuso destinandone il 30% ad attività differenti da quelle culturali”. Un esempio in tal senso è il vicino Cinema Kino, rinato grazie a un azionariato popolare e ora di nuovo funzionante, con una parte adibita a uso commerciale. Le condizioni di acquisto, a questo punto difficili, potrebbero trovare un punto d’incontro con l’attuale proprietà sulla possibilità di affitto: “Intendiamo fissare un incontro con il proprietario per capire se c’è possibilità di affittare la sala e destinarla a un uso come cinema mirato, o come punto di promozione culturale o di assemblea, magari nei fine settimana”.

Prosegue, quindi, una battaglia storica delle periferie romane, private da troppo tempo di luoghi importanti che hanno in qualche modo segnato le storie di questi quartieri e dei suoi abitanti, e che, dopo un lungo stallo, dovuto anche a mancanze d’intesa o d’interesse da parte delle istituzioni (ancora a oggi il Municipio non ha progetti per la riqualificazione del Cinema Avorio, nonostante si tratti di un’importante punto di riferimento per il quartiere), sognano di ripartire dal basso e tornare a essere fulcro culturale per chi li ha vissuti e per chi vorrà viverli. Damiano Mattana

Permalink link a questo articolo: http://www.fieradellest.it/pigneto-quale-futuro-per-il-cinema-avorio/

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