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Pigneto. Nuovo Cinema Aquila: un nuovo bando e un funerale

nuovo cinema aquilaIl Comune di Roma ha pubblicato un nuovo bando per la gestione dello stabile, nel quartiere Pigneto. In seguito ad affari poco chiari da parte del Presidente della cooperativa “Sol.Co”, Mario Monge, che dirigeva il cinema, il Campidoglio cerca di fare chiarezza e riportare la legalità. 

Un furgone da traslochi e un cartello affisso che lascia pochi dubbi: “Il 9 giugno verrà celebrato il funerale del Cinema Nuova Aquila”. Ma cosa sta succedendo ad uno dei cinema più conosciuti della Capitale? La risposta risiede nel nuovo bando promosso nei mesi scorsi dall’Assessore alla Cultura capitolino, Giovanna Marinelli, e pubblicato il 26 maggio, con scadenza il 22 luglio. A causa di presunte irregolarità riscontrate nella gestione dello spazio culturale, i vertici capitolini hanno deciso per un atto di forza. L’obiettivo è favorire la continuità occupazionale e fare chiarezza sul multisala del quartiere Pigneto, che ricordiamo essere un bene confiscato alla Banda della Magliana. Il bando – sempre destinato alle cooperative sociali, così come quello originario – istituisce una concessione fissata in 6 anni ed è il risultato di un iter condiviso tra il  Campidoglio e il Municipio V.  “Siamo soddisfatti – spiega il Presidente del V Municipio, Gianmarco Palmieri – per gli sforzi comuni fatti in questi giorni da tutti i soggetti coinvolti. La soluzione a cui si è arrivati è importante per il Cinema Aquila così come per il quartiere, oggetto oggi di sempre maggiori investimenti di riqualificazione e importante laboratorio culturale delle arti contemporanee”.

nuovo cinema aquila 2Il caso “Nuova Aquila” scoppia a distanza ravvicinata dello scandalo dell’inchiesta ‘Mondo di Mezzo’, in quanto al consorzio ‘Sol. Co’ – che prima aveva in gestione la sala – è stata revocata la concessione ed è stato richiesto lo sgombero della struttura il 9 giugno. Un’ombra scura cala sulla questione ed è la figura di Mario Monge, presidente del Consorzio Sol.Co (Solidarietà e Cooperazione) e oggi agli arresti domiciliari per l’inchiesta ‘Mafia Capitale’. Sotto il mirino degli inquirenti ci sarebbero i rapporti sospetti con Buzzi, testimoniati da un’intercettazione telefonica. Nel 2004 Monge aveva ottenuto l’affidamento del cinema confiscato dal Comune di Roma in seguito ad un bando pubblico. Ma i guai non finiscono qui. Infatti ciò che viene contestato è il sub-appalto del cinema ad una cooperativa (la N.C.A.) che lavorava nel consorzio stesso. Il nodo è centrale: nella gara d’appalto la pratica attuata risulta illegale in quanto il concessionario non può trasferire ad altri il godimento del bene in uso, né sub concederlo, né cambiare la destinazione per cui è stato concesso. E non serve a nulla giustificare presunte difficoltà economiche. La struttura di via Prenestina è dotata di due sale ed è riconosciuta per il suo carattere di qualità e per la promozione del cinema indipendente e d’autore che ha svolto in questi anni. Contro la chiusura e il provvedimento capitolino – anche se tratta solo di un passaggio ad un’altra cooperativa, che dovrebbe mantenere i lavoratori – è stata avviata una raccolta firme che in poche settimane ha raggiunto oltre 2500 firmatari. Il Nuovo Cinema Aquila ha una doppia importanza: non solo è un luogo di cultura periferico che va preservato e supportato, ma è un bene confiscato alla Mafia e riportarne all’interno la legalità è un dovere delle Istituzioni. Melissa Randò

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