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Pigneto. Già 500 firme per coltivare cannabis e aprire i social club

I lavori di riqualificazione quartiere PignetoLa battaglia del Comitato abitanti riceve la spinta della comunità: alla lotta contro lo spaccio organizzato partecipano anche Palmieri e l’Assessore Pietroletti.

Tantissime le sottoscrizioni per eliminare quello che il sito Pigneto.it definisce “il triangolo della vergogna”, un’organizzazione per il controllo dello spaccio di cannabis e stupefacenti (sembrerebbe ancheviagra) che si articola tra via del Pigneto, via L’Aquila e circonvallazione Casilina. Le firme in poche settimane sono circa 500, ora a condividere la causa del Comitato abitanti del Pigneto è anche l’Amministrazione municipale. Scrive uno dei membri del Comitato sulla pagina ‘Il Pigneto non è spacciato’: “Siamo stati ricevuti dal Presidente del V Palmieri e dall’Assessore all’Ambiente Pietroletti per chiedere un impegno per la legalizzazione delle droghe leggere, rendendo così possibile l’associazione di consumatori in Social Club. Entrambi hanno firmato la nostra petizione e si sono detti favorevoli all’approvazione in Consiglio municipale di una mozione favorevole alle nostre posizioni, da portare auspicabilmente anche in Consiglio comunale”. I cittadini non sono disposti a scendere a compromessi, sono stanchi della malavita: “Abbiamo ribadito che senza l’applicazione di tutti gli interventi richiesti, dalle attività per la riduzione del danno (da consumo droghe leggere, ndr) a quelle che ridiano vivibilità democratica al quartiere, saremo pronti a occupare le strade contro lo spaccio e il degrado”.

Le finalità che si pone il Comitato sono variegate, non incentrate solo alla lotta contro gli extracomunitari che vendono droghe di ogni tipo, fanno apprezzamenti sessisti alle donne o si ubriacano in strada gettando birre a terra. Dice Mauro, uno dei portavoce: “Il nostro è un movimento nato un anno fa ma presente da tempo sul territorio. Non ci sono gerarchie, presidenti o vice. Tutti si muovono per l’interesse del quartiere. I nostri obiettivi principali sono due: la nascita dei cannabis social club e della cooperativa di comunità, un’organizzazione che nasce dal basso e vuole curare i beni comuni; il decoro, la salute e la legalità sono alcuni di questi. Vogliamo anche seguire la realizzazione dell’isola pedonale, che oramai è in fase avanzata. Sembra che una cooperativa di extracomunitari tra Casilino e Piazza Lodi curerà il verde una volta terminata. Rimarremo vigili e presenti”. La raccolta firme intanto continua, verranno organizzate nuove manifestazioni per pubblicizzare la causa. Manuel Manchi

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