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Pigneto. Davvero il quartiere ha virato a destra?

PignetoI risultati delle ultime amministrative hanno registrato il risultato negativo delle sinistre. Gli elettori hanno risposto alle inefficienze delle politiche messe in atto negli ultimi anni.

Un’indagine pubblicata lo scorso marzo e condotta da tre ricercatori socio-economici, Federico Tomassi, Keti Lelo e Salvatore Monni, ha incrociato e analizzato i dati delle elezioni del 2013 con quelli demografici del censimento del 2011, restituendo un’interessante mappatura dell’elettorato romano. Il quadrante est ne è uscito come realtà ricca di contraddizioni, nella quale l’anima storicamente rossa dei suoi abitanti aveva già cominciato a risentire pesantemente del fenomeno della gentrificazione in atto in alcuni quartieri, il Pigneto su tutti.

Ma se tre anni fa il PD e SEL (a quel tempo nella stessa coalizione) erano riusciti a imporsi comunque su M5S e forze di destra, nelle Amministrative che si sono appena concluse il risultato è stato clamoroso, ma forse non del tutto inaspettato.

Può bastare per dire che il Pigneto non sia più una roccaforte rossa? Forse no.

La sinistra, da queste parti, deve prendersela solo con se stessa, perché ha lasciato che si recidesse il  rapporto culturale, prima ancora che di fiducia, con i propri cittadini.

Se una decina di anni fa il Pigneto sembrava aver ripreso coscienza della sua storia, provando a restituire un’interpretazione romana della Monmartre parigina o meglio ancora di Gràcia a Barcellona, negli ultimi anni solo spaccio, degrado e microcriminalità hanno riempito le pagine della cronaca, raccontando lo scivolamento verso il basso di tutto il quartiere. Ora di quel Pigneto ‘pseudo-intellettuale’, è rimasto ben poco.

Dalla sinistra risposte tardive, soluzioni inefficienti e di facciata. Il problema dello spaccio, per esempio, anziché essere combattuto frontalmente o quantomeno contenuto, si è ‘secolarizzato’. Ora che al Pigneto si spacci per strada, senza una politica mirata ed efficace di contrasto, è cosa nota. A farne le spese, in primis, i residenti, seguiti a stretto giro dai commercianti. Ad aggravare la sensazione di insicurezza, ovviamente, anche gli avvenimenti internazionali, con il flusso migratorio e le politiche di accoglienza (inefficienti) dell’Unione Europea.

In quest’empasse generale, gli elettori del Pigneto hanno preferito guardare a chi ha proposto soluzioni drastiche e irrealizzabili, forse non totalmente convinti delle proposte, ma catturati da chi almeno ha messo il problema in cima alla lista delle cose da fare. La sinistra, invece, non è stata capace di fornire soluzioni, neanche con le armi che dovrebbero esserle più congeniali. Per esempio la cultura.

 Michele Liberati

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