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“Piazza della dignità”: i movimenti dell’emergenza abitativa occupano il Campidoglio

13087654_971326049653582_7414323021550698723_nLa manifestazione del 12 maggio si è trasformata in una resa dei conti tra movimenti per la casa e l’Amministrazione capitolina, che ancora una volta è sfuggita al tentativo di dialogo e di revisione della delibera pubblicata da Tronca sulla questione degli sfratti forzati.

Tensione, fumogeni e amarezza. L’esplosione del malcontento dei movimenti per la casa non si quieta e, anzi, ha acquisito maggior vigore. Nata come opportunità per interloquire con l’Amministrazione capitolina in merito alla questione degli sfratti, la protesta del 12 maggio si è trasformata in uno scontro tra manifestanti e Polizia. L’esasperazione dei primi è sfociata nella costruzione di una finta barricata con degli scatoloni nella piazza “della dignità”, contrastata dall’uso di un idrante da parte degli agenti, nel tentativo di sedare i rivoltosi. I manifestanti chiedevano di essere ricevuti dal Commissario straordinario, Francesco Paolo Tronca, per poter affrontare la questione degli sgomberi e della delicata delibera comunale a loro destinata. Non avendo ottenuto una risposta concreta e un incontro, i cittadini hanno deciso di ‘occupare’ simbolicamente piazza del Campidoglio. Gli attivisti hanno poi proseguito lungo via del Teatro Marcello, mandando in tilt la circolazione e concludendo il corteo a due passi dal Circo Massimo.

13062406_971349172984603_2090353842159182636_n“Tre settimane fa – spiega Luciano Iallongo, rappresentante del Blocco Metropolitano – abbiamo ottenuto un incontro con l’Amministrazione, a cui non ha preso parte il Commissario Tronca, ma la Vaccaro, e abbiamo enunciato le problematiche più pressanti. Gli interlocutori si sono dimostrati sordi e incompetenti sull’argomento. Il giorno prima della manifestazione del 12 maggio è arrivata la risposta secca: nessuno dei punti che avevamo tracciato e contestato sarebbe stato accolto per essere discusso. La delibera verrà ereditata anche dalla prossima Giunta, che si insedierà dopo le elezioni di giugno.”

Il provvedimento contestato è frutto del lavoro dell’Amministrazione Tronca, che prevede una scure severa in materia di occupazioni abusive e illegalità. Secondo i movimenti esso non sembra rispettare la delibera regionale, per la quale hanno duramente combattuto alcuni anni fa. Grazie alle lotte precedenti sono stati ricavati 256 milioni di euro che – trattenuti dalle buste paga dei lavoratori – hanno contribuito al mantenimento delle case popolari. “Attualmente – continua Luciano Iallongo – l’articolo 5 presenta delle problematiche legate a coloro che detengono delle residenze fittizie, impossibilitati, per esempio, all’accesso del rinnovo dei documenti. Questa è una situazione che dovrebbe essere risolta il prima possibile, è vergognosa. Le nostre istanze al Comune sull’emergenza abitativa prevedono l’abolizione della moratoria sugli sfratti e lo sblocco della graduatoria per l’ottenimento di un alloggio popolare”.

13151951_1747756882136136_5164152420338793508_nLa situazione è molto intricata. La delibera di Tronca, mascherata come piccolo provvedimento per sanare alcune lacune precedenti, potrebbe avere un effetto boomerang negativo per i cittadini ‘occupanti’, soprattutto nelle zone più periferiche della Capitale. Si è iniziato con i due immobili di via del Policlinico e di via Carlo Felice, ma subito dopo l’approvazione sono salite a 16 le ingiunzioni di sgombero (forzato) pervenute. Secondo una stima sono oltre 10.000 le famiglie romane (quindi più di 30.000 persone) che, vivendo una situazione di profonda povertà e indigenza, non hanno avuto altra possibilità che occupare. Solo nel V municipio se ne contano 500 di famiglie, sparse su tutto il territorio, tra cui Villa Auricella, via Prenestina 944 (nei pressi di via dell’Omo), Tor Tre Teste e Quarticciolo. La battaglia dei movimenti contro il Campidoglio e il Ministero degli Interni sembra essere stata appoggiata anche dall’ormai ex Presidente del V Municipio, Gianmarco Palmieri, e dall’Assessore alle Politiche Sociali, Alessandro Rosi (candidato alla Presidenza del V Municipio, ndr) che hanno pubblicato una serie di comunicati stampa in supporto ai soggetti con manifesta povertà. In modo simbolico sono state occupate le aule consiliare dei municipi il 5 maggio per chiedere l’abolizione dell’articolo 5 della legge Lupi che prevede il diniego della residenza per chi occupa abusivamente.

Gli attivisti non hanno intenzione di fermarsi qui. Infatti, il prossimo obiettivo sarà un’assemblea pubblica nella quale verranno discusse le successive azioni di protesta da mettere in campo per fermare gli sfratti e ridare una dignità e una casa a chi non può permettersela. Melissa Randò e Massimiliano Missori

 

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