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Piano di Zona Tenuta della Mistica, un progetto non condiviso

Via della Tenuta della Mistica, terreno agricoloI cittadini di Tor Tre Teste sono preoccupati: il Piano B68 prevede 80mila mc di nuove cubature con circa 1000 nuovi abitanti. “Bisognerebbe costruire in aree già urbanizzate, questo è un quadrante pieno di verde” commenta l’Assessore Assogna.

Ecco a voi l’ennesimo piano di zona voluto dal Comune di Roma e non condiviso da politica locale e cittadinanza. È il Piano di Zona B68, detto anche “Piano Tor Tre Teste”. Parliamo di un progetto ideato con l’amministrazione Veltroni, adottato con deliberazione del Consiglio Comunale n.2 del 14/01/2010 e approvato l’anno successivo. Parliamo di un disegno di ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) che parte da via di Tor Tre Teste, tocca via della Tenuta della Mistica, attraversa via Tobagi fino ad arrivare in prossimità del Raccordo. Un’area vastissima (7,30 ettari) su cui si riverseranno 954 abitanti per una densità territoriale di 131 abitanti per ettaro. La realizzazione del Piano è a buon punto: i proprietari delle aree già nel 2010 hanno sottoscritto l’Atto di impegno a cedere i propri terreni. In cambio – come da prassi oramai – il Comune non darà denaro ai privati bensì cubature: il B68 prevede una cubatura residenziale di mc. 76.320 e una non residenziale di 3.816 mc. Tutto sembrerebbe in procinto di partire, se non fosse che sono insorti due intoppi. Il primo è di carattere amministrativo. Insiste sull’area un vincolo archeologico, inizialmente solo generico ma poi specificato, della Soprintendenza Speciale dei Beni Archeologici: trattasi del corso d’acqua che attraversa i terreni, e che spingerà il Comune a rivedere il Piano per ricollocare i comparti edificatori in aree non vincolate. Il secondo intoppo è di natura politica nonchè sociale. Non solo i residenti considerano il B68 uno “scempio”, che porta costruzioni a ferro di cavallo in un territorio verde e agricolo, ma anche i politici del V Municipio hanno manifestato scetticismo in più di un’occasione. Ha dichiarato l’Assessore alle Politiche Urbanistiche Assogna: “Già dal mio insediamento rivendicavo il‘no’ al consumo di nuovo suolo. A questa faccenda non è stata data la giusta ribalta, credo sia molto più giusto spostare cubature in quadranti già urbanizzati e pronti a ospitare mille nuovi abitanti”. Le varianti del Comune sono in via di definizione, le critiche resteranno, con l’obiettivo di far spostare parte della cubatura su altri territori. Manuel Manchi

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