«

»

Stampa Articolo

Personalismi, invidie, gelosie: il “pollaio” interno al Movimento 5 Stelle

o-RAGGI-facebookLitigi via social, sospetti, correnti. Senza il “dispotico” ma pragmatico Casaleggio tutti giocano la propria partita.

Le correnti all’interno del movimento (di qualunque movimento) esistono, a volte si tratta di personalismi, più frequentemente di divergenze sulla linea politica e programmatica. Fisiologico. Più che legittimo. Netta smentita, oltretutto, di chi ha sempre visto (con ingenuità o in malafede) nei 5 stelle solo una massa di burattini eterodiretti da Grillo e dalla Casaleggio Associati. Nel momento in cui però le contraddizioni emergono in maniera così esplosiva, ha probabilmente poco senso insistere con la solfa di un gruppo unito sempre e comunque. Non è così, e fino a prova contraria non è neanche detto che si debba esserlo. Almeno fino a quando non si fa il gioco di chi, dall’esterno (Governo Renzi e Partito Democratico in primis) o dall’interno (secondo lo storico Aldo Giannuli sono in azione a Roma “forze non meglio identificate che nulla hanno a che vedere col M5S”), non aspetta altro che veder crollare la forza di opposizione più temuta. Stando agli ultimi sondaggi, pur nella diversità delle rilevazioni, gli istituti concordano nel ritenere il M5S vincitore al ballottaggio delle prossime elezioni politiche. Almeno con l’attuale legge elettorale (che infatti ci si appresta a modificare) e, ovviamente, se si votasse ora. Ma pochi mesi in politica, si sa, possono rappresentare un’era geologica in cui molte cose possono cambiare. Renzi esulta, davanti ai problemi romani. Ed è per questo che il M5S deve correre ai ripari. Il braccio di ferro tra Campidoglio e vertici nazionali del Movimento  sulle contestate nomine della Raggi, per adesso è sospeso. Dopo le dimissioni del mini-direttorio Virginia Raggi è autonoma, e per dirla con Alessandro Di Battista, ricadono interamente su di lei “onori e oneri” dell’azione di governo. Grillo l’ha difesa pubblicamente, frenando l’agguerrito fronte interno contro di lei.

Sembra che la Raggi abbia minacciato di lasciare se Beppe Grillo non l’avesse difesa pubblicamente. Il post sul blog di Grillo è arrivato, poche ore dopo. Che piaccia o no, infatti, in questo momento è la sindaca di Roma il volto mediaticamente più esposto del M5S, colei che più di tutti lo rappresenta. Dalla sua azione dipende buona parte delle possibilità del M5S di conquistare in futuro il governo nazionale. Opzione comunque remota, tenuto conto delle resistenze che l’establishment pone e continuerà a porre con i tutti i mezzi possibili, tra modifiche alla legge elettorale e ammucchiate di governi di “unità nazionale”.

Aldo Giannuli, storico vicinissimo al M5S, in merito alla crisi romana parla di “pollaio, più che di correnti”. Pur rifiutando l’espressione “infiltrati”, ha sostenuto che “sono in azione non meglio precisate forze che col M5S non hanno nulla a che vedere”. Si riferiva forse agli strani dossier circolati in campagna elettorale per affossare alcune candidature a favore di altre, al diffuso clima di diffidenza e da regolamenti di conti che aleggia nel Movimento romano.

Paolo Berdini, elemento di spicco della giunta, intervistato da Radio anch’io, a proposito della crisi capitolina aveva riconosciuto l’esistenza di “problemi giganteschi” e aveva indicato come via d’uscita una “ferrea onestà intellettuale”. Senza giri di parole aveva poi aggiunto che Raffaele Marra dovrebbe fare un passo indietro. Per il momento, però, Marra non si tocca. Paola Taverna e Roberta Lombardi, entrambe in pessimi rapporti con Virginia Raggi, hanno più volte esortato a “tornare ai princìpi del Movimento”. In particolare la Lombardi, considerata acerrima “nemica” della Sindaca e già sostenitrice della candidatura di Marcello De Vito (oggi a capo dell’Assemblea capitolina ), in un duro post su Facebook ha scritto: “Bisogna ammettere gli errori, chiedere scusa, mandar via chi con il M5S non c’entra e mai c’entrerà nulla.” La Lombardi gode della considerazione di diversi consiglieri comunali, da cui è ascoltata e con cui mantiene ottimi rapporti.

La deputata campana Carla Ruocco invece, ha smentito via Twitter di esser stata messa a conoscenza dell’indagine su Muraro. Anche Luigi Di Maio, responsabile degli enti locali controllati dal M5S, vede il suo peso ridimensionato dopo il “non avevo capito la mail”, con cui Paola Taverna lo informava dell’indagine su Paola Muraro. Di Maio, inoltre, è al centro delle polemiche di una parte del movimento per aver assunto come capo del suo staff il lobbista Vincenzo Spadafora, che al telefono con l’uomo della “cricca”degli appalti Angelo Balducci scattava sull’attenti (“Agli ordini presidente!”). Niente di penalmente rilevante, per carità, ma davvero non si poteva scegliere di meglio? Spadafora è passato con disinvoltura da Mastella a Pecoraro Scanio,ha lavorato per l’ex sindaco di Napoli Iervolino, prima di approdare nello staff di quello che con molte probabilità sarà il candidato premier del M5S alle prossime elezioni politiche. Giovane, preparato, ambizioso. Capace di conquistare anche i voti moderati in virtù di un’immagine istituzionale molto più marcata, per esempio, del “movimentista” e più passionale Alessandro Di Battista. La sua autorevolezza interna al movimento al momento esce però ridimensionata.

Nel frattempo, il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti, sospeso quattro mesi fa a seguito di un’indagine su di lui (poi conclusasi con un’archiviazione), approfitta per togliersi un bel po’ di sassolini dalla scarpa, minacciando di presentarsi alla prossima tornata elettorale con una propria lista. Beppe Grillo non aspetta altro che toglierselo di torno. La serata di Nettuno in cui il fondatore ha ripreso in mano la situazione è servita a rinsaldare la squadra e difendere con forza la sindaca Raggi in quanto, vale la pena ribadirlo ancora, da un eventuale fallimento dell’esperienza romana scaturirebbe un distruttivo effetto domino che avrebbe ripercussioni devastanti sul M5S.

Sebastiano Palamara      

 

 

 

Permalink link a questo articolo: http://www.fieradellest.it/personalismi-invidie-gelosie-il-pollaio-interno-al-movimento-5-stelle/

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.