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Pedaggio per le complanari A24, sarà rivolta

Progetto ComplanariLa notizia del pagamento del pedaggio delle complanari della A24 risale al 16 ottobre, giorno dell’incontro tra il CDQ Nuova Ponte di Nona e la Commissione Lavori Pubblici del Comune. Il giorno successivo, viene precisato che a pagare saranno solo le zone periferiche (Ponte di Nona, Lunghezza e Settecamini). I quartieri del versante est romano sono sul piede di guerra.

Definizione di complanare: “Strada che affianca un’altra strada e ne segue l’andamento. Tuttavia il suo compito è diverso da quello della strada principale, un esempio sono le carreggiate che costeggiano le superstrade o le tangenziali, che appunto servono a far defluire il traffico”. Il progetto delle complanari, ha da subito acceso un barlume di speranza negli abitanti di quartieri come Ponte di Nona, Lunghezza, Corcolle e molti altri i quali, ad oggi, sono costretti a pagare il pedaggio dell’Autostrada 24. La speranza era quella, appunto, di aver trovato una soluzione gratuita rispetto ai 1,10€ di casello a Ponte di Nona e 1,50€ a Lunghezza. Per capire meglio il disagio causato da questo pagamento, prendiamo in esempio un pendolare: mettiamo che lavori 5 giorni su 7 e che abbia 3 settimane di ferie l’anno. Il costo totale, solo per il pedaggio, è di 539 € annuali da Ponte Di Nona. Lo stesso pendolare, da Lunghezza, arriverebbe a pagare addirittura 735 € all’anno! La situazione è insostenibile: perché le uscite di Ponte di Nona e di Lunghezza sono a pagamento? Essendo parte del Comune di Roma, dovrebbero essere gratuite. Ma, forse, la periferia dell’est romano non viene neanche considerata tale dalle Istituzioni. Più avanti, avanzeremo delle ipotesi sulla questione.

Venire a sapere, dunque, che anche le complanari saranno a pagamento, è stata un doccia fredda per tutti gli abitanti del versante. Il CDQ Nuova Ponte di Nona ha da subito espresso la volontà di riunire tutti i comitati dei quartieri limitrofi per organizzare una protesta collettiva.

La storia

Nel 2001 è stata organizzata una gara d’appalto per la costruzione di una terza corsia sul tratto urbano della A24: a vincere il bando è stata Strada Dei Parchi S.p.A. Nel 2004, periodo in cui Walter Veltroni era Sindaco di Roma, è arrivata dal Comune la richiesta di modificare il progetto: si chiedeva la costruzione delle complanari al posto della terza corsia. Ovviamente, questo cambiamento ha avuto dei costi: 25 milioni di euro in più rispetto al budget iniziale previsto da contratto. Questa modifica ha indotto tutti a pensare che si trattasse di una mossa con un doppio fine: far defluire il traffico ed offrire un’alternativa al pagamento del pedaggio. Tale ipotesi è stata alimentata dai media, i quali riportavano la notizia parlando di “sistema della mobilità senza pedaggio” (fonte: La Repubblica, 2004) e di “liberare gli stessi pendolari dall’onere finora obbligatorio del pedaggio autostradale” (fonte: La Repubblica, 2007). Il tutto viene confermato da una mail inviata all’ANAS dall’attuale Presidente del CDQ Nuova Ponte di Nona, Bruno Foresti, in cui si legge “le comunichiamo che il transito delle complanari sarà gratuito” (anno 2011). A sostenere questa tesi sono, ovviamente, i finanziamenti pubblici versati per la costruzione delle complanari. Nell’importo complessivo di circa 256 milioni di euro (fonte. Sito ufficiale Strada Dei Parchi S.p.A.) sono stati versati 40 milioni di euro dalla Regione Lazio, 10 milioni dalla Provincia di Roma e 35 milioni dal Comune di Roma, per un totale di 85 milioni di euro di denaro pubblico. Solo a settembre 2013, in un’intervista pubblicata sul sito www.collianiene.org, l’ Ing. Rocchi di Strada Dei Parchi S.p.A. afferma che non sarà la sua società a “sciogliere il nodo dell’eventuale applicazione di un pedaggio sulle complanari”. Come ci ha spiegato, infatti, durante la Commissione Lavori Pubblici del VI Municipio, presieduta da Mariano Angelucci, saranno le Istituzioni pubbliche a stabilire se dovrà esserci un pagamento o meno. E, in questo caso, sembrerebbe proprio che abbiano optato per la seconda opzione. Nella stessa Commissione, quindi, si viene a sapere che quei famosi 25 milioni in più spesi per la costruzione delle complanari, non sono ancora stati saldati alla società. Quando il Comitato di Nuova Ponte di Nona partecipò alla Commissione Lavori Pubblici al Comune, Igino Lai, Direttore Generale di Strada Dei Parchi S.p.A. parlò di pedaggio per tutte le uscite dell’A24. Il giorno successivo, però, arrivò la smentita: “la convenzione con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti non prevede alcune introduzione di nuovi pedaggi per percorsi che abbiano origine e destinazione sul tratto compreso tra il GRA e la Tangenziale Est, mentre resta confermato l’attuale regime che prevede il pagamento di un pedaggio per i transiti che hanno origine o destinazione all’esterno del GRA (svincoli di Settecamini, Ponte di Nona e Lunghezza)”. A questo punto, a trarre vantaggi dalle complanari saranno solo gli abitanti delle zone più centrali: quelli della periferia, ovviamente, continueranno a pagare. Da quel che si evince, dunque, la colpa di questa scelta ricade sulle Istituzioni…

La risposta della politica

Non sono tardate ad arrivare le dichiarazioni di alcuni consiglieri comunali e municipali. Tra i primi Dario Nanni, Presidente della Commissione Lavori Pubblici, il quale ha presentato una mozione, successivamente approvata, nel Consiglio Comunale del 29 ottobre. In questo documento si chiede al Sindaco Marino l’impegno di non far pagare il pedaggio per le complanari. Ma non è tutto: si richiede l’abolizione del pagamento dei caselli di Ponte di Nona e di Lunghezza per quanto riguarda l’A24. Tale mozione è stata votata favorevolmente da tutto il Consiglio, ad eccezione del PDL che ha preferito astenersi. Il motivo non è dato sapersi, ma di certo non sarà ben accolto dai cittadini del versante est romano. Un’altra critica al pedaggio proviene da Gianni Alemanno, attualmente Consigliere Comunale, il quale ha da poco aderito a “Officina Italia”, progetto promosso da Fratelli D’Italia. Questa sua presa di posizione, però, sembrerebbe poco “credibile”: come è possibile che l’ex Sindaco di Roma non sia stato, nei suoi cinque anni di mandato, al corrente di questa decisione? Dove pensava di trovare i 25 milioni di euro in più? Lo stesso vale per l’ex Sindaco di Roma, Walter Veltroni, ideatore del cambio di progetto iniziale. Ricordiamo, infatti, che la responsabilità è prettamente politica: Ministero, Regione, Comune. Sono questi enti a decidere se far pagare o meno il pedaggio. Negli ultimi dieci anni, centrodestra e centrosinistra si sono alternati sia al governo nazionale che a quello locale. Gli unici che possono ritenersi completamente estranei alla situazione, sono i portavoce del Movimento 5 Stelle. In un nostro incontro con Fabio Tranchina, consigliere municipale, abbiamo appreso il motivo per cui, insieme alla consigliera Mammì, ha deciso di astenersi sul voto della mozione presentata in Municipio. “Abbiamo cercato di stimolare una risposta forte, che andasse ad analizzare i vari passaggi nel tempo. Abbiamo fatto domanda di accesso agli atti, da questi documenti dovrebbe scaturire la volontà o meno di far pagare il pedaggio a livello politico”, ci spiega Tranchina. Il documento proposto dalla Commissione Lavori Pubblici del Municipio, inoltre, presenta una grave carenza: “Hanno presentato una mozione senza aver prima avuto accesso agli atti”. Per non parlare dei 25 milioni spesi in più: secondo il M5S, questi potevano essere spesi a vantaggio del trasporto pubblico, soprattutto ferroviario: sarebbe stato un metodo molto più economico ed ecosostenibile per sviluppare il collegamento tra la zona periferica a quella centrale.

I comitati sul piede di guerra

Recuperare 25 milioni di euro attraverso il pagamento del pedaggio, oltre ad essere una mossa ingiusta nei confronti degli abitanti dei quartieri periferici, sarebbe l’ennesima dimostrazione dell’inadeguatezza delle Istituzioni. Allo stesso tempo, però, siamo consapevoli del fatto che il pedaggio nelle uscite di Ponte di Nona e Lunghezza è una ricca fonte di guadagno: il VI Municipio è la zona più popolosa di tutta la capitale senza contare, ovviamente, il traffico legato al Centro Commerciale Roma Est. Questa, a nostro parere, potrebbe essere una buona motivazione.

Nel frattempo i Comitati si preparano alla lotta: “Sarà lotta dura. E non saremo i soli a farla. È’ una promessa”, scrive il CDQ Nuova Ponte di Nona.

Lucrezia La Gatta

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