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PdZ Castelverde B4, dove le strade sono rimaste sentieri e le ambulanze (a volte) non possono arrivare

20170525_112621Discariche a cielo aperto, strade in terra battuta, marciapiedi non terminati, illuminazione mancante, tombini aperti nascosti dalle sterpaglie. E in alcuni stabili mancano anche le utenze primarie.

Con il recente voto dell’Aula capitolina (delibera 39/2017), che il 21 giugno scorso ha revocato le concessioni sull’area, i promissari acquirenti del comparto Castelverde B4 hanno vinto un’importante battaglia politica e giudiziaria, dopo due anni travagliati che, tra rinvii e sospensioni, hanno visto succedersi accessi degli ufficiali giudiziari, sgomberi e vendite all’asta.

Ma quali sono le odierne condizioni urbanistiche del comparto, nato come progetto di edilizia economica e popolare  ed insieme attenuare il degrado della periferia apportandovi servizi mancanti?

In un’area interessata di complessivi 54 ettari, i progetti relativi al PdZ Castelverde B4 destinavano 24mila mq a “Servizi scolastici” mai realizzati, 23mila mq per non meglio identificati “Servizi sociali”, 118mila mq di “Verde attrezzato”, 5mila mq di “Piazze pedonali”. Per non parlare del “Verde di arredo stradale”. Non è stato realizzato nulla di tutto questo.

20170525_112534Federico Verdicchio, presidente del Cdq Colle degli Abeti, spiega scoraggiato:“Sono state realizzate solo una parte delle fognature, manca il telefono, per alcuni stabili manca il gas e i servizi principali di utenza, come la luce; l’acqua è stata portata dove fino a poco tempo fa non c’era, e solo dopo lunghe battaglie. Resta ancora da fare tutta la viabilità, in quanto su quasi tutte le strade “terminate” è rimasto solo l’asfalto grezzo, mentre le altre sono ancora sterrate. In alcuni tratti stanno facendo un accenno di strada ora, stanno mettendo i cordoli adesso, dopo anni che le persone ci abitano”. I diversi water che oggi giacciono abbandonati, insieme a rifiuti di ogni genere, lungo via Madre Teresa Napoli – “un sentiero, più che una strada”,dicono alcuni residenti – danno in compenso un’idea suggestiva, anche se forse poco edificante, di cosa si intendeva con “servizi mancanti” nelle periferie. In questa via, come nell’adiacente via delle Cerquete, si sono formate diverse mini-discariche abusive, in costante crescita per numero e dimensioni.Qualcosa però sembra si stia muovendo, seppur lentamente: lo scorso 21 luglio, dopo decine di segnalazioni e denunce da parte di cittadini e comitati, articoli di giornale e sopralluoghi della Commissione Garanzia Controllo Trasparenza Capitolina, la polizia giudiziaria ha sottoposto a sequestro penale l’area della rotatoria di via Delle Cerquete, divenuta ormai un enorme ricettacolo di spazzatura a cielo aperto. I residenti ora si augurano che il passaggio successivo sia la bonifica di tutta l’area.

b4-castelverdeLa relazione tecnica dell’Ufficio Pianificazione Attuativa del IX Dipartimento del Comune di Roma, votata dal Consiglio Comunale nel 2005 (delibera n.164), specificava che “La progettazione edilizia del comparto dovrà presentare caratteri di qualità”, e che “il disegno urbano di insieme, concentra un intervento qualificante la realtà urbana periferica, che vuole determinare un segno architettonico e diventi luogo di aggregazione e identità”.

Una gigantesca ‘supercazzola’ resa grottesca dalla cruda constatazione delle disastrose condizioni di questo famigerato Piano di Zona. I box auto degli stabili non sono mai stati completati (del resto neanche le strade) l’illuminazione è a dir poco carente e funziona, per così dire, a giorni alterni; il quartiere non è praticamente servito da mezzi pubblici, ad eccezione del capolinea di un autobus (lo 051), raggiungibile attraverso sterpaglie e marciapiedi mancanti.

Come ci ha raccontato Giusy Rotunno, che abita in via Madre Teresa Napoli, i disagi e i problemi che possono venirsi a creare in una zona così concepita, non sono certo legati solamente a un degrado, diciamo così, “estetico”: “Una domenica mattina, qualche tempo fa,  affacciandomi dalla finestra ho notato un’ambulanza ferma in cerca di qualcosa/qualcuno… . Poche ore più tardi sono venuta a sapere che cercava proprio il nostro numero civico, non raggiungibile via auto, dal momento che il passo carrabile promesso non è mai stato realizzato. La nostra è una strada sterrata sconosciuta alla toponomastica”.

Benvenuti a Castelverde B4. Sebastiano Palamara

 

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