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Il Pd che uccide il Pd

Mafia-Capitale

Chi ha ‘ammazzato’ il Sindaco Marino? Fuoco amico dietro la caduta del Primo Cittadino.

E’ la solita storia. Il Pd che uccide il Pd. Il Pd schiavo delle correnti, della sete di potere. Il Pd che non riesce a risolvere nelle segrete stanze i suoi drammi e che utilizza la macchina mediatica per ‘fare fuori la vittima di turno’.

Marino meritava di andare a casa, non perché ha speso soldi pubblici per le sue cene e i suoi viaggi, ma perché ha mentito. Ha mentito quando aveva detto di non aver mai conosciuto Salvatore Buzzi, per poi essere smentito da una foto. Ha mentito quando aveva detto che “ai romani il suo viaggio in America non sarebbe costato un euro”, per poi essere smentito dagli atti depositati in Ragioneria che riportano una spesa di circa 22mila Euro.

Ha utilizzato la carta di credito dell’Amministrazione per cene private, dichiarando invece di aver organizzato quelle cene “per fini istituzionali”. Ha mentito sugli ospiti presenti, “erano con me i rappresentanti della Comunità di Sant’Egidio”, che smentiscono qualsiasi cena insieme al Sindaco.

Per poi cadere nei ridicolo diramando un video in cui comunicava che avrebbe restituito di tasca propria tutti i soldi spesi con la carta di credito ai romani. Sì, Marino ha mentito e nei paesi normali un rappresentante che mente al suo popolo va a casa. Sarà poi la Magistratura a stabilire le responsabilità, se davvero è stato commesso il reato di peculato o altro.

Il Sindaco, da un punto di vista prettamente politico, ha dimostrato in questi due anni di non essere in grado di amministrare Roma. Troppo preso nella sua battaglia contro l’illegalità e la corruzione. Contro i poteri forti. Giusta, non c’è che dire,  ma intanto la città veniva abbandonata. Un Sindaco che non ha mai capito l’importanza che svolgono i quartieri periferici all’interno di Roma. Non si è mai confrontato con la gente, a viso aperto, per le strade. Tanto per citarne una, non dimentichiamo gli insulti contro una signora nel quartiere San Lorenzo che criticava lo stato della città. Il Sindaco, preso da se stesso, non ascolta ma offende: “Se ne vada. E provi a connettere i due neuroni che ha e a farli funzionare”.

Un Sindaco che, sempre in segreto, si recava in visita in quei quartieri difficili, dove la gente è giustamente arrabbiata. Marino ha perso il contatto con il cuore pulsante di Roma e la distanza si è sempre più allungata tra i cittadini, costretti a vivere tra numerosi disagi come traffico, strade dissestate, immondizia, criminalità, e l’Amministrazione.

I suoi sostenitori, quelli che dicono che dopo di lui torneranno i “poteri forti”, lo giustificano, lo difendono perché “non ci sono alternative valide e saranno i soliti noti a riprendere il potere”. Quindi dovremmo tenerci Marino, perché Roma non ha alternativa, uno che ha dimostrato di non essere in grado di amministrare questa città, uno che offende i cittadini, che dichiara il falso, che mente. Uno che oggi, nel giorno della disfatta, minaccia di fare i nomi dei corrotti e dei corruttori, ma se Marino fosse stato davvero ‘il paladino della giustizia’ avrebbe fatto quei nomi prima no?

Marino doveva andare a casa. Ma prima di lui sarebbero dovuti andare a casa molti rappresentanti di questo partito, il Pd. Sono loro ad aver dato linfa vitale a questo baraccone mediatico. Loro hanno goduto nel costruire il personaggio del “Marziano”. Loro hanno lasciato il sindaco solo, in balia di se stesso. E non ci sarebbe da stupirsi se fossero stati loro ad aver imboccato gli altri partiti affinchè lo scandalo degli scontrini venisse fuori.

Un partito, e in questo il VI Municipio è un esempio, in cui i militanti  sono stati abbandonati in balia di quelle logiche che oggi i benpensanti del Pd dicono di voler combattere. Il premier Renzi, dall’alto della sua poltrona da leader, è stato spettatore passivo di una Roma che stava andando allo sbando. Perché per il Pd si può sacrificare lo stato di una città, anche se questa è la Capitale, se serve per “ammazzare” uno che è diventato di troppo. E Orfini, nominato commissario di Roma per il Pd, ha abbandonato i territori in cui gli iscritti denunciavano il malaffare, limitandosi a lanciare comunicati mediatici che non hanno avuta alcuna conseguenza. Federica Graziani

Con le dimissioni di Marino tutti resteranno impuniti: si crea un fenomeno mediatico forte in modo che si copra tutto il resto. Il Pd che uccide se stesso. Il Pd che sbrana e getta in pasto ai giornali i suoi. Il Pd del “potere per il potere”. Che ha sventrato l’anima buona di questa città. Federica Graziani

 

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