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Parco di Centocelle. Villa della Piscina, una realtà (ancora) “inaccessibile”

Villa della Piscina particolareProseguono gli scavi all’ interno del distretto dell’Eco Museo di “Ad Duas Lauros”, tra rallentamenti e spese da sostenere.

La bellezza di carattere storico-culturale offerto dal comprensorio archeologico all’interno del Parco di Centocelle tarda ancora ad essere una realtà accessibile al pubblico: a differenza degli altri numerosi reperti di origine romana a cielo aperto che già caratterizzano il toponimo noto come “Ad Duas Lauros”, il patrimonio di inestimabile valore rinvenuto dagli scavi condotti sin dagli anni 90 dalla Sovrintendenza Comunale ai Beni Culturali subisce ancora dei rallentamenti, almeno per quello che riguarda le tre strutture di maggior prestigio: la Villa delle Terme, la Villa Ad Duas Lauros e la Villa della Piscina.

Proprio la Villa della Piscina sembra essere oggetto degli interventi più immediati che il progetto di musealizzazione della Sovrintendenza ha intenzione di portare avanti: si tratterebbe di un edificio di dimensioni grandiose (un’estensione di circa 1000 mq), caratterizzato (secondo la ricostruzione della sua planimetria) da una serie di ambienti riconducibili a differenti fasi edilizie (fino al VII -VI secolo a.C.) e articolati in nuclei con diverse destinazioni d’uso (ambienti di rappresentanza, residenziali, termali, di servizio). Ma ad oggi l’ostacolo maggiore è rappresentato dalla difficoltà di reperimento dei fondi necessari per portare a termine gli scavi e fare della Villa della Piscina una realtà accessibile e visitabile all’interno dell’Eco Museo Urbano di Ad Duas Lauros: 2.600 euro è infatti la spesa di bilancio prevista dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali in collaborazione con il Municipio V di Roma.

“In realtà la il progetto è in fase di ultimazione e prossimamente andrà in gara – rassicura Giulia Pietroletti, Assessore alle Politiche Ambientali, Decoro Urbano, Igiene, Innovazione della P.A., Politiche di Integrazione di Etnie del Municipio V – Non è sicuramente una fase di lavoro semplice: si tratta pur sempre dell’opera di maggior pregio archeologico condotta finora”. I tempi stimati per portare a termine gli scavi sono di un anno circa, permettendo di rendere la villa fruibile al pubblico intorno al 2017; nel frattempo sotto la gestione della Dott.ssa Patrizia Gioia (archeologa e docente presso l’Università “La Sapienza” di Roma) molti reperti storici sono già stati recuperati nel corso degli ultimi anni e per loro è stato allestito all’interno del Liceo Immanuel Kant un deposito per la loro conservazione, vicino agli uffici della stessa Sovrintendenza, in prospettiva di una loro ricostruzione virtuale e successiva esposizione. Jacopo Ventura

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