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Parco di Centocelle. In marcia verso un coordinamento cittadino

Parco CentocelleLavori fermi e degrado che avanza. Il 23 marzo una riunione tra Municipio e cittadini per la salvaguardia e la gestione dell’ampia area verde. Ma qualche dubbio resta.

Lavori di riqualificazione fermi da mesi, una vastissima distesa di verde pubblico abbandonata a se stessa e un degrado galoppante: un cocktail certamente poco invitante ha introdotto una riunione municipale congiunta con varie associazioni cittadine e comitati di quartiere, indetta dall’Assessore all’ Ambiente del Municipio V Giulia Pietroletti. Al centro della discussione il grande patrimonio storico-naturalistico del Parco di Centocelle, immensa area verde che va a toccare, mediante i suoi confini compresi tra viale Palmiro Togliatti, via Casilina, via Papiria e via di Centocelle, ben tre quartieri della periferia romana: Torpignattara, Torre Spaccata e, appunto, Centocelle.

C’erano dei lavori in corso, per una riqualificazione a lungo attesa e che avrebbe dovuto prevedere interventi in serie per i tre stralci del quadrante del Parco, con l’intenzione di offrire ai cittadini un’importante oasi di verde unita ai diversi siti archeologici sparsi lungo il perimetro, come l’area della Villa della piscina.

Niente di tutto questo. I lavori si sono fermati a ottobre, a seguito del fallimento della ditta incaricata della riqualificazione (la terza), lasciando aperti sostanzialmente due spiragli: un’assegnazione dell’appalto alla successiva ditta in graduatoria o, altrimenti, una ripartenza da zero, ipotesi certamente dalla tempistica maggiore ma che, probabilmente, consentirebbe di rivisitare alcuni punti sorvolati o del tutto trascurati dalla precedente progettazione, risalente ai primi anni duemila. Sostanzialmente questi i punti di prospettiva, accompagnati dall’evidenziazione di alcune problematiche annose e da alcune proposte per una successiva gestione delle aree del Parco, tentando di tracciare una linea coordinata di offerte e soluzioni per un corretto sfruttamento delle possibilità offerte dall’ampia area. Alcune modifiche erano state già proposte, in fase di costruzione, dall’assessorato all’ambiente del V Municipio, ma non hanno tuttavia avuto seguito, né reale vaglio da parte della ditta incaricata: tra queste rientravano attrezzature ludiche per bambini e un percorso vita per ginnasti.

Progetto ParcoIl percorso di riqualificazione, a ogni modo, passa per alcuni ostacoli che vanno necessariamente superati: la questione raggiungibilità su tutti, probabilmente uno dei maggiori problemi legati all’utilizzo del Parco da parte dei cittadini, in quanto l’unico vero accesso è l’ingresso di viale della Primavera, praticabile esclusivamente da un attraversamento pedonale che taglia l’intera via Casilina. Tra i progetti proposti per la sua risoluzione, un ponte pedonale di collegamento tra il Parco e il quartiere di Centocelle: “Esiste un atto del genio civile a costo zero – ha spiegato Eleonora Guadagno, portavoce M5S –. Andrebbe portato avanti dandone un indirizzo prima della chiusura del consiglio municipale, in modo che la futura amministrazione possa prendere atto a sua volta”.

Altro punto critico, da ormai lungo tempo, la dislocazione dei rottamatori presenti sul lato Togliatti, verso i quali è stata a più ripresa avanzata richiesta di dirottamento, tanto per impatto ambientale quanto per questioni legali. Andando avanti, di proroga in proroga, sono state nel frattempo individuate 7 aree papabili al trasferimento degli impianti di demolizione, per i quali, nonostante siano da annoverare tra le attività di utilità pubblica, come ricordato dai rappresentanti, non è mai stato costituito un fondo né approntato un reale piano di trasferimento, nonostante una disponibilità degli interessati da tempo presente.

A far sentire la propria voce, anche le varie associazioni e comitati che guardano al Parco di Centocelle come un’occasione per restituire alla periferia di Roma un’importante area di condivisione sociale. Qualche proposta è stata avanzata, cercando di inserire nel verde contesto del Parco opportunità di dar spazio ad attività sociali e culturali. Tra le più originali, l’idea di un’associazione sportiva di dar vita a uno spazio per il gioco del cricket, già praticato da giovani ragazzi bengalesi.

Ovviamente, qualsiasi proposta di utilizzo passa da una necessaria opera di riassesto strutturale: non c’è dubbio che, allo stato attuale, l’interruzione dei lavori ha significato un progressivo ripristino del degrado che ci si era proposti di eliminare, lasciando in sospeso le questioni che già erano sospese, e riacutizzando aspetti che erano stati man mano sopiti, come l’occupazione abusiva del territorio del parco da parte di gruppi nomadi, di fatto rendendo vano il progetto iniziale, che prevedeva una perfetta sintesi tra aspetto naturalistico, sociale e archeologico. Al momento, in effetti, nessuno di questi aspetti può considerarsi focalizzato in funzione del benessere del territorio. Una sorta di promessa di base, però, c’è: creare d’ora in avanti un percorso d’azione coordinato tra le varie competenze e associazioni interessate, al fine di rendere coerente e sensata ogni richiesta di utilizzo del territorio del Parco. La cosa più importante, oggi come oggi, è che i lavori riprendano al più presto, e non c’è dubbio che lo sbroglio di importanti circostanze di confine sia probabilmente l’estremo del medesimo asse. Damiano Mattana

 

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