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Parco di Centocelle, chiuso il varco auto da via Casilina

Parco_di_Centocelle_-RomaImperscrutabili motivi di sicurezza hanno determinato la chiusura del passo carrabile in Via Casilina: nessuna comunicazione preventiva della Polizia Municipale al V Municipio.


“La chiusura del varco è stata un’iniziativa dei vigili, è già da qualche anno che quel varco è stato classificato come ‘pericoloso’, hanno deciso di chiuderlo proprio ora, ma non ho intenzione di fare polemiche. Ho chiesto se per caso anche i due passi carrabili precedenti, quello del deposito camper e quello d’accesso al parco giochi, fossero pericolosi: la risposta ufficiosa che ho ottenuto finora, è che i precedenti due passi carrabili non sono di competenza della Municipale territoriale, ma del gruppo Prenestino. Ora sto attendendo la risposta per iscritto, inoltre vedremo di appurare questa pericolosità”. Il neopresidente del V Municipio Giovanni Boccuzzi (M5S) commenta l’insensata decisione della Polizia Municipale di chiudere l’accesso auto di Via Casilina al Parco Archeologico di Centocelle, contestata dal comitato Pac Bene Comune (Comitato per la fruizione e la salvaguardia del Parco Archeologico di Centocelle), che da anni chiede, tra le altre cose, di riportare alla luce le diverse ville d’epoca romana presenti nell’area. Il comitato qualche giorno fa ha affisso uno striscione sulla cancellata di Via Casilina, chiedendo la riapertura del varco e denunciando l’interruzione dei lavori di bonifica .“Bisogna però considerare – prosegue Boccuzzi – che l’area dove parcheggiavano le macchine è un’area verde, perciò dovremo chiedere all’Ufficio giardini e al Dipartimento Ambiente la possibilità di utilizzarlo come parcheggio. Comunque, credo che il passo carrabile in questione debba leggermente indietreggiare e ‘allargarsi’, in modo che le macchine che entrano nell’area non diano impedimento e non siano pericolose per quelle che arrivano dietro, dalla Casilina. Ragioneremo se fare una corsia di decelerazione o meno, voglio parlare con l ufficio del Dipartimento Ambiente per riuscire a ripristinare questo passo carrabile. Avremo bisogno di un po’ di tempo. Poi c’è il progetto sul Parco Archeologico, vorremmo rendere visibile (ora è interrata, ndr) la villa della piscina nel più breve tempo possibile. Ce la metteremo tutta“.
12065701_978688812191405_4312998937114034758_nIn epoca romana, l’area del Parco Archeologico di Centocelle è stata assiduamente frequentata e occupata, come attestano i numerosi ritrovamenti effettuati,perlopiù databili tra il VI sec. a.C. e il VI-VII d.C. Il più celebreè quello della villa, identificata negli anni Venti con il nucleo centrale del possedimento ad duas lauros (“presso i due allori”), di proprietà dell’imperatrice Elena,madre di Costantino e sepolta nel mausoleo di Tor Pignattara. La villa fu scoperta negli Anni Venti nell’ambito dei lavori per la costruzione dell’aeroporto di Centocelle. E’ qui che,il 15 aprile del 1909, Wilbur Wright, il maggiore dei leggendari fratelli Wright, storici pionieri dell’aviazione di inizio ‘900,decollò con il suo Flyer, raggiungendo un’altezza di circa 40 metri. E’ qui che sorse il primo scalo italiano e la prima scuola militare di volo, pesantemente bombardata durante la seconda guerra mondiale.
L’aeroporto è stato poi progressivamente abbandonato, rimanendo in uso fino agli anni ’70. L’area è oggi occupata per un quarto da strutture militari, tra cui il Comando Operativo di vertice Interforze (COI); parte dei restanti tre quarti dell’area sono stati interessati negli anni da insediamenti di vario tipo, come gli sfasci di Via Palmiro Togliatti (con cui l’area confina), campi rom e discariche improvvisate. Altri insediamenti sono stati recentemente abbandonati, come, ad esempio, le cosiddette fungaie, che fino a venti anni fa occupavano un sistema di gallerie sotterranee, scavate nel tufo durante la costruzione della linea ferroviaria Roma – Pantano, altra storica “eterna incompiuta” nello sconfortante scenario del trasporto pubblico romano.
La speranza è che ci si sforzi, a tutti i livelli, di rendere questo luogo (peraltro importante polmone verde in un’area strozzata dal cemento) comodamente accessibile a tutti, curandolo e valorizzandone gli importanti trascorsi storici e lo spessore archeologico.
Dopo lo sgombero dello studentato occupato Point Break, effettuato il 21 Luglio dalla Questura di Roma senza informare il Municipio, come invece prevedrebbe la prassi istituzionale, secondo alcuni sembrerebbe quasi manifestarsi una sorta di “scortesia” istituzionale da parte della Questura di Roma prima, e della Polizia Municipale ora, nei confronti dei vincitori a 5 stelle delle recenti elezioni amministrative.

Sebastiano Palamara

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