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Parco di Centocelle. Al via la seconda parte del progetto

parco centocelle 2015 parco centocelle02Il disegno capitolino prevede la realizzazione di una grande area archeologica di 120 ettari: presenti reperti, percorsi storici e tre ville, di cui una prossima alla restaurazione. Da risolvere il problema degli sfasciacarrozze, che il Comune dovrà delocalizzare per il proseguimento del piano. I cittadini avvertono: “Non vogliamo che l’area rimanga abbandonata, troppe le attività illecite”.
Il sogno dei residenti dei quadranti Centocelle e Quadraro continua, lentamente, a prendere forma. Il secondo stralcio del progetto di attuazione del parco archeologico di Centocelle, stilato nel 2011 dal Comune di Roma, è ufficialmente al via. Parliamo di 14 ettari di terreno pubblico attiguo a via di Centocelle su cui sorgeranno panchine, zone pedonali, area giochi e soprattutto vi sarà la riqualificazione di tre antiche ville romane precedentemente dissotterrate.
Il secondo stralcio.
Ad annunciarlo è l’Assessore all’Ambiente del V Municipio, Giulia Pietroletti: “Il parco contiene numerosi ritrovamenti archeologici ed è in carico al Dipartimento Tutela Ambiente di Roma Capitale. Stanno per partire i cantieri per la realizzazione della seconda fase del progetto, ideata nel 2011 durante l’Amministrazione Alemanno. Per un ammontare di 3milioni e 300mila euro verranno realizzate opere per la cittadinanza, garantendo due entrate dal lato di via di Centocelle. Uno dei grandi problemi era proprio l’ingresso al parco: l’unica possibilità di accesso pedonale si ottiene da viale della Primavera, dove è stato realizzato un percorso ad hoc. Ora su via di Centocelle verranno creati due nuovi ingressi. Ma non è tutto. Abbiamo ottenuto per una delle tre ville presenti, Villa della Piscina (le altre sono Villa ad DuasLauros e Villa Rustica) un budget di 2 milioni e 300mila euro grazie all’impegno della Sovrintendenza. La doneremo ai cittadini che potranno visitarla sul modello di Villa dei Quintili. Abbiamo condotto questo lavoro a contatto con enti territoriali, social e personalità politiche: posso citare Cinecittà Bene Comune, ma anche la pagina Facebook “Parco di Centocelle Libero” e il Consigliere Municipale Salvatore Salmeri, molto attento alle sorti del parco”.
Il problema sfasciacarrozze.
Permangono alcuni ostacoli per la totale realizzazione del piano. Il primoè la presenza dei cosiddetti “sfasci”, copiosa su via di Centocelle ma soprattutto su via Palmiro Togliatti a ridosso dell’ex campo nomadi Casilino900, area su cui dovrà articolarsi la terza parte del progetto. Prosegue l’Assessore Pietroletti: “Si trovano su territorio comunale, quindi andranno spostati. L’Assessore Estella Marino (Ambiente e Rifiuti Roma Capitale, ndr) ha affermato che presto verranno delocalizzati. Sarebbe un bene, visto che continuano a esercitare nonostante la proroga concessagli sia scaduta”. Un altro problema arriva dagli insediamenti abusivi dislocati lungo l’immenso perimetro del parco. “Abbiamo interessato dei fatti il Gabinetto del Sindaco e il delegato dello stesso alla Sicurezza; l’obiettivo è evitare che gli investimenti fatti vadano buttati per i danni recati alle strutture”. Qualcosa è stato già fatto: Il Municipio V ha ottenuto la bonifica del tunnel che in epoca fascista avrebbe dovuto collegare il vecchio aeroporto di Centocelle con il centro. L’AMA cooperando con il Dipartimento Ambiente ha rimosso l’immondizia e sgomberato un insediamento abusivo. Ora il tragitto è percorribile, lì ci potrebbero passare persone con le biciclette o a piedi, di modo che si possa evitare il ripetersi di atti illeciti.
silvio bruno pietroletti giulia“Non vogliamo resti abbandonato”.
I cittadini hanno negli occhi lo scarsa utenza realizzata dal primo stralcio del parco, un’area di 18 ettari adornata con panchine e percorsi pedonali, di fatto quasi abbandonata. Abbiamo chiesto un parere a Silvio Bruno, Presidente Comitato Centocelle Storica: “Vi sono varie criticità per quel parco, realizzato dal 2006. Intanto il parcheggio mi sembra esageratamente vasto, visto che le macchine che ci parcheggiano sono poche. Al parco archeologico l’utenza dovrebbe arrivare dai territori vicini con la bicicletta o con i mezzi pubblici, vista anche il collegamento con la Metro C. Inoltre le automobili che escono su via Casilina provocano pericolo per le vetture che accorrono sulla carreggiata. Andrebbe meglio regolato il semaforo in uscita. La nostra speranza è che almeno con la seconda parte del progetto si crei un reale interesse a terminare l’opera, al momento pochissime persone frequentano lo spazio”. I tempi per la realizzazione del secondo step del progetto sono di circa un anno. Solo allora sapremo se le speranze dei residenti saranno divenute realtà. Manuel Manchi

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