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Parco Centocelle. Fallisce la ditta incaricata della riqualificazione

Parco CentocellePossibile una riprogettazione. I lavori sono fermi da mesi e si avvicina l’ipotesi di ripartenza da zero.

I lavori per la riqualificazione e la valorizzazione del Parco di Centocelle, ampia distesa verde disseminata di reperti archeologici, compresa tra viale Palmiro Togliatti, via di Centocelle, via Papiria e via Casilina, sono fermi. Dal mese di ottobre, infatti, non c’è traccia di operai e la rivalutazione della grande area verde, iniziata con grandi aspettative nel gennaio del 2015, è ora a un punto morto. A quanto pare, la ditta che aveva in carico i lavori, come da tempo si vociferava, è fallita, lasciando tantissimi dubbi sull’effettiva continuazione delle opere necessarie a rendere fruibile l’immensa distesa del Parco, con tutte le sue importanti testimonianze storiche.

Preso atto di questo, le possibilità di continuare si riducono a tre diverse ipotesi: “In questo momento la ditta incaricata della riqualificazione del Parco è fallita – spiega l’Assessore all’ Ambiente del V Municipio Giulia Pietroletti – e bisogna capire se c’è o meno la possibilità di continuare i lavori con la stessa ditta, magari in commissariamento. Altrimenti le altre opzioni sono la revoca dell’appalto, che a questo punto scorrerebbe a beneficio della ditta successiva in graduatoria, oppure l’annullamento del progetto”.

Un’opzione drastica, che permetterebbe però di rivalutare alcuni punti lasciati in disparte nelle considerazioni progettuali precedenti: “Il Parco, così com’è, non è attraente – ha continuato l’Assessore –, ed è stato spesso vandalizzato. Anche se si tratta di un parco archeologico, a suo tempo proponemmo delle modifiche da apportare, quali l’inserimento di un’area giochi e di un percorso vita per la ginnastica, perché non va dimenticato che il Parco sorge vicino a una scuola e può essere un importantissimo punto di riferimento per il quartiere. La ditta, tuttavia, non è mai stata tenuta a recepire tali modifiche, per le quali occorreva affrontare una rigida procedura, nemmeno mai iniziata”.

L’ipotesi di una ripartenza da zero e, quindi, di una prevedibilmente lunghissima riprogettazione, è senz’altro la più rischiosa da percorre, in particolare per un’area che sarebbe dovuta a breve diventare il polmone verde del quartiere, nonché un importante agglomerato di storia e natura in piena periferia. Qual è dunque il prossimo passo? “Credo sia necessario – ha spiegato ancora Pietroletti – riprendere al più presto i lavori, perché di tempo ne è passato abbastanza. Questo spazio, se ben gestito, potrebbe diventare un fonte, oltre che di bellezza, anche di occupazione. Andrebbe tuttavia riconsiderata l’assegnazione della gestione al Servizio Giardini di zona di un’area così grande a favore di una governance, costituita, oltre che da questo ente, da associazioni di territorio e commercianti del luogo. Al momento il secondo stralcio è in sospeso, mentre il terzo è ancora in alto mare perché non c’è un progetto. Per questo sono in costante contatto con il Dipartimento per la tutela ambientale. C’è inoltre la questione rottamatori sul lato Togliatti, altro punto che dovrà essere affrontato”.

Il prossimo 23 marzo, nel frattempo, è previsto un incontro nella sede del V Municipio, nel corso del quale si discuterà del futuro del Parco. La speranza è che la realizzazione di un’opera così importante possa trovare al più presto una soluzione accettabile: la rinascita delle periferie non può prescindere dalla valorizzazione di patrimoni di tale grandezza. Damiano Mattana

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