«

»

Stampa Articolo

Parco archeologico Grotte di Pompeo, opera d’arte dimenticata

Parco archeologico Grotte di PompeoNell’oblio uno dei pochi punti di forza di Tor Bella Monaca, in una periferia sempre più vessata.

 

Siamo nei pressi di via G.B. Scozza, ai piedi del parco dei Platani e della sua “enclave”, il parco archeologico Grotte di Pompeo. Di archeologico, però, resta solo il nome, visto che gli scavi, costati fior di quattrini hanno prodotto il rinvenimento di antichi reperti latini prima lasciati alle intemperie, poi tristemente ricoperti dalla stessa terra che li ha occultati per secoli.

Un parco che nelle sue premesse rappresentava un’autentica opera d’arte, per come è stato concepito, per l’area in cui è localizzato, e per il fortunato progetto europeo di fitodepurazione che nei primi anni ha purificato le acque con sistemi finanziati dall’UE, dando vita a tre laghetti che ospitavano una grande biodiversità. Ma come ogni sogno, prima o poi doveva essere interrotto da un brusco risveglio. Nelle immagini è facile riscontrare lo stato di abbandono perenne in cui versa l’area: l’erba raggiunge con facilità i due metri, i lampioni sono quasi tutti scoppiati, il passaggio fra i sentieri si può affrontare soltanto armati di machete, manco fossimo nella foresta amazzonica, i cestini traboccano di rifiuti, e il parco da pubblico è diventato privato: i veri proprietari sono i serpenti e i cumuli di zanzare che non permettono il transito umano, se non per pochi residenti avventurosi (e forse un pizzico incoscienti). Il fitodepuratore, dal 2005 in mano alla cooperativa sociale SADEA tramite apposito bando, è stato gestito con fatica dagli associati che hanno dovuto fronteggiare la perenne ristrettezza di fondi, intervenendo alla buona sulla manutenzione del parco, finchè il rubinetto non è stato chiuso: in aprile 2012 un fax del Dipartimento XVI del Comune annunciava all’allora Presidente SADEA Maria Vittoria Molinari che non era possibile erogare 30.000 euro per finanziare le già difficili manutenzioni necessarie, e da quel momento in poi il parco è stato letteralmente abbandonato; niente più manutenzione del verde e dei laghi, apertura e chiusura dell’area, e niente più fitodepuratore naturalmente. I laghi adesso sono pozzanghere fangose del verde più palustre che c’è, sulla superficie rifiuti e schiuma olivastra, recinzioni abbattute, e via discorrendo. L’ultimo taglio dell’erba risale al 30 agosto 2012, fra l’altro per gentile concessione dell’AMA, non titolata per questo tipo d’interventi.

Di fianco al parco risiede un grosso capannone fatiscente, provvisto di tetto soltanto da 5 anni (ma esiste da 25), aperto ai lati, e coperto alla peggio con teloni dagli anziani residenti che da tempo aspettavano la bocciofila promessa. La signora Cannone, storica battagliera dei residenti ATER di zona, da più di un decennio si occupa del parco, richiedendo interventi a profusione e scrivendo a mezzo mondo, fra cui il Presidente del Municipio VI, l’AMA, i Beni culturali, il Gabinetto del Sindaco, e la polizia municipale VIII gruppo: mai una risposta, però, è giunta alle orecchie della signora. È lei a spiegarci come le domeniche il parco sia assediato da automobili che parcheggiano all’interno e festeggiano a suon di barbecue e fuochi (illegali) lasciando spazzatura ovunque. Ogni estate la zona è colpita da incendi dolosi che distruggono il paesaggio. Riusciremo, quest’anno, a tagliare l’erba in tempo per l’estate, frenando l’istinto piromane di questi delinquenti?

Pare difficile, ed ecco il perchè: il nuovo bando pubblicato prevede una la privatizzazione mediante punti di ristoro che creino lavoro, introiti e quindi fondi necessari per manutenere il parco, il tutto a carico del privato che risultasse vincitore. “Spero che nessuno vi abbia risposto”, è l’augurio di Maria Vittoria Molinari, che non può accettare la privatizzazione di un luogo pubblico per definizione, e come lei moltissimi residenti. La chicca? In occasione del comizio di Marino a Largo Mengaroni del 7 giugno è stata disposta la pulizia (sommaria) della zona interessata. Perchè i panni sporchi si puliscono in casa.

Andrea Gionchetti

Permalink link a questo articolo: http://www.fieradellest.it/parco-archeologico-grotte-di-pompeo-opera-darte-dimenticata/

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.