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Osa. Le colline di bitume sulla Polense

Colline bitume (3) 50Il Presidente del Comitato di Quartiere di Castelverde, Andrea De Carolis, denuncia la storia dell’ex cava che costeggia l’ex strada provinciale. Decenni di lavorazioni illegali che minano la salute dei residenti.

Tra i siti che flagellano il quadrante est, conosciuti e non, ci sono le colline di bitume, ben visibili dalla Polense, come testimoniato nel docufilm realizzato da La Fiera. Si tratta di un ex-cava, che è stata riempita con materiale nocivo. A parlarne è l’architetto Andrea De Carolis, che abita a pochi passi dal sito. “La mia casa è proprio dietro queste colline”. “La storia di questa ex cava è l’emblema dello stato di abbandono in cui l’Amministrazione lascia queste zone in termini di servizi e controllo. In questo spazio – continua l’architetto – si sono susseguiti decenni di lavorazioni illegali: il Piano Regolatore ne prevede la destinazione a verde pubblico. Il sito ricade nel vincolo del Fosso dell’Osa. In teoria, essendo una ex cava, per legge non si poteva svolgere alcun tipo di lavorazione”.

Colline bitume (3) 28“Invece, siamo in molti a pensare che qui avvenisse la lavorazione del bitume e degli altri rifiuti speciali derivati dagli interventi di rifacimento stradale. Le collinette che vediamo sono state riempite con materiale pericolosissimo, saturo di oli minerali, ftalati e altri componenti altamente cancerogeni. Le strisce che vediamo sulle colline poi sono i resti del materiale confluito nel Fosso dell’Osa, da lì all’Aniene e quindi nel Tevere, per un totale di 1000 km di bacino laziale inquinato”.

De Carolis spiega che “la lavorazione del bitume è stata interrotta nel 2013, ma l’area non è stata ancora bonificata. In quell’anno, abbiamo fatto la segnalazione alla sezione NOE dei Carabinieri e al comando dei Vigili Urbani, intimando anche avremmo chiesto i danni se non fossero intervenuti. Loro non ci hanno mai risposto, anche se, come detto, la lavorazione è stata interrotta ed è stata dismessa la recinzione in bandoni, altro esempio di assoluto degrado”.

“Ora chi ha avuto in gestione la cava e non ha effettuato il ripristino deve pagare, come pure chi ci ha svolto attività lasciando i rifiuti speciali, se verrà appurato che si tratta di questo. Poi si dovrà procedere con una bonifica a spese dei privati che hanno agito liberamente sotto l’occhio bendato di chi aveva il dovere di controllare”.

David Nicodemi

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