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Orfini: “Sfiduciare Scipioni o fuori dal Pd”

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Il Commissario Pd Roma, Matteo Orfini, lancia un ultimo messaggio al Presidente Scipioni e ai consiglieri. O si presenta la mozione di sfiducia oppure i consiglieri del Pd saranno espulsi dal Partito.

Per l’ennesima volta, il Pd romano chiede al Presidente Scipioni immediate dimissioni. Con un comunicato ieri il Minisindaco aveva ribadito la sua ferma volontà di non retrocedere di un passo sulla decisioni di restare a capo del Municipio VI.

matteo-orfini-okokNella giornata di oggi, il Commissario Pd, Matteo Orfini, ribadisce con toni perentori il diktat del Partito: “Sul VI Municipio – spiega il Commissario al quotidiano  Il Messaggero – abbiamo fatto una valutazione politica su atti amministrativi e comportamenti politici e abbiamo fatto una richiesta esplicita e pubblica al Presidente Scipioni. Qualora non vorrà dare seguito alla nostra richiesta chiederemo al Partito democratico di presentare la mozione di sfiducia. Spero ancora che Scipioni voglia fare un gesto di responsabilità. È del tutto evidente che nel momento in cui il Pd fa una richiesta del genere, rimane nel partito chi accoglie quella richiesta”.

Le indicazioni del Pd sono chiare: o il Presidente spontaneamente fa un passo indietro oppure i consiglieri del Pd, pena l’espulsione dal Partito, devono presentare una mozione di sfiducia contro il Presidente. A recepire questo invito è il Consigliere Grasso che alla nostra testata dichiara: “Oggi dopo le ennesime dichiarazioni del Commissario Orfini ho chiesto a Scipioni, ancora una volta, di fare un passo indietro anche come gesto distensivo. Di fronte al suo diniego, su richiesta del Commissario Pd VI Municipio, Gennaro Migliore, presenterò lunedì mattina una mozione di sfiducia, alla quale dovranno aderire tutti i componenti del Pd. Ormai la situazione è arrivata al capolinea, anche in seguito alle dichiarazioni di ieri dell’Assessore alla Legalità di Roma Capitale Alfonso Sabella”.

Proprio ieri Sabella aveva lanciato un messaggio: “Sul VI Municipio abbiamo trovato atti amministrativi che meritavano un approfondimento della magistratura sul piano penale. Atti che ho trovato non mi hanno convinto per niente perchè sembravano mirati a favorire qualcuno. Per questo sul VI municipio abbiamo trasmesso gli atti in procura. Si tratta però di atti recenti legati al Roma Capital Summer mentre dei precedenti non me sono ancora occupato”. Sabella quindi con le sue parole ha avvertito il Presidente che la situazione, da meramente politica, si sta trasformando in giudiziaria. E’ evidente che da tempo il VI Municipio è sotto la lente di ingrandimento del Campidoglio: l’Estate di Tor Vergata è solo la punta dell’ iceberg.

parlamentino vuoto ILa Giunta Scipioni dal suo insediamento è stata segnata da molteplici episodi di opacità amministrativa. Le parole, prima del Commissario Pd Roma Orfini e del Commissario Pd VI Municipio Migliore, seguite da quelle di Sabella sembrano essere un esplicito segnale per sciogliere l’Amministrazione di Scipioni prima che sia colpita da un possibile ciclone giudiziario. Nonostante i chiari avvertimenti, il Minisindaco resta fermo sulle sue posizioni, gli ultimi colpi di testa di un Presidente che sa perfettamente che, almeno nel Pd, il suo percorso politico può considerarsi chiuso.

Che la situazione in VI Municipio fosse grave, il Campidoglio lo sapeva già durante le elezioni e dai primi mesi di insediamento di Scipioni: ricordiamo che SEL, guidato da Mastrantonio, scelse di candidarsi in opposizione al Pd, a causa dei brogli che aveva visto Scipioni protagonista durante le primarie. Dopo la vittoria le cose non andarono meglio: se Mastrantonio decise di sedersi accanto al Centrodestra e al Movimento 5 Stelle, il consigliere Pd Sardone, a causa dei continui episodi opachi dell’amministrazione, passò al Gruppo Misto e iniziò una severa opposizione al Presidente e alla sua maggioranza: due anni che hanno visto Sardone solo contro i suoi stessi compagni di Partito che non hanno avuto il fegato all’epoca di bloccare una situazione che si stava aggravando giorno dopo giorno.

Finalmente lunedì sarà presentata la mozione di sfiducia del Pd al suo Presidente: oltre Grasso, ad oggi potrebbero firmare il consigliere Onorati e ovviamente Sardone. Possibili le firme dei consiglieri che non sono espressione di Scipioni come Angelucci, Compagnone, Gasparutto. Da verificare la volontà dei consiglieri della Lista Civica Mattei e Argenti, mentre sembrano ancora restare fedeli al Presidente quei consiglieri che come unico referente politico hanno sempre avuto solo Scipioni ovvero Consolino, Criscuolo, Pelone, Giammarini, Sbardella e Gidaro.

Se le firme dei fedelissime non arriveranno, la mozione potrebbe passare grazie alle firme e ai voti dell’opposizione, con la conseguente fine di Scipioni e di quei consiglieri che, almeno nel Pd, non potranno più trovare posto.

C’è inoltre un problema tecnico: i consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno già presentato la loro mozione di sfiducia. Dal Pd romano c’è indicazione precisa di ‘cacciare’ Scipioni con una mozione del Pd, per dare maggiore significato all’atto: un presidente del Pd sfiduciato dallo stesso Pd. Bisognerà vedere se per i pentastellati sarà più importante l’obiettivo piuttosto che la difesa del proprio simbolo politico.

C’è anche da sbrogliare la questione del numero del consiglio: con le dimissioni di Mastrantonio ad oggi il parlamentino è in numero imperfetto. Bisognerà prima procedere con la surroga, ovvero con l’insediamento del sostituto di Mastrantonio che è Giorgio Maria Stirparo, che è possibile fare solo convocando il Consiglio, dove contestualmente si potrebbe votare anche la sfiducia. Da regolamento, al momento della presentazione di una mozione di sfiducia sono dieci i giorni che devono trascorrere prima di poter discutere l’atto. A meno che il Presidente, tornato in sé, invece di farsi sfiduciare decida di andare via da solo. C’è anche un’altra alternativa, quella più percorribile, presentare contemporaneamente al Protocollo le dimissioni di 13 consiglieri in carica. Questo eviterebbe tutti i passaggi procedurali spiegati sopra.  Cala dunque il sipario sul VI Municipio. Federica Graziani 

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