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Opere compensative TAV: rimane tutto a Lunghezza!

Dopo un ridicolo balletto di emendamenti, viene ritirata la risoluzione sulla divisione dei fondi con Castelverde.

Il risarcimento danni per il passaggio della ferrovia ad alta velocità sarà destinato esclusivamente a Lunghezza. Il responso arriva dopo due giorni (28-29 gennaio) di lavoro inutile del Consiglio Municipale. Questo ha prima discusso una risoluzione della Commissione Lavori Pubblici per poi ritirarla nella persona del suo stesso Presidente, Fonti. Tutto rimane com’è quindi, sulla base dell’accordo firmato dal Consiglio Comunale con TAV (oggi RFI) il 28 febbraio 2005 per “la realizzazione d’interventi volti a mitigare l’impatto socio ambientale della ferrovia”, le cosiddette opere compensative. Alcune di queste opere sono state inserite nel Piano Investimenti del Comune di Roma 2012/2014, per un importo di 1,5 milioni affidati alla zona Lunghezza. Ma a fine 2012 la Commissione Lavori Pubblici incontra il CdQ di Castelverde e il Comitato di No Discarica, che chiedono di inserire in quella somma un progetto di parco pubblico a Castelverde. Da qui la risoluzione presentata da Fonti, che doveva essere approvata all’ordine del giorno del 28 gennaio in Consiglio Municipale. Ecco, doveva! Perché una volta cominciata la discussione sono entrati in gioco gli interessi dell’uno e dell’altro. L’opposizione presenta un emendamento, che prevede il comparto di un terzo dei fondi a Castelverde e il resto a Lunghezza. Proprio qui è necessaria una precisazione e un’osservazione. I cittadini di Castelverde hanno sofferto i lavori di cantiere e le polveri della bonifica rifiuti, esternalità minime rispetto a quelle di Lunghezza che invece dalla TAV è stata squarciata in due. Per questo la compensazione (che inizialmente era di 8 milioni poi scesa a 1,5) è stata assegnata dal Comune solamente a Lunghezza. Ma il Pd a Castelverde ha i suoi voti da difendere, soprattutto in vista delle regionali 2013 e delle primarie per la Presidenza dell’ VIII Municipio. Per lo stesso motivo, Fonti vota contro ogni tipo di emendamento che ripartisce i fondi, anche quando Scorzoni, capogruppo del PD, in un secondo emendamento, abbassa le pretese proponendo un quarto a Castelverde e il resto a Lunghezza. Muro contro muro fra coalizioni alla prima votazione e alla seconda, e nessuno dei due emendamenti approvato. Scorzoni fa notare la mancanza di chiarezza della risoluzione sia sulla ripartizione dei fondi tra i quartieri sia sui ribassi d’asta, che Fonti voleva destinare allo studio di fattibilità per i progetti. E così, fra lo stupore (e l’indignazione) dell’opposizione, Fonti dichiara di voler ritirare la sua stessa risoluzione! Si è comunque dovuto procedere al voto. La sua coalizione lo ha sostenuto e ha votato contro. Il PD, invece, vota a favore. Risultato? 9 favorevoli, 9 contrari, risoluzione bocciata. Il parco di Castelverde che i cittadini aspettano da 15 anni dovrà attendere ancora.

Manuel Manchi

 

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