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Olimpiadi Roma 2024, arriva l’atteso NO della Raggi

14370232_649563018559484_2855708146490410109_n“Si farebbero altri debiti”.  Il Comitato promotore le ha tentate tutte ma la Sindaca non ci sta.

“E’ da irresponsabili dire sì a questa candidatura. Ribadiamo quanto detto in passato”. La prima cittadina Virginia Raggi, in una conferenza stampa del 21 settembre, ha definitivamente calato il sipario sulla questione legata alla candidatura romana per le Olimpiadi del 2024, che è stata causa di enormi pressioni sulla Giunta.”Non abbiamo nulla contro lo sport, ma non vogliamo che si usi lo sport come pretesto per  nuove colate di cemento sulla città”. Il CONI le aveva tentate tutte per convincere la sindaca a mantener viva la candidatura della capitale, aprendo a significative modifiche del progetto: entro la prima settimana di ottobre il Comune avrebbe infatti dovuto inviare al CIO (Comitato Olimpico Internazionale) dei documenti che attestassero il sostegno della Giunta alla candidatura.

Ora è ufficiale, questo sostegno non c’è. L’annuncio della Raggi è arrivato dopo che la sindaca aveva dato “buca” al capo del Coni Malagò in un incontro previsto e atteso da più di un mese (il Coni ne aveva anche chiesto la diretta streaming). Più tardi, Malagò lamenterà  in conferenza stampa “la scarsa attenzione verso il mondo che rappresentiamo”. Raggi si è difesa sostenendo di aver avuto un contrattempo e che il capo del Coni ha preferito non aspettarla. Invece è stata immortalata a banchettare in un ristorante in via dei Mille. “Incidenti” a parte, a quel punto i giochi (ma non nel senso “olimpico” del termine), erano già (quasi) fatti: la prossima settimana il consiglio comunale dovrà votare ufficialmente una mozione per il ritiro. Una formalità.

I 5 stelle erano stati chiari già in campagna elettorale in merito al loro rifiuto, definendo l’opzione Olimpiadi come “criminale”. Sono molti gli argomenti portati dal M5S a sostegno del proprio diniego: la città ha centinaia di impianti sportivi da mettere in sicurezza o incompiuti (vedi Vele di Tor Vergata o piscina di Via della Vasca Navale), ed è messa in ginocchio da un debito abnorme di circa 13 miliardi di euro, di cui uno risale proprio alle Olimpiadi romane del 1960, come ricordato dalla sindaca il 28 Agosto.

Il Comitato organizzatore in un comunicato ha lamentato la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro e della possibilità di un miglioramento complessivo della città, di cui il romano avrebbe beneficiato senza spese a carico del Comune. Il M5S, da parte sua, ha presentato uno studio dell’Università di Oxford che mostra come tutti i preventivi delle precedenti edizioni siano stati sforati enormemente, e sempre con ricadute enormi sui cittadini.

Sono in molti a ritenere che la città, che come tutti sanno ha difficoltà anche nell’erogazione dei servizi fondamentali, non necessitasse di un evento di tale portata.  Da parte della stragrande maggioranza degli esponenti M5S, inoltre, il sostegno alla candidatura non c’è mai stato. Con alcune eccezioni importanti: Paolo Berdini, Assessore all’ Urbanistica, aveva recentemente sostenuto che la città avrebbe dovuto accettare questa sfida, mentre il vicepresidente della Camera Luigi di Maio, in passato (Dicembre 2015) si era detto favorevole alla candidatura romana, salvo poi ritrattare pubblicamente.

Per usare le parole della deputata grillina Laura Castelli in un’intervista a Radio 24, che ben riassumono la posizione del M5S, “la storia recente ha già dimostrato come le Olimpiadi non siano una risorsa per i cittadini”.  Sono molti i recenti sperperi di denaro pubblico sui “grandi eventi” citati dal M5S: il polo natatorio di Ostia, attualmente in funzione ma costato il doppio (!) dei 14 mln preventivati, o la piscina di Via della Vasca Navale, costruita per i Mondiali di Nuoto del 2009 (mica del 1974), che attualmente cade a pezzi e necessiterebbe di ben 6 mln di euro per essere sistemata.  Le vele progettate dall’architetto Santiago Calatrava dovevano essere terminate per i Mondiali del 2009, con un costo preventivo di 60 milioni di euro.

 Adesso lo scheletro incompiuto dell’opera è ben visibile dall’imbocco della Roma – Napoli sul GRA e 300 milioni non basterebbero per terminarla. I terreni sono di proprietà dell’Università di Tor Vergata (che l’ha acquistata dal cassiere della Banda della Magliana Renato Nicoletti) ma sono stati dati in concessione sin dal 1987 alla “bestia nera” dei 5 stelle Caltagirone. E’ in quest’area che, secondo il CONI, sarebbe dovuto sorgere il Villaggio Olimpico.

Non sono stati molti i “diktat” di Grillo alla Raggi, che, soprattutto dopo le dimissioni del minidirettorio, gode adesso di larga autonomia decisionale. Non sulla questione Olimpiadi però. Sarebbe stata una rottura troppo grande con il M5S, oltre che una clamorosa giravolta rispetto a quanto dichiarato fino a questo momento. Nel frattempo, il Coni schiuma di rabbia e minaccia di intentare cause al Comune per danno erariale, in riferimento agli almeno 10 ml di euro spesi finora per sostenere la candidatura.

Sebastiano Palamara

 

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