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Nuovo sciopero Ama: tra diritti dei lavoratori e doveri verso i cittadini sempre più sommersi dalla spazzatura

ama-romaIl 15 giugno é stato indetto un nuovo sciopero dai dipendenti della nettezza urbana, determinato dal mancato rinnovo del contratto.

“L’Ama – come ha affermato il suo presidente Fortini – vuole un aumento della produttività e chiede che i lavoratori (che attualmente sono pochi,in sottorganico e  con  pochi mezzi) lavorino 38 ore anziché 36, e il lavoro della domenica sia considerato festivo ordinario.Tante volte si punta solo il dito contro i dipendenti Ama. Di certo non saranno tutti stakanovisti,si sa,  ma c’è anche chi lavora. L’Ama ha tanti problemi, non è giusto però che a rimetterci siano sempre e solo gli operai.Magari più che aumentare i dirigenti si potrebbe aumentare il numero degli operatori. I sindacati infatti non vogliono arrendersi.Il vento neoliberista pare non soffierà sull’azienda,l’Ama non sarà privatizzata.

 Il 15 giugno, giorno dello sciopero al Pantheon, il Commissario straordinario di Roma Capitale, Francesco Paolo Tronca, ha approvato una delibera che dà una concessione all’Ama, per un periodo di quindici anni, di trentadue aree in comodato d’uso. Queste aree dovrebbero prestarsi alla costruzione di strutture per la raccolta differenziata e per la creazione di (nuove) isole ecologiche. Ad oggi sono solo 14 e tutta la periferia Est di Roma ne è totalmente priva. Forse per questo,  unitamente all’inciviltà di molti, i materassi finiscono addirittura sugli alberi. Ama ha molti problemi: manca il personale, mancano i mezzi, mancano i controlli, gli addetti al controllo: gli agenti accertatori  sono pochissimi e nel quinto e sesto municipio sono latitanti.Pochissima  efficienza nello smaltimento dei rifiuti. Aggiungiamo che Roma è abbastanza intollerante alla differenziata. Il distretto di Rocca Cencia,soprattutto dopo la chiusura di Malagrotta, non ce la fa a smaltire i rifiuti. Il famoso tritovagliatore  non è effettivamente mai stato usato, ma solo inaugurato.L’Ama, poi, paga profumatamente Lombardia, Piemonte e Svizzera per lo smaltimento dei rifiuti di Roma. Inoltre  delega,appaltandola, la raccolta dei rifiuti dei campi Rom, della carta e del cartone a ditte esterne. Oltre ai vari appalti, ha speso tre miliardi di euro solo per creare gli itinerari che i mezzi devono seguire per la differenziata. Miliardi che sono andati ad un’azienda di Milano che, con tutto il dovuto rispetto, non credo conosca così bene le strade di Roma, figuriamoci quelle della periferia. Maria Marcoppido

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