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Nuova Ponte di Nona, una manifestazione che divide il quartiere

CAOP_Manifestazione2La manifestazione del 10 maggio indetta dal CAOP per richiedere maggiore sicurezza, la chiusura di campi rom e la revoca per i centri di accoglienza, è stata un flop. Tra i partecipanti vi erano alcuni esponenti del mondo della destra e dell’estrema destra.

Circa 100 partecipanti, provenienti perlopiù dalle zone limitrofe, hanno marciato per le vie del quartiere: un numero eccessivamente esiguo per un quartiere come Nuova Ponte di Nona che accoglie intorno ai 15.000 abitanti. Ad organizzare il corteo è stato il CAOP (Coordinamento Azioni Operative Ponte di Nona), il gruppo di volontari, presieduto da Franco Pirina, che la notte effettua un servizio di sorveglianza nel quartiere. Rispetto alla manifestazione del 29 settembre, pianificata dallo stesso Pirina ed alla quale avevano partecipato più di 300 abitanti, quella del 10 maggio mette in luce il distaccamento del quartiere.

Le contraddizioni della politica

Il Consigliere regionale Fabrizio Santori (La Destra) per la seconda volta manifesta a fianco del CAOP e dei cittadini: e pensare che era proprio lui, durante la precedente Amministrazione, a presiedere la Commissione capitolina alla Sicurezza, la quale non è riuscita a porre fine ai fumi provenienti da Salone. In vista delle Europee, inoltre, il Consigliere ha portato con sé l’Europarlamentare di Forza Italia, Antonio Tajani: una trovata elettorale senza ombra di dubbio che, però, va ad annunciare un’altra contraddizione. Perché mai un europarlamentare è venuto a protestare contro i campi rom e l’apertura dei centri d’accoglienza, quando questi vengono gestiti proprio dalla Comunità Europea? In molti hanno pensato “è venuto a manifestare contro se stesso”. È dello stesso parere Simone Di Stefano, esponente di Casapound, il quale afferma “certo che chi ha amministrato fino ad ora ed è venuto qui a manifestare, ha poca voce in capitolo. Spero che i cittadini siano in grado a capire la differenza tra un politico che viene qui a chiedere voti, rispetto a chi realmente non vuole il campo rom”. In merito al programma di Casapound ci spiega che “vogliamo rivedere completamente il piano di accoglienza, siamo contro l’immigrazione a prescindere: l’Italia non è più in grado di accogliere chiunque attraversi il Mare Mediterraneo”.

I manifestanti

Si potrebbe affermare che gli abitanti di Ponte Di Nona abbiano quasi disertato la manifestazione: sui circa 150 partecipanti, solo una ventina erano del quartiere che ha ospitato il corteo. Le vere anime dell’evento, infatti, sono stati i residenti di Settecamini, da settimane in lotta contro l’apertura di un centro d’accoglienza presso lo stabile di Largo Davanzati. Non è stata da meno neanche la delegazione degli abitanti di Tor Sapienza, in lotta contro i fumi tossici provenienti dal campo di via Salviati. Al corteo, inoltre, hanno partecipato anche singoli cittadini di zone come La Rustica e Castelverde.

La polemica con il Comitato di Quartiere ed i residenti

Questa volta il CDQ Nuova Ponte di Nona ha deciso di non partecipare per mantenere il suo status apolitico, nonostante le tematiche affrontate dalla manifestazione, quali i roghi tossici e la necessità di una caserma nella zona, risultino condivisibili. Gli esponenti di quest’organo, inoltre, non sono mai stati invitati dal CAOP a partecipare all’evento. A seguito della scarsa partecipazione dei residenti, è nata la polemica su Facebook che ha visto il CAOP accusare il Comitato di aver “boicottato” la manifestazione, il quale nega ed afferma che, se su un quartiere di 15.000 anime ne sono scese in piazza solo una ventina, il problema va ricercato altrove. Le reali motivazioni che hanno spinto i cittadini a non partecipare, infatti, vengono esposte sempre sul social network: la vicinanza con le forze politiche di destra e la scelta delle tematiche della manifestazione sono state determinanti per l’insuccesso dell’evento. I residenti delle periferie, piuttosto che dividersi o manifestare insieme agli amministratori, dovrebbero unirsi portando avanti una lotta comune.

Lucrezia La Gatta

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