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Non si placa la protesta al Policlinico Tor Vergata

proteste ptv 4Il 15 novembre sono ufficialmente arrivate le lettere di licenziamento verso tutti i dipendenti OSS e Ausiliari. Una condizione inaccettabile che continua ormai da due mesi. Di risposte nemmeno l’ombra.

La pioggia e il freddo non li hanno scoraggiati. Non si fermano le proteste del personale OSS e Ausiliari a rischio al Policlinico Tor Vergata. Tende, gazebo e striscioni sono ancora al loro posto dal 22 settembre. È una lunga battaglia, costellata di incertezze e tanto coraggio. Incontri, riunioni e dibattiti con le Istituzioni non sono serviti che ad aumentare il senso di delusione tra i lavoratori, che si sentono delle piccole pedine in mano a poteri molto forti. Il loro destino è in bilico: a settembre erano stati annunciati tagli per 70 unità rispetto ai 330 attuali. Dopo l’annuncio della Regione Lazio, che ha assicurato la creazione di 80 nuovi posti letto (l’equivalente di circa 4 reparti) nel Policlinico Tor Vergata, risulta controverso il processo di mobilità dei dipendenti operato dalla ditta “Arcobaleno”, precedente affidataria dell’appalto. Chi sta prendendo in giro i lavoratori? La Regione, la Dirigenza dell’Ospedale o la scoietà “Arcobaleno”?

Convegno con le scintille

Tra il 6 e l’8 novembre si sono svolti all’interno del Policlinico di Tor Vergata una serie di dibattiti sul tema “Governare i processi di cura tra crisi economica e bisogni di salute della persona: esperienze a confronto”. Proprio nella giornata inaugurale un gruppo abbastanza grande di lavoratori si è “infiltrato” al convegno -riservato a dirigenti ospedalieri di varie strutture romane – e hanno fatto sentire la loro voce. “Si è parlato di tagli alla sanità e di diritti delle cure alla persona in tempo di crisi all’interno della tre giorni”, spiega Nadia, una delle lavoratrici OSS in protesta – ma nessuno ha parlato dei lavoratori. Per questo il 6 novembre abbiamo organizzato un appuntamento a sorpresa per Tiziana Frittelli, Dirigente dell’Ospedale. Abbiamo ottenuto così un incontro -dato che si è sempre rifiutata di riceverci – dove abbiamo di nuovo portato alla luce i nostri disagi e preoccupazioni. Vogliamo delle risposte”. Ma la Dirigenza non fa che prendere tempo, rinviare a nuovi incontri e non fornisce delle concretezze ai dipendenti in protesta. Una cosa è certa: i licenziamenti e alcuni fatti all’interno dell’Ospedale sono alquanto sospetti.

IL CASo

Al convegno, tra gli altri, è stata invitata al convegno anche Angela Basile, Direttore degli Enti Ecclesiastici Nuova SAIR, l’azienda che ha ricevuto in un secondo tempo l’appalto del personale Oss e Ausiliario. Per organizzare un evento simile (in cui doveva essere presente anche il Presidente della Regione Lazio, Zingaretti, che ha dato forfait) sono necessari circa 6 mesi. Chissà perché è stata chiamata per un intervento la Nuova Sair e non l’Arcobaleno, ditta che in un primo tempo aveva vinto l’appalto. I tempi non quadrano: la Nuova Sair è subentrata a settembre, come seconda vincitrice. Le cause “ufficiali” del cambio di guardia sono state la mancanza di una serie di regolarità nella domanda di presentazione dell’”Arcobaleno srl”, precedente affidataria dei servizi e ufficiale vincitrice. Con il ricorso al TAR, fatto da quest’ultima, è stata ottenuta una proroga tecnica fino a novembre. La prima udienza non è stata risolutiva, mentre la seconda è tutta ancora da verificare. Potrebbe essere sospeso il provvedimento del PTV o entrare nel merito del processo. Un altro sospetto che si allunga ad un elenco già molto fornito è, poi, un altro. La Nuova Sair è presente, ormai da qualche tempo, in alcuni ospedali romani: il Casilino, Umberto I, Sant’Andrea. E l’elenco di strutture ospedaliere pubbliche potrebbe aumentare. Che il cambio di orientamento, anche politico, all’interno della Regione Lazio abbia favorito alcune ditte rispetto a delle altre?

Operatori delle pulizie

Per i lavoratori delle pulizie le lettere di licenziamento sono arrivate già agli inizi di novembre e il processo di mobilità è in atto. Qui sono a rischio 15 persone rispetto alle 70  presenti nell’organico. Quello che chiedono i sindacati è di bloccare le procedure di licenziamento da parte delle aziende subentrate. Uno dei problemi che si verrà a creare sarà la mancanza di una sanificazione 24h su 24h. Infatti è previsto l’ultimo intervento di pulizia la sera alle 22. Fino alle 6 di mattina non ci sarà nessuno. In caso di emergenze chi sanificherà le camere operatorie o i reparti? Con estrema diffidenza i lavoratori delle pulizie stanno contribuendo al sit- in organizzato dagli operatori OSS e Ausiliari. Alcuni sono impauriti dai licenziamenti e il senso di ricatto è molto grande. Dall’altra parte i vertici continuano a calmare gli animi, garantendo che sono solo delle misure preventive. Ma chi ci crede più ormai?

Le lettere di licenziamento

Dopo 2 mesi di proteste e false promesse, il 15 novembre si è verificato quello che tutti sospettavano: sono state recapitate circa 50 lettere di licenziamento. Le missive saranno inviate a tutti i 330 lavoratori nel corso dei prossimi giorni, nessuno escluso. Gli operatori OSS e Ausiliari sono sempre più preoccupati per il loro futuro. “Il 30 novembre finisce la proroga di fine appalto dell’”Arcobaleno srl”. Dal I dicembre non ci sarà più nessuno di noi nelle corsie dell’ospedale. Queste lettere sono il preavviso di quindici giorni alla scadenza del nostro contratto, ma non ci sono certezze in merito”, spiega Daniela, un OSS in protesta.

Il 14 novembre sindacati e Arcobaleno si erano incontrati di nuovo per discutere sul destino dei lavoratori, ma, da quanto riferiscono gli  stessi sindacati, non sono stati informati circa le lettere di licenziamento. Quello che preoccupa tutti è il cambio d’appalto: una volta licenziati i lavoratori cosa farà la Nuova Sair? Li assumerà di nuovo o attingerà a nuovi lavoratori? A quanto pare nemmeno quest’ultima sembrerebbe a conoscenza della strategia dell’ “Arcobaleno”, che sembra voler minare il servizio del polo ospedaliero romano. Infatti, se entro il I dicembre non verrà risolta la questione, l’ospedale rischia di collassare. La diminuzione di 330 operatori, in una struttura che conta 50 reparti, potrebbe innescare una bomba. Questi licenziamenti, operati dall’azienda “Arcobaleno”, sono ingiustificati. Sarebbe stato più opportuno (e corretto) – visto il precario equilibrio del PTV – effettuare un affidamento diretto alla nuova ditta appaltatrice. C’è da riflettere in tutta questa storia, che non sembra mai trovare una conclusione. Con i licenziamenti chi ci potrebbe guadagnare? Di sicuro, utenti e lavoratori ne usciranno devastati: senza un futuro e senza delle cure adeguate si può parlare ancora di diritto alla salute o di diritto al lavoro? Melissa Randò

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