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“Noi qui ci vogliamo un grande parco”

Il Piano di Zona alternativo è voluto da cittadini e comitati di quartiere. Sui terreni Cesaroni vorrebbero vedere il parco più grande e attrezzato del Municipio.

Non si limitano alla protesta contro il Piano Regolatore “B64 Casale Cesaroni Bis” i residenti di Villaggio Breda, Villa Verde, Fontana Candida e Gaia Domus. Hanno proposto da mesi il loro progetto alternativo di riqualificazione del quadrante, si chiama “Recupero, Vivibilità, Valorizzazione” o anche “Re.Vi.Val”. Sebbene non fossero stati informati del pericolo che in questi mesi giungeva dalla Regione Lazio e la sua Giunta, non hanno perso la speranza di essere ascoltati dalle istituzioni. Dice Fulvio Magnani, Presidente di Gaia Domus, Consorzio attiguo ai terreni prima di Cesaroni e ora di un altro privato: “Non ero minimamente a conoscenza della delibera del 13 febbraio. Sono venuto a saperlo poche settimane fa per caso da un amico del Centro Anziani!”. È amareggiato Magnani soprattutto con i politici che pur abitando nelle strade accanto alla Breda non hanno informato i cittadini della delibera sul Piano di Zona.

“Abbiamo politici che a febbraio stavano in Regione e vivono qui tutti i giorni (chiaro il riferimento a Giuseppe Celli, ndr). Evidentemente piuttosto che parlare alla cittadinanza avranno trovato più utile informare i privati coinvolti nella contrattazione per il Piano di Zona”. Il Presidente del CdQ Gaia Domus passa poi ad esporre il sogno suo e di tanti abitanti del quadrante: “Vorremmo un grande parco pubblico che colleghi via del Torraccio e via Gagliano del Capo da una parte e l’Università dall’altra con il suo orto botanico”. Il progetto è ambizioso ma realizzabile, praticarlo costerebbe meno del PRG (Piano Regolatore Generale) voluto dal governo Alemanno. Sono previste nel disegno piste ciclabili e collegamenti con la Città dello Sport, su cui il Campidoglio si è recentemente riunito per terminarne i lavori. L’unico ostacolo ai lavori è rappresentato dai reperti archeologici rinvenuti nella zona di Tor Vergata. “Abbiamo parlato a tal riguardo con Musco della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, ci ha detto che gli approfondimenti e gli studi da fare sono ancora molti”. I vari Presidenti dei comitati di quartiere cercheranno ulteriormente di sensibilizzare la politica sull’argomento. E promettono: se il Consiglio Comunale sovvertirà la delibera della Giunta Comunale di agosto sono pronti a presentare ricorso al Tar, così come avvenuto per Grotte Celoni.

Manuel Manchi

 

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