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Ecodistretto, in 10mila per dire no

foto corteo 1Diecimila residenti hanno sfilato in corteo da Prato Fiorito allo stabilimento AMA in via di Rocca Cencia per dire nuovamente NO ai progetti di Ama e Comune su Rocca Cencia. Il 23 marzo è previsto l’incontro con l’Assessore all’Ambiente Estella Marino.

No pasaràn. Avevamo usato questa formula a dicembre, in occasione dell’incontro con Fortini in Municipio, è doveroso riproporla oggi.  Il 21 marzo i cittadini di Roma Est sono tornati a farsi sentire sul proprio territorio, quello che Ama e Comune vogliono trasformare nella mega discarica della capitale con il potenziamento del polo di smaltimento rifiuti di Rocca Cencia: un ecodistretto e un biodigestore, oltre al TMB già in funzione, il pericolo è altissimo. La protesta in Campidoglio di 10 giorni fa era solo un antipasto, il fronte è caldissimo. Un corteo di diecimila persone che ha sfilato da via Andria, a Prato Fiorito, fino allo stabilimento Ama in via di Rocca Cencia, come a novembre. Numeri che manifestano la strepitosa risposta del territorio all’infaticabile lavoro portato avanti in questi mesi da comitati e associazioni del territorio. E dal nostro giornale.

Il corteo è iniziato alle 10, via Prenestina completamente bloccata per quasi 3 ore: cori, striscioni e locandine con foto del ‘nemico’, individuato nelle persone del Sindaco Ignazio Marino, l’Assessore all’Ambiente Estella Marino, il Presidente dell’Ama Daniele Fortini, il Presidente della Regione Nicola Zingaretti, il suo Assessore all’Ambiente Daniele Civita e pure il Presidente del Municipio Marco Scipioni. Un corteo allegorico, guidato da un carro funebre, nefasto presagio del devastante impatto che l’ecomostro in progettazione a Rocca Cencia potrebbe avere sul territorio. Rappresentanze per tutti i quartieri del quadrante est della capitale, Finocchio, Rocca Cencia, Due Colli, Torre Jacova e Borghesiana per il Casilino, Castelverde, Lunghezza, Colle del Sole, Ponte di Nona, Corcolle, Colle degli Abeti, Villaggio Prenestino e Prato Fiorito per il Prenestino.

Tra le file della politica folta delegazione dei 5 Stelle, con i consiglieri Stefàno, Mammì, Tranchina, Mammì e gli onorevole Paola Taverna e Stefano Vignaroli. Presente anche Daniele Pinti, consigliere municipale di Forza Italia, e Claudia Colagrossi, consigliera municipale di Nuovo Centro Destra. Totalmente assente la maggioranza dell’amministrazione territoriale. Eppure erano stati invitati tutti. C’è stato pure un tentativo di strumentalizzazione da parte di alcuni militanti della destra territoriale, che sulla Polense ha esposto uno striscione per promuovere una manifestazione contro l’immigrazione: i membri del servizio d’ordine li hanno invitati a rimuoverlo, gli animi si sono scaldati ed è intervenuto pure un agente di Polizia in borghese.

Da sottolineare anche la presenza delle scuole, con gli alunni degli istituti comprensivi di Villaggio Prenestino e Castelverde che hanno marciato e cantato assieme ai manifestanti. I consigli d’istituto stanno sensibilizzando l’argomento nei plessi scolastici, l’informazione sull’ecomostro e i rischi che porta in dote è sempre più capillare.

Arrivati davanti lo stabilimento Ama in via di Rocca Cencia è stata posta la “prima pietra” dell’ecodistretto tanto agognata dal Sindaco Marino nei giorni scorsi, una futuribile lapide “in memoria dei cittadini di Rocca Cencia, vittime della politica”.

“ll progetto dell’ecodistretto di Rocca Cencia è nato con Franco Panzironi, ex amministratore delegato di Ama coinvolto nell’inchiesta “Mafia capitale” – tuona al megafono Paolo Armillotta, membro Usb e residente nelle popolari a due passi dallo stabilimento – già questo avrebbe dovuto far capire all’amministrazione che si tratta di un progetto inaccettabile. Lotteremo sia per noi che per la salute dei nostri figli”. “Noi, a differenza della politica che fa disinformazione, abbiamo informato il territorio con ogni mezzo e siamo stati ripagati con la grande partecipazione di oggi – commenta Davide Lanza, dell’Associazione Cittadinanza e Servizi Colle del Sole – bisogna tutelare la salute e il valore archeologico del territorio e lotteremo fino alla fine, con ogni mezzo. Il progetto di ampliamento e potenziamento di un impianto non a norma che già causa molti problemi è inaccettabile. Chiediamo analisi epidemiologiche e ambientali su un territorio devastato da anni di mala gestione dei rifiuti, l’Amministrazione deve ascoltarci”.

Nel piazzale dello stabilimento è stata poi promossa una nuova petizione per chiedere “la dismissione del polo impiantistico di lavorazione dei rifiuti di Rocca Cencia, la bonifica del sito e dei monitoraggi sia epidemiologici, in termini di patologie tumorali, tiroidee e leucemie, che ambientali, particolarmente legati all’inquinamento atmosferico”.

Prossimo appuntamento previsto per il 23 marzo quando i delegati del territorio incontreranno l’Assessore all’Ambiente Estella Marino. Intanto la linea della cittadinanza è chiara: No pasaràn. Matteo Muoio

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